Redazione

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Il punto

30 marzo

È stato rivisto da 35 a 32 morti il bilancio degli attentati di martedì 22 marzo a Bruxelles. Lo hanno riferito i procuratori federali del Belgio, spiegando che il conteggio precedente era dovuto al fatto che tre vittime erano state calcolate due volte perché avevano doppia nazionalità.

I procuratori hanno riferito inoltre che tutte le vittime sono state identificate e si tratta di 17 belgi e 15 stranieri. Ancora 94 persone sono in ospedale, ha scritto su Twitter la ministra della Sanità belga, Maggie De Block.

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Tutti gli attentati in Belgio

Le indagini
Errori nelle indagini, scaricabarile, falle nella sicurezza. L'inchiesta sugli attentati di Bruxelles per ora è un puzzle senza soluzione, dove i pezzi non combaciano mai. Faical Cheffou aveva un alibi per la mattina del 22 marzo, e non poteva essere a Zaventem ad aiutare i kamikaze. Anzi, lui si dice contro l'Isis e ignaro dell'identità dei terroristi. E i magistrati gli credono, convincendo anche i media belgi - fino a ieri sicuri che fosse lui 'l'uomo col cappello' - che si tratta di un "errore" giudiziario.

C'è poi un'altra questione che le autorità belghe vogliono chiarire, alimentando il gioco delle accuse reciproche che non sta aiutando le indagini: nessuno li mise in guardia dai fratelli El Bakraoui, nè l'Fbi nè l'Olanda, come invece afferma il ministro olandese della Giustizia. Intanto arriva la prima presa di posizione forte dall'Unione europea: "La tolleranza dell'Europa deve finire dove comincia la violenza", ha detto il presidente dell'Ue Donald Tusk, secondo cui "la solidarietà e la libertà prevarranno solo se saranno accompagnata dalla forza".

E nell'Europa dell'incubo attentati, il presidente iraniano Rohani ha cancellato la visita di domani a Vienna per motivi di sicurezza. Con l'aeroporto ancora in piena fase di riallestimento, chiuso anche oggi, e la metro riaperta ma con orario ridotto, l'unica operazione conclusa è per ora il riconoscimento delle 32 vittime tra cui l'italiana Patricia Rizzo i cui funerali si terranno venerdì a Bruxelles.

L'alibi di Cheffou
Sul fronte delle indagini nessuna novità. Cheffou è un uomo libero - ancorchè incriminato di terrorismo - grazie all'alibi 'telefonico' che ha fornito. I tabulati dicono che era a casa sua al momento dell'esplosione in aeroporto. Anche per questo è stato visto nei pressi della metro di Maelbeek subito dopo, abitando nelle vicinanze. "Credo che il riconoscimento del tassista sia all'origine dell'errore giudiziario", ha detto il suo avvocato Olivier Martins.

Comunque è un fatto che non sia stata trovata alcuna traccia del suo dna nè nell'appartamento-fabbrica delle bombe nè nel taxi che ha portato i kamikaze. Nonostante questo c'è chi, come il sindaco di Bruxelles Van Mayeur, avrebbe preferito che restasse comunque dietro le sbarre per la sua attività di agitatore: "C'è una frontiera tra radicale agitato e radicale reclutatore, il magistrato non l'ha voluta superare", ha detto Van Mayeur.

Belgio contro Olanda
Sul piano dello scontro istituzionale, il nuovo capitolo vede il Belgio contro l'Olanda. Il ministro olandese della giustizia ha detto di fronte al suo Parlamento che la polizia belga fu avvertita dai colleghi olandesi, a loro volta avvertiti dall'Fbi, della pericolosità dei fratelli El Bakraoui. Informazione smentita pubblicamente dalla polizia belga con un comunicato che mette in discussione ogni parola del ministro.

Il New York Times, citando fonti di intelligence e giudiziarie Ue e Usa, scrive che l'armata jihadista dell'Isis era già presente in Europa all'inizio del 2014, mesi prima che al Baghdadi proclamasse la nascita del Califfato. E aveva compiuto anche alcuni attacchi per testare la capacità di reazione delle forze di sicurezza, come quello al museo ebraico di Bruxelles del maggio 2014 (4 morti), derubricato dalle autorità come un gesto isolato compiuto da uno squilibrato. Ma l'attentatore, Nemmouche, aveva invece intensi contatti con Abaaoud, "mente" degli attacchi di Parigi.

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29 marzo

Prove "insufficienti" contro Faisal Cheffou, il giornalista amico dei migranti: la caccia all'uomo col cappello riparte. La procura è convinta che non sia lui il terzo uomo del commando omicida immortalato dalle telecamere di Zaventem il 22 marzo e lo ha rimesso in libertà, sebbene confermando, al momento, i pesanti capi d'accusa che gli erano stati contestati, a partire da quello di strage terrorista.

Ma i magistrati non avevano prove sufficienti a convalidare l'accusa, ha fatto sapere la procura. Il nuovo "errore" degli inquirenti belgi si aggiunge ad un'altra accusa, stavolta dalla Grecia. Atene inviò a Bruxelles già a gennaio 2015 le prove che Abaaoud, la "mente" di Parigi, aveva messo gli occhi anche sul principale aeroporto belga, perché nella sua casa ateniese erano state trovate mappe e disegni dello scalo. Un avvertimento, a quanto pare, rimasto lettera morta.

Mentre si aggrava il bilancio delle vittime degli attentati, salito a 35 - ma in ospedale ci sono ancora 96 feriti, di cui 55 in terapia intensiva - l'inchiesta prosegue con poco successo.

Il "terzo uomo" di Zaventem è ancora in fuga, così come l'accompagnatore del kamikaze di Maelbeek, di cui non sono state diffuse immagini ma che è stato visto nei filmati delle telecamere a circuito chiuso con un grande zaino sulle spalle mentre parlava con Khalid El Bakraoui poco prima che questi entrasse nel vagone dove si è fatto esplodere. Cheffou è stato rimesso in libertà nonostante, per giorni, la procura non solo non avesse smentito i media che lo identificavano come l'uomo con il capello, ma avesse addirittura formulato un capo d'accusa grave come quello di strage terrorista per i fatti del 22 marzo.

Il giornalista freelance era stato riconosciuto solo dal tassista che ha accompagnato i tre terroristi a Zaventem, e la procura, a quanto risulta, non aveva altri elementi che comprovassero le accuse. La polizia ha quindi diffuso nuovamente il video di quella mattina, chiedendo aiuto per l'identificazione di quello che al momento è tornato uno sconosciuto.

I raid di questi giorni e la raffica di fermi e arresti - altri tre sono stati convalidati oggi - non hanno aiutato molto le indagini. Qualche "pesce grosso" è stato preso, come l'uomo ferito alla gamba a Schaerbeek venerdì, Abderahman Ameroud, già condannato nel 2005 a sette anni di carcere per complicità nell'omicidio del comandante afghano Massoud, leader della lotta contro i talebani ucciso un giorno prima dell'11 settembre 2001 a Takhar. Ma è un arresto collegato all'inchiesta francese su Reda Kriket, il francese fermato nella banlieue parigina di Argenteuil con un arsenale in casa. E sempre a lui è legato l'arresto ieri a Rotterdam di Anis B., suo possibile complice in un imminente attentato in Francia. Anche Kriket aveva vissuto a Bruxelles ed era legato ad Abaaoud, ennesima riprova di quanto la cellula Parigi-Bruxelles sia strettamente collegata.

Il rilascio di Cheffou e le accuse della Grecia, che già a gennaio 2015 aveva inviato in Belgio tutte le prove raccolte nel computer e nella chiavetta Usb di Abaaoud, hanno riacceso la polemica sull'inefficienza delle autorità. Molti, troppi i segnali che le autorità belghe sembrano aver ignorato. Dall'uomo che tre mesi fa segnalò al vigile di quartiere di Schaerbeek "strani" movimenti nell'appartamento dove i terroristi del 22 marzo vivevano e stavano fabbricando le bombe, alla polizia di Malin che sapeva da dicembre l'indirizzo dove poi è stato trovato Salah Abdeslam il 18 marzo. Infine, l'avvertimento della Turchia sul rientro dalla Siria del kamikaze della metro, Ibrahim El Bakraoui, peraltro già ricercato in Belgio per violazione dei termini di custodia. Errori difficili da spiegare, che seminano ostacoli nella ricerca dei sospetti.


27 marzo

Faycal Cheffou, giornalista freelance che si occupava di diritti dei migranti, era stato accusato degli attacchi della scorsa settimana a Bruxelles. Ma l'uomo con il capello dell'aeroporto di Zaventem non è lui: la polizia belga ha infatti diffuso un nuovo video per identificare il terzo terrorista che compare nella foto degli attentati all'aereoporto.

Nel filmato si vede l'uomo di sempre, che indossa un cappello e una giacca bianca, mentre spinge un carrello con un'enorme valigia attraverso la hall delle partenze, accanto ai terroristi che qualche minuto dopo si faranno saltare in aria, i kamikaze Ibrahim El Bakraoui e Najim Laachraoui, che però nel nuovo video sono ombrati. "È un nuovo video che non era stato diffuso prima", aveva detto detto un portavoce della procura, che in una nota successiva ha affermato: "Gli indizi che hanno portato all'arresto di Faycal C. non sono stati sostanziati dall'andamento dell'inchiesta. Di conseguenza il soggetto è stato rilasciato dal magistrato". 


26 marzo

Il punto

- Il "terzo uomo" dell'attacco all'aeroporto di Zaventem è stato identificato in Faycal Cheffou, giornalista freelance radicalizzato, ora in carcere con l'accusa di aver partecipato alla strage terrorista del 22 marzo.

- Cheffou è stato fermato giovedì sera, torchiato per due giorni e, nonostante sembra aver negato ogni accusa, al termine dell'interrogatorio la procura ha confermato il suo arresto e i pesanti capi d'imputazione: affiliazione ad un gruppo terroristico, omicidio e tentato omicidio a scopo terroristico. Non è chiaro il suo ruolo nel commando, e resta quindi sconosciuto il motivo della fuga appena dopo che i suoi complici si sono fatti saltare in aria nella hall dell'aeroporto.

- Quel che è certo è che è stato con loro nel tragitto da Schaerbeek a Zaventem, come ha testimoniato l'autista del taxi che li ha accompagnati e grazie al quale è stato identificato con certezza.

- Giornalista freelance, una copertura perfetta secondo gli esperti, Cheffou era noto alle autorità così come quasi tutti gli altri membri della cellula che ha portato la morte a Parigi e Bruxelles. 

- È sempre più evidente che non solo gli uomini ma anche i piani degli attentati a Parigi e Bruxelles erano strettamente collegati, tanto che da un appartamento usato ad Atene da Abbaoud, la "mente" di Parigi, sono spuntate mappe e disegni dello scalo belga.

- A Bruxelles, per motivi di sicurezza, è stata cancellata una marcia "contro la paura". I ministri di interni e giustizia hanno chiesto agli organizzatori di rinviarla perché la polizia è tutta impegnata nelle operazioni antiterrorismo e non può garantirne la sicurezza.  

- Ad aggravare la posizione dell'antiterrorismo belga, la Cnn ha reso noto che uno dei kamikaze, del 22 marzo, Ibrahim El Bakraoui, figurava su una lista dell'antiterrorismo americano fin da prima degli attacchi a Parigi dello scorso 13 novembre. 

Venerdì 25 marzo

- IL PUNTO - Ancora una giornata convulsa in Belgio, dove continua la caccia ai fuggitivi della cellula terroristica responsabile degli attentati del 22 marzo a Bruxelles e di quelli a Parigi del 13 novembre 2015.

- L'italiana finora data per dispersa dopo gli attacchi di Bruxelles, Patricia Rizzo, è morta. Lo rende noto il cugino, Massimo Leonora, su Facebook. "Purtroppo Patricia non è più con noi", ha scritto il familiare.

- L'inchiesta è ormai ben oltre il Belgio. La polizia tedesca ha arrestato due persone sospettate di essere legate ai terroristi che si sono fatti saltare in aria martedì scorso.

- Un nuovo sospetto sarebbe stato identificato in un ventottenne siriano, Naim Al Hamed: sarebbe il quinto super ricercato di una lista stilata nei giorni scorsi dai servizi di sicurezza di alcuni Paesi europei e che comprende anche Mohamed Abrini, l'uomo più ricercato d'Europa, perché implicato tanto negli attentati di Parigi che di quelli a Bruxelles, amico d'infanzia di Salah Abdeslam.

- Oggi è anche arrivata la notizia che Najm Laachraoui, l'artificiere di Parigi, è uno degli attentatori che si è fatto esplodere all'aeroporto di Zaventem.

- Nella notte, un'operazione su vasta scala nell'area di Bruxelles ha portato all'arresto di 6 persone, e un nuovo fermo a Forest.

- A Schaerbeek, quartiere nord-orientale di Bruxelles, un'operazione ha portato all'arresto di un uomo. Considerato dagli inquirenti "un pesce grosso" di Isis in Europa, inizialmente si era sparsa la voce che potesse essere Abrini poi smentita dalla procura. Ferito alle gambe,l'uomo sarebbe anche collegato all'attentato sventato ieri in Francia ad Argenteuil vicino Parigi.
- Questo attentato era stato organizzato da Reda Kriket, un francese 34enne che conosceva Abdelhamid Abaaoud, la mente degli attentati di Parigi, morto nel blitz al covo di Saint Denis. Sfuggito alla giustizia belga (era stato condannato nell'estate del 2015, nell'ambito di un'indagine legata a una filiera che reclutava jihadisti da inviare in Siria) Kriket è stato arrestato ieri. A casa sua, c'era un arsenale e soprattutto molto esplosivo.

- Intanto Salah Abdeslam ha cambiato idea: in primo luogo ha deciso di accettare l'estradizione in Francia. In secondo luogo ha deciso di non parlare più. Da quanto detto finora, sarebbe però stato confermato che il suo arresto ha ridimensionato la portata degli attentati del 22 marzo, che dovevano prevedere anche un gruppo di fuoco in altri luoghi della capitale belga, secondo il modello sperimentato a Parigi in novembre.

- Il Belgio ha risposto agli attentati bombardando le postazioni del sedicente 'Califfato' in Siria. Lo ha annunciato il premier belga, Charles Michel, confermando l'invio di caccia-bombardieri F-16. Michel ha accolto a Bruxelles il segretario di Stato Usa, arrivato a Bruxelles proprio per esprimere direttamente al popolo belga il sostegno di Washington.

(La cronaca ora per ora nel dettaglio, nel live bloggin qui sotto).


(live blogging)

Ore 16:45 - L'uomo arrestato durante l'operazione anti-terrorismo a Schaerbeek aveva preso in ostaggio una donna con un bambino prima di essere bloccato dalla polizia che lo ha ferito a una gamba. 

Lo riferisce L'Echo, citando un testimone, secondo il quale il sospetto ha lasciato andare il bambino ed è stato poi colpito dagli agenti. Dopo essere stato controllato per la possibile presenza di esplosivi, il sospetto è stato trasferito in ospedale in ambulanza.

Ore 15:55 - Un testimone oculare dice: è stato colpito "un uomo sulla quarantina, che era qui con la figlia, alla pensilina dell'autubus". Lo racconta un uomo che si trovava a Schaerbeek durante il blitz di oggi della polizia, intervistato da numerose televisioni. "Ero con i miei clienti e ho sentito il rumore di due proiettili, cinque secondi l'uno dall'altro", ha aggiunto.

Ore 15:45 - L'uomo ferito e arrestato nell'operazione anti-terrorismo a Schaerbeek,a Bruxelles, non è Mohamed Abrini. Lo riferisce L'Echo, quotidiano economico-finanziario belga, smentendo le indiscrezioni precedentemente circolate su altre testate locali.

Ore 15:10 - Secondo i media belgi, l'uomo arrestato oggi pomerigigo a Schaerbeek sarebbe Mohamed Abrini, un uomo chiave della cellula del terrore che ha colpito a Parigi il 13 novembre e a Bruzelles il 22 marzo.

Ore 14:46 - Operazione antiterrorismo Schaerbeek, quartiere nord-orientale di Bruxelles. C'e stato un arresto. l'uomo che prima era stato definito "neutralizzato" e che sarebbe ferito alle gambe. 

L'uomo arrestato a Schaerbeek a place Meiser è considerato dagli inquirenti "un pesce grosso" della rete jihadista di Isis in Europa. "La polizia lo ha fermato ad una fermata di autobus ordinandogli di togliersi la giacca per verificare se sotto celasse un giubbetto esplosivo. Sono state avvertite diverse colpi d'arma da fuoco e non è chiaro, al momento, se il sospetto sia stato ferito".

Fonti della polizia francese riferiscono che l'azione a Bruxelles è legata all'arresto avvenuto ieri del 34enne Reda Kriket a Parigi nella cui casa sono state trovate armi pesanti ed esplosivo per un attentato in avanzata fase di preparazione. Nel suo domicilio ad Argenteuil sono stati ritrovati esplosivo TATP (perossido di acetone), kalashnikov e armi.
Il TATP è lo stesso tipo di esplosivo artigianale utilizzato negli attentati del 13 novembre allo Stade de france e a Saint Denis a Parigie martedi' all'aeroporto e alla metro di Bruxelles. Kriket era stato condannato a 10 anni di prigione nell'estate 2015 in Belgio, nell'ambito di un'inchiesta su una filiera jihadista. La 'filiera siriana', come era stata battezzata all'epoca dalla stampa belga, e' un grosso dossier che coinvolge 32 persone, condannate molte delle quali 'in absentia'.

Ore 14:20 - È in corso un'operazione antiterrorismo delle forze speciali del Belgio a Schaerbeek  quartiere nord-orientale di Bruxelles. Secondo i media belgi un uomo sarebbe stato "neutralizzato".

13:00 - Il Belgio risponde a stretto giro agli attentati di Bruxelles organizzati dall'Isis bombardando le postazioni del sedicente "Califfato" in Siria.

Lo ha annunciato il premier belga, Charles Michel, confermando l'invio di caccia-bombardieri F-16.

11:45 - "Gli Usa sono determinati ad appoggiare il Belgio e tutti gli altri Paesi Ue per affrontare la sfida" del terrorismo, e "continueremo a fornire assistenza necessaria alle indagini": cosi' il segretario di stato Usa John Kerry in conferenza stampa con il premier belga Charles Michel.

"Non ci faremo intimidire" e "non ci fermeremo fino a quando non avremo eliminato" l'ideologia dell'Isis "da questo mondo". "Sono fiducioso sul nostro successo e sulla possibilità di riportare la pace", ha aggiunto.

11:20 - Un poliziotto di Mechelen (nord) aveva l'indirizzo di Salah Abdeslam, uno dei responsabili degli attentati di Parigi, dal sette dicembre scorso ma non lo ha segnalato a Bruxelles per tre mesi: lo scrive oggi il quotidiano belga DH nella sua edizione online.

Secondo quanto riferito, l'ufficiale di polizia aveva ottenuto le informazioni a Mechelen e aveva inserito l'indirizzo in un rapporto confidenziale destinato alla cellula antiterrorismo della polizia giudiziaria federale di Bruxelles: rue des Quatre Vents numero 79, a Molenbeek, dove Abdeslam è stato trovato venerdì scorso. Tuttavia, il rapporto non è stato trasmesso alla capitale ed è rimasto sotto chiave per tre mesi presso la polizia di Mechelen.

11:10 - Oltre a quello di Al Hamed, sulla lista dei principali sospettati introvabili che le autorità francesi avevano fornito alle forze di sicurezza martedì, compaiono il belga Mohamed Abrini, 31 anni, di Berchem-Ste-Agathe; e i tre kamikaze che si sono fatti esplodere nell'aeroporto di Zaventem e alla stazione della metropolitana di Maalbeek: Naijm Laachraoui, 20 anni, alias Sofiane Kaya; l'artificiere nato in Marocco ma di nazionalità belga ed i due fratelli Ibrahim e Khalid El Bakraoui.

Nel dossier non si specificano i ruoli di Abrini e Al Hamed negli attacchi. I video delle telecamere di sicurezza a circuito chiuso della metro di Maalbeek hanno ripreso un uomo con un borsone che accompagnava il kamikaze Khalid El Bakraoui. E anche le riprese fatte a Zaventem rivelano la presenza di un terzo uomo (quello con cappello ed occhiali) con Ibrahim El Bakraoui e Najim Laachraoui.

10:25 - C'è un nuovo ricercato per gli attacchi terroristici di Parigi e Bruxelles, si tratta di Naim Al Hamed, siriano di Hama, di 28 anni. Il nome compare su una lista di cinque principali sospettati introvabili, che si presume siano stati coinvolti negli attentati del 13 novembre a Parigi e in quelli di martedì nella capitale belga. L'uomo viene descritto come "molto pericoloso e forse armato.

I fratelli kamikaze Khalid e Ibrahim El Bakraoui avevano lavorato come addetti alle pulizie nell'aeroporto di Bruxelles che hanno preso di mira martedì scorso: lo scrive il tabloid britannico Daily Mail, che cita un loro zio.

I due, quindi, conoscevano bene l'aeroporto e dovrebbero essere stati sottoposti ai controlli di sicurezza, scrive il giornale nella sua edizione online. "Hanno lavorato come addetti alle pulizie all'aeroporto e in un ristorante - ha detto lo zio - Alla fine non hanno finito il liceo. Hanno lavorato all'aeroporto nei mesi estivi". Ieri sera il procuratore belga ha detto che la polizia sta indagando su questo aspetto

07:30 - Il procuratore belga ha reso noto che sei persone sono arrestate ieri sera nell'ambito dell'inchiesta sugli attacchi alla metropolitana e all'aeroporto. Tra questi ci sarebbe anche l'uomo che era stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza assieme a Khalid El Bakraoui, l'attentatore suicida che si è fatto esplodere nella metro di Bruxelles.

Tre persone sono state arrestate "davanti alla procura", che si trova in pieno centro a Bruxelles a fianco del palazzo di giustizia, ha detto un portavoce della procura Eric Van Der Sypt, secondo quanto riferisce Le Soir.

Altre due sono stati fermate sul territorio di Bruxelles e una persone a Jette.

La procura ha aggiunto che domani si deciderà se formalizzare gli arresti.

Perquisizioni sono state effettuate anche a Schaerbeek, il quartiere dove c'era il covo degli attentatori, ma non è stato effettuato alcun fermo

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Giovedì 24 marzo

15:28 - L'Isis ha pubblicato oggi un video in cui celebra gli attacchi di Bruxelles. Il filmato, di nove minuti, intitolato Bruxelles Attacks è stato diffuso su Youtube dalla fondazione pro-Isis Battart Media, secondo Newsweek online. Nelle immagini si vedono le conseguenze dei due attacchi contro l'aeroporto e la metro, i soccorsi, e i militari che sorvegliano le strade di Bruxelles. A un certo punto si vedono anche Donald Trump e il ministro dell'interno francese Bernard Cazeneuve.

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- #Prayforbelgium: la solidarietà su Twitter
- Tutti gli attentati in Belgio

15:09 L'identikit dell'uomo che si trovava con Khalid El Bakraoui, il kamikaze che si è fatto esplodere nella metropolitana di Bruxelles, è falso e "non ha alcuna rilevanza per l'indagine". Lo ha detto la procura belga dopo che la Dernie're Heure e altri media locali avevano diffuso un ritratto spacciandolo per quello dell'uomo che accompagnava l'attentatore. "La procura comprende il bisogno di informazione ma insiste sulla necessità di diffondere solo notizie verificate e che non danneggino all'inchiesta in corso", e' scritto nella nota citata dal quotidiano Le Soir.

14:59 - Il sito Libya Herald ha confermato voci circa scene di giubilo per gli attentati di Bruxelles viste martedì pomeriggio a Sirte, la "capitale" dello Stato islamico in Libia. "Uomini armati dell'Isis su veicoli blindati hanno percorso le strade della città", scrive il sito, "sventolando le loro onnipresenti bandiere nere e sparando in aria per festeggiare il massacro"

14:50 - Khalid El Bakraoui, il kamikaze che si è fatto esplodere nella metropolitana di Bruxelles uccidendo almeno 20 persone, era ricercato dalla polizia sin dallo scorso dicembre. Lo riferisce la Procura belga sottolineando che il terrorista aveva affittato una casa utilizzata dagli attentatori di Parigi.

Ore 13:40  - Una riunione ristretta dei ministri del governo belga sarà dedicata oggi all'espulsione dalla Turchia all'Olanda di Ibrahim al-Bakraoui, uno dei kamikaze dell'attentato all'aeroporto internazionale di Bruxelles; e all'infruttuoso scambio di informazioni avvenuto la scorsa estate tra Ankara e il Belgio.

"Il governo è pronto a fare piena luce, evitare zone d'ombra e lavorare con il Parlamento", ha assicurato il premier, Charles Michel.
Il ministro dell'Interno Jan Jambon, aveva presentato giovedì mattina, le sue dimissioni. Michel le ha respinte sotolineando l'importanza di restare uniti in un momento così difficile. Stamane c'e' stata anche una conferenza dei capigruppo alla Camera e i rappresentanti dell'opposizione hanno chiesto l'istituzione di una commissione di inchiesta per chiarire quello che poteva essere fatto e non e' stato fatto per evitare gli attentati del 22 marzo. 

Ore 13:00 - Un'operazione della polizia è in corso a Bruxelles nei dintorni di Chaussée d'Ixelles, una delle principali vie commerciali in prossimità del centro.
Secondo le testimonianze riportate dalla stampa locale, ci sarebbe stato anche un fermo, questa mattina, oltre a diverse perquisizioni.

11:23 - Sessantuno dei 300 feriti negli attentati di Bruxelles sono "in gravi condizioni". Lo ha  dichiarato il ministro della Salute belga Maggie De Block,secondo quanto riportato dai media locali. "Le ferite piu' gravi sono le ustioni provocate da una forte esplosione e dalle schegge di metallo", ha spiegato il ministro.

11:10 - Secondo l'avvocato Sven Mary, Salah Abdeslam - suo assistito-  "non sapeva" degli attentati di Bruxelles; il che sembra in palese contraddizione con tutto quanto emerge dalle indagini. Abdeslam avrebbe anche accettato l'estradizione in Francia, dove l'attende la procedura di incriminazione per gli attentati di Parigi del  13 novembre.

10:45 - Un secondo uomo si trovava con Khalid El Bakraoui, il kamikaze che si è fatto esplodere nella metropolitana di Bruxelles, causando la morte di 20 persone. Lo riferisce la tv pubblica belga Rtbf. L'uomo, s'apprende, è stato ripreso dalla telecamera di sorveglianza mentre trasportava una grossa borsa. La sua identità, al momento, rimane sconosciuta e non è noto se sia morto nell'attentato o se sia in fuga, precisa la tv belga.

10:30 - Tra gli obiettivi dei fratelli Bakraoui, due dei tre kamikaze in azione a Bruxelles, c'era la centrale nucleare di Liegi. Lo sostiene il quotidiano belga La Dernière Heure, secondo cui i due kamikaze sono i due che rubarono la telecamera nascosta nella casa del direttore del programma di ricerca e sviluppo nucleare belga. Il video fu trafugato poco dopo gli attacchi di Parigi e questo confermerebbe il collegamento tra gli attentati in Francia,
Belgio e Siria. Il video, che dura una decina di ore, fu sequestrato a dicembre a casa di uno dei sospetti degli attentati, Mohamed Bakkali. E il 17 febbraio, per garantire la sicurezza della centrale nucleare le autorità belghe decisero di schierare 140 militari attorno alla centrale.

10:00 - Scuole e negozi aperti ma trasporti, soprattutto la metro, funzioneranno ancora a singhiozzo a Bruxelles, due giorni dopo gli attentati. La società dei trasporti fa sapere che i mezzi in superficie, cioè bus e tram, funzioneranno quasi tutti, mentre la metro eseguirà un orario ridotto (7-18.30) e molte linee e stazioni continuano ad essere chiuse. Anche alcune stazioni ferroviarie, non principali, restano chiuse. Il traffico di auto in città è abbastanza denso, perchè in molti hanno rinunciato a usare i trasporti pubblici per spostarsi.

Il Punto

 — Sono quattro i terroristi coinvolti direttamente negli attentati: tre sono morti da kamikaze. Il quarto  — l’uomo con il cappello nella foto diffusa dalla polizia e non ancora identificato  —  è in fuga.
A permetterne l'identificazione sarebbe stato l'esame del Dna. L'informazione è stata ripresa anche dalla tv pubblica belga Rtbf e da diversi altri media.

- LEGGI QUI: Chi erano i kamikaze

 — Fra le 32 persone morte negli attentati del 22 marzo a Bruxelles ci sarebbe una donna italiana, Patricia Rizzo, funzionaria della Ue. Il cadavere comunque non è ancora stato riconosciuto. 

— Khalid, nato a Bruxelles e di nazionalità belga, si è fatto esplodere nel secondo vagone di un treno che proveniva dalla stazione di Schuman (che serve le sedi della Commissione e del Consiglio europei) in direzione della stazione di Arts-Loi. 
Il fratello Ibrahim, nel “testamento”  — contenuto in un pc ritrovato in un cestino — ha scritto di doversi “muovere in fretta, non saper che fare, non sentirsi più sicuro” e di non voler rischiare di “ritrovarsi in una cella vicina alla sua”, probabilmente Salah Abdeslam. Il premier turco Erdogan, ha invece ricordato che Ibrahim El Bakraoui era stato arrestato in Turchia e estradato in Belgio, la scorsa estate.
I fratelli Bakraoui avevano pesanti precedenti penali, non legati però al terrorismo. Khalid aveva affittato sotto falso nome l’appartamento di rue de Dries a Forest, teatro della sparatoria con la polizia della settimana scorsa e dal quale era passato anche Salah Abdeslam.

— È stata arrestata una quarta persona, ancora sotto interrogatorio. 

 — Il covo dei terroristi era nella zona di Schaerbeek. È stato identificato grazie al tassista che ha portato i tre attentatori all’aeroporto di Zaventem. L’uomo era rimasto sorpreso che non gli avessero lasciato toccare le loro valigie. Nell’appartamento perquisito è stato trovato un arsenale per confezionare ordigni esplosivi.

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23 marzo 2016
13:36
Sono in corso le operazioni di riconoscimento da parte dei familiari della funzionaria Ue italiana che mancava all'appello. Secondo quanto si apprende da fonti della Farnesina, i familiari sono assistiti dall'ambasciata italiana a Bruxelles per effettuare le operazioni di riconoscimento rese complicate dalle condizioni in cui si trovano i corpi delle vittime degli attentati. 

12:55 - Patricia Rizzo, italiana impiegata presso un'agenzia della Commissione Ue, è tra le persone che risultano scomparse da ieri dopo l'attentato alla metropolitana a Maalbeek.
Familiari ed amici la stanno cercando in tutti gli ospedali della città, nella speranza di trovarla ancora in vita.
In un post su Facebook ne dà notizia il cugino Massimo Lenora, che chiede aiuto per le ricerche. La Farnesina stamattina ha parlato di una probabile vittima italiana, senza indicare nomi.

12:30 - Najim Laachraoui, l'artificiere, non è l'uomo fermato stamattina ad Anderlecht. La smentita arriva dalla stessa fonte che aveva dato la notizia, il sito del quotidiano Derniere Heure.

Ore 10:58 - Najim Laachraoui, il terzo uomo ripreso dalle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto di Zaventemn, sarebbe stato arrestato.

Laachraoui sarebbe l'uomo con il cappellino da pesca e la giacca chiara che spingeva il terzo carrello con i bagagli nella foto scattata ieri mattina all'aeroporto di Zaventem pochi minuti prima che i suoi due compagni si facessero saltare in aria.

L'arresto, non ancora confermato dalla Procura federale, è avvenuto, secondo il sito del quotidiano belga la Derniere Heure, ad Anderlecht, uno dei 19 comuni che compongono la capitale belga, a poca distanza dal centro cittadino in direzione nord ovest.

Najim Laachraoui, 25 anni, era partito per la Siria nel febbraio 2013 e è ritenuto l'artificiere delle stragi nella capitale francese perché il suo Dna è stato trovato sul materiale esplosivo usato per gli attentati.

Era ricercato dal 4 dicembre ed era sfuggito usando la falsa identità di Soufiane Kayal a un controllo alla frontiera austro-ungherese mentre si trovava in auto con Salah Abdeslam, il kamikaze mancato di Parigi arrestato venerdì scorso, e Mohamed Belkaid, il 35enne logista algerino del gruppo ucciso dalla polizia a Forest.
Gli inquirenti ritengono che fosse Belkaid il destinatario dell'Sms "siamo partiti, si comincia" inviato la sera del 13 novembre da uno dei kamikaze del Bataclan a un celullare localizzato in Belgio.

10:05 - "Il presidente del Consiglio ci ha informato che c'e' una verifica in corso su una possibile vittima italiana" degli attacchi a Bruxelles. Lo ha detto Maurizio Lupi all'uscita da Palazzo Chigi. E ha aggiunto che la vittima sarebbe "una donna che era dispersa": "È in corso la fase di riconoscimento, i familiari sono con il console a Bruxelles. Era una donna che prendeva normalmente la metropolitana e dovrebbe essere tra le vittime della metro ma la violenza dell'esplosione ha reso le vittime irriconoscibili", ha riferito.

8:10  Sono i fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui i kamikaze che si sono fatti saltare in aria ieri all'aeroporto di Bruxelles. L'identificazione dei due e' stata resa nota dalla polizia. Il terzo uomo - che compare nella foto con i due frattelli, attualmente ricercato - sarebbe l'artificiere del gruppo, secondo alcuni media locali.

6:00 Gli Usa lanciano l'allarme sui viaggi in Europa per possibili nuovi attentati, dopo la strage di Bruxelles rivendicata dall'Isis. "Il Dipartimento di stato allerta i cittadini americani sui potenziali rischi collegati ai viaggi in Europa dopo i diversi attacchi terroristici, compreso quello del 22 marzo a Bruxelles". "Gruppi terroristici continuano a pianificare attacchi a breve in tutta l'Europa, prendendo di mira eventi sportivi, siti turistici, ristoranti e mezzi di trasporto", si legge nell'allarme che resta in vigore fino al 20 giugno prossimo.

Il Punto - L'Isis martedì mattina 22 marzo ha colpito Bruxelles con un doppio attacco portato avanti da una "cellula segreta", prima all'aeroporto di Zevanten, poi nella stazione della metropolitana di Maalbeck, a pochi passi dalle sedi delle principali istituzioni europee.
Il bilancio, ancora provvisorio, è di 31 morti (probabilmente sono di più) e almeno 230 feriti tre dei quali, secondo quanto riferito dall'ambasciatore Grassi, sono italiani, ma non sarebbero in gravi condizioni. Una delle vittime sarebbe una donna italiana.

I due presunti kamikaze dell'aeroporto erano i fratelli El Bakraoui, Khalid e Brahim, che avevano precedenti ma non per terrorismo. Vivevano a Bruxelles e Khalid aveva affittato sotto falso nome un appartamento a Forest in rue du Dries 60.

Due ordigni sono esplosi nella hall dell'aeroporto, facendo 10 vittime, e un'altra esplosione ha colpito un convoglio del metrò a Maalbeek: 20 i morti. Nello scalo aereo l'attacco è avvenuto nella hall delle partenze: secondo fonti Usa ha agito almeno un kamikaze e una bomba potrebbe essere stata messa in una valigia.
Gli ordigni probabilmente contenevano chiodi.

Trovati anche un kalashnikov e una terza bomba che gli artificieri hanno fatto brillare mentre la polizia proseguiva le ricerche di altri terroristi o fiancheggiatori all'interno della struttura.

L'Isis ha rivendicato gli attentati attribuendoli a una "cellula segreta" e minacciando altre operazioni in Europa: "quello che vi aspetta sarà più duro e amaro".

Site ne ha confermato l'autenticità spiegando che il Belgio è stato colpito "per la sua partecipazione alla coalizione internazionale" contro lo Stato islamico.

Fonti dell'intelligence irachena sostengono che gli attacchi 'sono stati pianificati due mesi fa a Raqqa, in Siria' e che in un primo momento Bruxelles non era fra gli obiettivi indicati, ma è diventata il primo bersaglio scelto "a causa dell'arresto di Salah Abdeslam".

Ci sarebbero anche "altri tre attentatori suicidi" pronti ad agire e che "compiranno un altro attacco", dice l'Isis, senza precisare gli obiettivi.

Una foto dei tre presunti attentatori a Zevantem è stata diffusa intanto dalla polizia: due sono vestiti in abiti scuri e secondo gli inquirenti potrebbero essere morti nell'attentato, mentre il terzo con una giacca chiara e un cappello è tuttora ricercato e la sua foto è stata pubblicata su Facebook con una richiesta di informazioni da parte degli investigatori.

Due di loro indossano un solo guanto nero nella mano sinistra e spingono due carrelli-bagagli. Secondo alcune informazioni i guanti potrebbero essere serviti per nascondere i detonatori degli ordigni esplosi allo scalo.

Nelle operazioni di polizia dopo l'attentato, in un covo nel comune di Schaerbeek, quartiere della capitale già setacciato dopo gli attentati di Parigi, sono stati trovati un ordigno esplosivo con chiodi, prodotti chimici e una bandiera dell'Isis. E proprio due ordigni con chiodi, secondo fonti ospedaliere, sarebbero stati utilizzati per l'attacco kamikaze condotto a Zaventem.

Il Paese è sotto shock, il governo ha decretato tre giorni di lutto nazionale, chiuso le frontiere e interrotto i collegamenti ferroviari, schierando i militari nelle strade, mentre per l'intera giornata si sono susseguiti allarmi per eventuali nuovi attacchi: allerta bomba all'ospedale di Saint-Pierre, dove sono state ricoverate diverse persone ferite negli attentati di stamane e dove era stato ricoverato Salah Abdeslam dopo la sua cattura.

Un allarme ha interessato anche il Palazzo Reale, e sono state evacuate per ragioni di sicurezza l'università di ULB a Bruxelles, la centrale nucleare di Liegi e un cinema ad Anversa.

L'allerta è altissima anche in tutte le capitali del Continente: a Parigi evacuata la gare du Nord per un falso allarme per un pacco sospetto, innalzate le misure di sicurezza anche negli aeroporti italiani. I leader europei si mostrano compatti nell'appoggio ai belgi e in una dichiarazione congiunta parlano di "attacco alla nostra società aperta e democratica".

(tutto il resto della cronaca nel nostro live blogging qui sotto)

22 marzo 2016

18:15 - La rivendicazione degli attentati di Bruxelles da parte dell'Isis -della quale avevamo già dato notizia qualche ora fa- è stata ora confermata da Rita Katz di Site.
Il comunicato, conferma Katz, è stato diffuso dall'agenzia Amaq in inglese. È un testo breve al quale, secondo Katz, seguirà presto una rivendicazione più dettagliata:

Islamic State fighters carried out a series of bombings with explosive belts and devices on Tuesday, targeting an airport and a central metro station in the centre of the Belgian capital Brussels.

I combattenti dello Stato islamico hanno fatto esplodere una serie di bombe, cinture e altri dispositivi". Il Belgio, prosegue il comunicato, "è un Paese che fa parte della coalizione internazionale che combatte lo Stato islamico". "Combattenti dell'Isis - si spiega nella rivendicazione - hanno aperto il fuoco nell'aeroporto di Zaventem, prima che alcuni di loro azionassero le loro cinture esplosive. Un altro martire ha azionato la sua cintura esplosiva nella stazione della metropolitana di Maalbeek".

Site ha anche diffuso la rivendicazione dell'Isis fatta in arabo e in francese. È un vero comunicato stampa con molti dettagli dell'azione:

"Promettiamo agli Stati crociati che si sono alleati contro l'Isis giorni bui, in risposta alla loro aggressione contro di noi. Ciò che vi attende sarà più duro e più amaro".

A Bruxelles ha agito "una cellula segreta dei soldati del Califfato" perché "il Belgio crociato non ha cessato di combattere l'Islam e i musulmani". "Domandiamo ad Allah - conclude il comunicato - di accettare i nostri fratelli come martiri".

17:15 - Secondo Reuters, all'aeroporto di Zaventem c'era una terza bomba che non è esplosa per l'intervento dei servizi di sicurezza belgi. Lo ha riferito il governatore provinciale di Bruxelles.

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Le stazioni della metropolitana di Bruxelles Maelbeek e Schuman dove si sono verficate delle esplosioni, 22 marzo 2016 – Credits: ANSA/ GOOGLE MAPS

Ore 16:22 - I media belgi hanno diffuso le immagini di tre uomini, probabilmente i terroristi che hanno agito a Zaventem, catturate dalle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto. Nelle immagini si vedono due uomini che indossano maglioni neri e spingono due carrelli. Poco distante c'è un altro uomo vestito in modo differente, con abiti chiari e un cappello in testa.
Dalla foto diffusa dalla polizia e presa dalle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto prima dell'attentato, i due presunti kamikaze spingono due carrelli-bagagli, ognuno indossando un solo guanto alla mano sinistra. Secondo le informazioni del sito di La Libre Belgique, i guanti sarebbero serviti per nascondere i detonatori degli ordigni esplosi allo scalo.

Ore 16:10 - Ralf Jaeger, ministro dell'Interno del Nordreno-Vestfalia, Land confinante con il Belgio e uno dei centri del salafismo e dell'islamismo radicale in Germania, ha criticato le autorità di sicurezza belghe dopo gli attentati a Bruxelles, in una conferenza stampa a Duesseldorf.
"È spaventoso che non sia stato possibile scoprire una tale cellula" ha detto il ministro. Jaeger ha sottolineato come nel caso degli attentati di oggi "non si tratti di un singolo attentatore auto organizzato, ma di azioni mosse in maniera strutturata e concordata e questo presuppone la formazione di una cellula".
"È più facile scoprire queste cellule che attentatori solitari", ha detto, aggiungendo di temere che l'ambiente del radicalismo islamico in Belgio "sia finito fuori controllo". Negli anni, il salafismo è cresciuto nel quartiere di Molenbeek e "si sarebbe dovuti intervenire prima", ha concluso.

Ore 15:55 - Le risorse della polizia e delle forze di sicurezza belghe sono "al limite" e mancano "i mezzi" per monitorare "centinaia e centinaia di persone sospettate di terrorismo".
È l'allarme che una fonte dei servizi segreti belgi aveva lanciato una settimana fa in un'intervista al sito Buzzfeed.
"Non abbiamo gli uomini e non abbiamo le infrastrutture per indagare o monitorare centinaia e centinaia di persone sospettate di avere legami con il terrorismo jihadista. Come non abbiamo i mezzi per seguire centinaia di dossier e indagini aperte su questi temi", ha ammesso il funzionario che è voluto rimanere anonimo".
"È una situazione impossibile... e, onestamente, molto grave", ha aggiunto.

15:52 - American Airlines smentisce in una nota le notizie di stampa secondo cui una delle due esplosioni all'aeroporto di Bruxelles è avvenuta vicino al suo check-in. "Tutti i nostri addetti in aeroporto e gli equipaggi sono al sicuro e non hanno riportato ferite. Il check-in di American Airlines opera al Row 8 della sala partenze e l'esplosione non è avvenuta al Row 8".

15:49 - I servizi segreti russi avevano allertato gli 007 belgi di possibili attacchi da parte dei militanti dell'Isis e tra i possibili individui a 'rischio' erano stati indicati i fratelli Ivan e Alexei Dovbash, cittadini bielorussi, e Marat Yunusov, originario del Daghestan ma con passaporto bielorusso.

IL PUNTO - Due bombe sono eplose all'aereoporto internazionale "Zaventem" di Bruxelles alle 8 di questa mattina nella sala partenze del terminal A, una vicino al banco dell'American Airlines e l'altra vicino al bar della catena Starbucks: le autorità belghe hanno confermato il bilancio di 14 morti e 92 feriti (tra cui tre italiani, fortunatamente non gravi), oltre al blocco dei trasporti in tutta la città.

L'Isis ha rivendicato l'attacco e minacciato l'Europa su altre operazioni terroristiche future. Ci sarebbero cinque sospettati ricercati dalla polizia.

Verso le 9:20 altri tre ordigni sono esplosi nella metropolitana, alla fermata di Maalbeek (20 morti, 106 feriti) e un quarto alla fermata Schumann, a due passi dalla Commissione UE.

In totale sarebbero dunque 34 i morti accertati per ora e 198 i feriti, tra i quali anche alcuni cittadini italiani, come comunicato dalla Farnesina.

La procura di Bruxelles ha confermato che almeno una delle due esplosioni all'aeroporto di Zaventem di questa mattina è stata causata da un attentato kamikaze. L'aeroporto resterà chiuso almeno fino a domani.

La polizia ha evacuato intanto lo scalo e interrotto i collegamenti ferroviari verso l'aeroporto. Presumibile che l'attentato sia da mettere in collegamento con il recente arresto di Salah nella capitale belga. Innalzata la sicurezza in tutti gli aeroporti internazionali europei.

L'aeroporto di Bruxelles ha lanciato su twitter un numero che i familiari di passeggeri presenti allo scalo possono chiamare. Il numero è (0032) (02)/753.73.00.

live blogging

15:43 - Concluse le operazioni di ricerca e soccorso delle vittime all'aeroporto di Zaventem. Lo riporta il sito del quotidiano belga Le Soir citando fonti dei servizi di soccorso. I vigili del fuoco stanno attualmente valutando la stabilità dell'edificio.

15:21 - Tre italiani feriti a Bruxelles. Questo almeno quanto comunicato dall'ambasciatore italiano a Bruxelles, Vincenzo Grassi, secondo il quale "nessuno di loro secondo le nostre informazioni è nell'elenco dei feriti gravi". Nessun italiano invece figura nell'elenco delle vittime: "Non si vuole determinare allarmismo ma neanche troppo ottimismo: le poche informazioni su eventuali vittime italiane sono tranquillizzanti", ha dichiarato sempre Grassi. Che ha però poi voluto specificare: "Al momento non si può ancora escludere nulla a causa delle difficoltà nel fornire bilanci generali da parte delle autorità belghe".

15:08 - Evacuata anche la Gare du Nord a Parigi. Dal Belgio l'allarme si estende agli altri Paesi europei, a partire dalla Francia: a Parigi è in corso l'evacuazione della Gare du Nord, la stazione ferroviaria della capitale dalla quale partono normalmente i treni diretti a Bruxelles, dopo il ritrovamento di un involucro sospetto.

14:55 - È di 34 morti e 198 feriti l'ultimo bilancio ufficiale dei due attentati a Bruxelles. L'attacco alla metropolitana ha causato almeno 20 morti e 106 feriti, mentre quello all'aeroporto ha causato 14 morti e 92 feriti

14:33 - C'è anche qualche italiano tra i feriti negli attentati di Bruxelles. Lo rende noto la Farnesina. Per le 15 l'ambasciatore italiano a Bruxelles, Vincenzo Grassi, ha convocato una conferenza stampa.

14:32 - Il sindaco di Bruxelles, Yvan Mayeur, conferma il bilancio di 20 morti e oltre cento feriti nell'attentato nella metro a Maelbeek. Lo riportano i media belgi.

14:11 L'impianto nucleare di Tihange, a Liegi, è stato evacuato. Lo riferisce l'emittente belga Vtm.

14:10 Gli artificieri hanno fatto brillare un pacco sospetto all'aeroporto di Zaventem, come riporta il centro di crisi nazionale. Secondo la tv Vtm si tratterebbe di una terza bomba, inesplosa questa mattina.

14:07 La polizia ha fatto esplodere un veicolo sospetto in boulevard Ge'ne'ral Jacques, nella zona di Ixelles, a Bruxelles. Lo riferisce la tv belga Rtbf.

14:03 Un giubbotto inesploso appartenente a un terzo terrorista è stato trovato all'aeroporto di Bruxelles: lo riferisce l'emittente Vtm, precisando che gli artificieri hanno fatto brillare l'ordigno.

13:53 la polizia belga continua tuttora ad ispezionare l'aeroporto di Zaventem, perché ritiene che la minaccia sia ancora presente: uomini armati potrebbero ancora essere in loco. Lo riferisce una fonte della polizia belga citata da Le Soir, secondo cui l'operazione potrebbe durare ancora diverse ore.

13:50 - L'esplosione che questa mattina ha colpito la linea metropolitana di Bruxelles "è avvenuta subito dopo che un convoglio era ripartito verso la fermata d'Arts-Loi. La bomba, che ha fatto 20 morti e 55 feriti, è esplosa nel secondo vagone mentre era ancora vicino alla banchina. Immediatamente il conducente ha fermato il convoglio e fatto evacuare gli altri vagoni". La ricostruzione dell'accaduto è stata fornita dall'azienda che gestisce la linea della metro di Bruxelles, la STIB, aggiungendo che "tutti i feriti sono stati fatti evacuare, cosi' come il personale. Sul luogo si trovano solo i servizi di sicurezza. Tutte le stazioni della metro sono chiuse".

Bruxelles - Plantu

Così Le Monde accomuna il dolore per gli attentati di Parigi di novembre 2015 e di Bruxelles, marzo 2016: "L'hommage de Plantu #Bruxelles" – Credits: Instagram - lemondefr, disegno di Plantu

13:40 - "Ci sono diverse persone ancora bloccate alla stazione della metropolitana di Maelbeek". Lo ha detto il ministro della Sanità Maggie De Block, secondo quanto riportato da La Libre Belgique.

13:12 - L'università ULB (Universitè libre de Bruxelles) con oltre 20mila studenti in tre campus, è stata interamente evacuata. Lo hanno deciso le autorità.

13:00 - Una "vasta caccia all'uomo riguardante cinque sospetti individuati dalle immagini della videosorveglianza" è attualmente in corso a Bruxelles: lo afferma Claude Moniquet, l'esperto antiterrorismo di I-Tèlè, intervistato in diretta dalla capitale del Belgio.

12:58 - Diverse perquisizioni sono in corso nella regione di Bruxelles. Lo si è appreso dai media locali, secondo i quali le operazioni sono state lanciate dalle forze dell'ordine per seguire la pista "calda" degli autori degli attentati di oggi.

12:55 - Un kalashnikov è stato trovato all'aeroporto Zaventem, dove sarebbe stato rinvenuto anche un ordigno inesploso. Lo scalo resterà chiuso almeno fino alle sei di domani, ma i danni ingenti subiti in seguito alle esplosioni di questa mattina fanno ritenere che la chiusura potrebbe essere prolungata.

12:53 - Per ora non risultano cittadini italiani negli ospedali. "Finora nessun ospedale di quelli che abbiamo contattato ci ha comunicato la presenza di italiani, ma questo non è un dato definitivo": questo quanto riferito dall'ambasciatore d'Italia a Bruxelles, Vincenzo Grassi, a Tv2000. "La rete cellulare in Belgio", ha aggiunto il diplomatico, "funziona molto male, diversi ospedali sono subissati di chiamate e noi stessi abbiamo difficoltà a rispondere all'insieme dei quesiti che arrivano in ambasciata. E' una situazione ancora molto confusa".

12:35 - Isis rivendica gli attentati compiuti oggi nella capitale belga Bruxelles. Con una nota diramata dall'agenzia di stampa "Amaq", che fa capo al gruppo terroristico, tramite il social network "Telegram", rivendica la responsabilità della serie di attentati che hanno provocato la morte di 26 persone, sottolineando la velocità con la quale sono stati messi a segno. Nel messaggio di rivendicazione non si trovano altri particolari circa l'attacco ma si promette, alla fine, l'esecuzione di ulteriori attentati in Europa.

12:00 - Il premier bega, Charles Michel, ha confermato che le autorità di Bruxelles si aspettavano un nuovo attacco terroristicoo: "Ci aspettavamo un attentato ed è accaduto" ha detto aggiungendo che è ancora troppo presto per fare bilanci su vittime, ma ha confermato che "ci sono numerosi morti e numerosi feriti, alcuni gravemente".

11:39 - Quindici morti, 10 feriti gravi e ed altri 45 feriti più leggeri: questo il primo bilancio dell'attentato che ha colpito la metro di Bruxelles nella stazione di Maelbeek fornito dalla Stib, la società che gestisce i trasporti pubblici nella capitale belga.

11:38 - Gli artificieri hanno fatto brillare un pacco sospetto rinvenuto nel cuore di Bruxelles a Rue de la Loi che si trova tra la stazione della metro di Maalbeeck e la stazione Schumann.

11:37 - Stanno bene 13 studentesse dell'Istituto linguistico Capriotti di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), che si trovano in viaggio di studio a Bruxelles. Istituto e autorità cittadine, in contatto con la Farnesina, sono al lavoro per organizzare il loro rientro in Italia, che era previsto questa sera con un volo dall'aeroporto di Charleroi.

11:35 - Duecentoventicinque militari sono stati dislocati a Bruxelles. Lo riporta Le Soir. Secondo quanto si apprende nel quartiere delle istituzioni europee, dove è stata colpita una fermata della metro, continuano ad arrivare ambulanze, anche da Anversa.

11:34 - "Abbiamo sempre detto che la minaccia è oggi più forte di quella che c'era prima degli attentati del 13 novembre": lo ha detto il primo ministro francese, Manuel Valls, uscendo dalla riunione di crisi all'Eliseo dopo gli attentati di Bruxelles. "Sono atti di guerra - ha detto Valls - dobbiamo essere ancora più attenti nella vigilanza".

11:25 - Sminatori e camion militari a bordo dei quali secondo quanto si apprende dovrebbero esserci gli artificieri sono arrivati nella zona di Schumann, il cuore delle istituzioni europee. Lo ha constatato l'Ansa. Secondo quanto si apprende il timore è che ci possano essere ordigni inesplosi.

11:15 - Innalzare le misure di sicurezza in molte città europee: Parigi, Londra, Roma, Anversa. Chiuso il confine tra Belgio e Francia.

11:00 - Il Palazzo Reale di Bruxelles è stato chiuso dopo il ritrovamento di un pacco sospetto. Lo riportano media locali aggiungendo che il Palazzo di Giustizia è stato evacuato.

10:42 - #PrayForBelgium è l'hashtag che si sta diffondendo tra le decine di migliaia di reazioni su Twitter dopo gli attacchi di Bruxelles. Il 13 novembre 2015, dopo le stragi di Parigi, l'hashtag #PrayForParis era stato il più utilizzato.

10:19 - Lunedì l'intelligence belga aveva allertato le autorità di Bruxelles di un attacco terroristico imminente: non aveva però saputo dare con precisione il luogo, la data e le modalità dell'operazione.

10:14 - Un testimone ha raccontato all'ANSA di aver visto una ventina di persone a terra dopo l'attacco alla metro di Maalbeek, senza essere in grado però di precisare se si tratta di morti o feriti. Tutto l'accesso a Schumann, l'arteria principale che porta alle istituzioni Ue è bloccato, ci sono una ventina di mezzi della polizia e ambulanze.

10:00 -  La strage all'aeroporto nazionale sarebbe stata causata da un attacco suicida. Lo rende noto Vrt, un media belga.

9:38 - Dopo l'esplosione alla stazione metro di Maalbeek, è stata colpita anche la metro Schuman, a due passi dalle istituzioni europee a Bruxelles. Tutte le stazioni della metro sono state chiuse, ed èstata evacuata anche la stazione centrale ferroviaria di Bruxelles.

9:35 - Evacuata anche la stazione centrale di Bruxelles, in seguito all'innalzamento al livello 4 quello massimo, dell'allarme sicurezza.

9:33 - Dieci morti e trenta feriti: questo il bilancio degli attacchi a Zaventem secondo fonti dell'ospedale Ulb, nei pressi dell'aeroporto

9:25 - Sembra allargarsi l'attentato a Bruxelles. La rete francese iTele ci sarebbe stata un'esplosione nellla stazione metropolitana Maalbee a due passi dalla Commissione UE.

9:20 - Secondo alcune testimonianze sul posto, prima delle esplosioni, si sono sentiti alcuni colpi di arma da fuoco e alcune grida in arabo. Lo rende noto il sito de Le Soir.

Secondo quanto riferito dall'agenzia Belga, prima delle due esplosioni si "sono udite raffiche di mitra e urla in arabo"; altri media locali parlano anche di diversi ordigni inesplosi rinvenuti poi dalle forze di polizia, mentre le autorità hanno innalzato al massimo (4) il livello di allerta a Bruxelles.

Tra i passeggeri che stavano per imbarcarsi in mattinata anche il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, che ha dichiarato all'Ansa: "Sto rientrando in questo momento nei miei uffici a Bruxelles, la polizia mi ha bloccato a poca distanza dall'aeroporto, dove a minuti avrei preso un aereo per l'Italia". Raggiunto al telefono, Salvini ha spiegato "stavo andando proprio alla sala partenze dell'aeroporto di Bruxelles per tornare in Italia, quando sono stato bloccato e rimandato indietro dalla polizia. Qui intorno c'è un grande caos".

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