Old woman on bonfire
Esteri

Caccia alle streghe e torture in Papua Nuova Guinea

Nell'arcipelago del Pacifico, a processo un centinaio di uomini che hanno compiuto massacri e omicidi su donne e bambini accusati di magia nera

Torture che sfociano in omicidi efferati. Storie di presunti stregoni di cui ancora oggi si crede l'esistenza e che, per questa loro "colpa", vengono uccisi in alcuni piccoli villaggi dello stato-arcipelago di Papua Nuova Guinea, nel Pacifico.

I casi di stregoneria
Tre anni fa sette persone erano state massacrate da una folla inferocita. Due delle vittime erano bambine tra tre e cinque anni. E 180 erano stati gli arrestati. Un caso, questo, che aveva fatto scalpore perchè l'ennesimo consumato a Papua. Qui, tra un villaggio e l'altro, si era visto negli anni un moltiplicarsi di circostanze simili che aveva portato lo Stato a decidere di reintrodurre la pena di morte per questo genere di reati abolendo così una legge del 1971. Misure che però non avevano dato i risultati sperati. Fino ad oggi.

Ora infatti, si registra il primo timido successo. Il prossimo aprile, dopo tre anni, 99 uomini del villaggio di Raicoast, nella provincia di Madang, sui quasi duecento arrestati che avevano creduto nella pratica della stregoneria andando letteralemente a caccia di persone ritenute streghe nel vicino villaggio di Sasiko, saranno processati.

Colpevoli, quei 99, di aver bruciato case e ucciso sette persone con estrema violenza. Le bambine, in particolare, erano strappate dalle braccia delle loro madri e massacrate davanti ai loro occhi.

Non un caso isolato, dicevamo. Solo pochi mesi prima, quattro donne erano state torturate e date alle fiamme dagli abitanti di un villaggio, che credevano alle affermazioni di un uomo secondo cui il gruppo di streghe lo avrebbero derubato del cuore tramite maleficio. In un altro piccolo villaggio dell'entroterra altre tre donne erano state salvate da un intervento di alcuni missionari dopo che erano state accusate di aver causato un'epidemia di morbillo.

Cos'è la Sanguma
Nell’arcipelago la credenza nella stregoneria viene chiamata "sanguma" ed è molto diffusa poiché, specie nelle regioni più remote, le persone addossano alla magia i casi più comuni di malattie o morte, non accettandone le cause invece naturali o accidentali.

E questo sembra avvenire sopratutto nella regione costiera a Sud di Madang dove le donne, rispetto agli uomini, vengono più facilmente torturate o bruciate vive come pretesto per mascherare degli abusi.  

Una vera e propria piaga per quelle isolette paradisiache dove questo genere di attacchi contro le persone accusate di sanguma si verificano più volte l'anno, dove la polizia non interviene che raramente e dove le poche indagini non portano certo alla giustizia.

Tutti casi denunciati da Amnesty International che sostiene quanto siano numerose le persone tacciate di stregoneria e "punite" da gruppi inferociti di credenti che solo raramente vengono condannati per i loro crimini reali. Ma forse, ad aprile, giustizia sarà fatta.


© Riproduzione Riservata

Commenti