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Migliaia di persone hanno partecipato ieri a Bujumbura, la capitale del Burundi, al funerale di Zedi Feruzi, leader del piccolo partito d'opposizione UPD-Zigamibanga (Unione per la pace e lo sviluppo), le cui spoglie sono state portate a spalla da giovani che intonavano canti patriottici, per le vie della città fino a un cimitero musulmano. Feruzi e una delle sue guardie del corpo sono stati uccisi sabato sera in un agguato nel distretto di Ngagara. Il politico e i suoi accompagnatori sono stati raggiunti da colpi di arma da fuoco sparati da un commando di uomini a bordo di un'auto in corsa. 

Da quattro settimane il Burundi è scosso da violente proteste di piazza, seguite all'annuncio da parte del presidente uscente Pierre Nkurunziza di volersi candidare per un terzo mandato alle elezioni presidenziali del 26 giugno, nonostante il limite di due mandati fissato dalla Costituzione. Alle manifestazioni è seguito un colpo di Stato dei militari, poi fallito. Ora, dopo l'uccisione di Feruzi, politici dell'opposizione, giornalisti e attivisti civili non si sentono più al sicuro e si nascondono. Una figura di spicco dell'opposizione, Agathon Rwasa, ha dichiarato: "La vita di chiunque si opponga a Pierre Nkurunziza è in pericolo", "Le persone vengono assassinate qua e là." 

Per protestare contro l'uccisione di Feruzi, denunciata come "un atto terribile", gli attivisti hanno intanto sospeso il dialogo con il governo. Da fine aprile, nel corso delle proteste contro il presidente, almeno 20 persone sono morte e 431 sono rimaste ferite , mentre altre 200.000 sono fuggite nei Paesi vicini. 

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