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Brexit: il parlamento Ue chiede tempi rapidi

Votata la risoluzione che chiede a Londra di iniziare in fretta le procedure per l'uscita dall'Unione

European Parliament session after British referendum to leave the EU

Fischi e accuse per Nigel Farage "bugiardo" ed il governo di Londra "esitante", provocazioni euroscettiche ed appelli a fare presto. Nella plenaria straordinaria del Parlamento europeo, Jean Claude Juncker va al contrattacco.

Ed è polemica in Italia per il voto del M5S allineato e compatto con l'Ukip, il partito indipendentista inglese. Il presidente della Commissione che smentisce di essere stanco e malato trova la forza di ridere con Nigel Farage prima del dibattito sulla Brexit. Ma poi lo attacca. "Devo dire di essere sorpreso dal vederla qui, lei non era per la Brexit?".

Il vero obiettivo non è, però, la polemica con Farage, quanto il pressing su Londra: "Sono allergico alle incertezze", il governo di Cameron "deve rispettare il voto". Lui o chi gli succederà "non si nasconda dietro giochi a porte chiuse" e avvii al più presto le pratiche di divorzio. Il lussemburghese denuncia anche il tentativo di lanciare un negoziato a porte chiuse prima di aver attivato la procedura di uscita.

Nella Commissione, sottolinea due volte, ha dato "un ordine presidenziale da mufti'" per vietare ogni contatto tra i rappresentanti di Londra ed i suoi direttori generali. La linea è chiarissima: "No notifications, no negotiations". È l'unica volta che parla in inglese in un discorso altrimenti sempre in francese e tedesco. È anche l'unico punto di contatto col Consiglio. Dove Donald Tusk è più disposto alla "pazienza", mentre per Martin Schulz il negoziato comincerà a settembre.

Poi Juncker ribadisce che la Commissione "continuerà sulla sua strada" che "resta quella di modernizzare l'Europa" ed assicura che "fino all'ultimo respiro combatterà per un'Europa unita". Per Marine Le Pen la Gran Bretagna "ha spezzato le catene della Ue". La leader del Front National vellica anche lo sciovinismo, promettendo di "portare la Francia verso un progetto di grandeur".

Il leader dell'Ukip Farage, invece, tende a irridere. Lo fischiano e lui ringrazia "per la calorosa accoglienza". "Quando sono arrivato qui 17 anni fa dicendo che volevo lanciare una campagna perché la Gran Bretagna lasciasse la Ue mi avete riso tutti in faccia. Ora non ridete più vero?". Si vanta di un "risultato sismico per la politica mondiale" e lancia la previsione che "la Gran Bretagna non sarà l'ultimo paese a lasciare la Ue".

Spara che se non ci sarà un buon accordo con la Ue "il peggio sarà per voi, non per noi". Ma poi chiede "un accordo commerciale ragionevole". E l'appello finale contraddice le provocazioni: "Permetteteci di perseguire le nostre ambizioni future nel mondo". In un'aula solitamente compassata, volano le accuse contro l'inglese. Chiedono che si dimetta. Lui rifiuta, "fino a quando il lavoro non sarà fatto".

Il capogruppo del Ppe, il tedesco Manfred Weber dei 'falchi bavaresi' della Csu, non usa mezzi termini: "Si vergogni delle menzogne dette agli elettori" sui soldi che la Gran Bretagna invece di dare alla Ue avrebbe destinato al servizio sanitario. Ma ce n'è anche per Cameron. Per il capogruppo dei socialisti, Gianni Pittella, ha giocato alla "roulette russa". Dopo due ore passa la risoluzione della maggioranza europeista.

Popolari, socialisti, lib-dem e verdi chiedono a Londra di fare presto e alla Commissione di non rimpiazzare il britannico dimissionario Lord Hill, conservatore ma europeista convinto. 395 i voti a favore, 200 contrari, 71 astenuti. Scontati i 'No' del gruppo conservatore Ecr (dove siedono 'tories' britannici, il Pis al governo in Polonia ma anche Raffaele Fitto), degli euroscettici dell' Enf di Marine Le Pen e Matteo Salvini, dei neofascisti 'non iscritti'.

E sorprende la compattezza dell'Efdd di Farage e Grillo: tutti i 17 eurodeputati M5S sono allineati sul 'No'. E con loro vota anche la Sinistra unitaria, compresa Barbara Spinelli figlia del padre fondatore dell'europeismo, Altiero. La capogruppo, Gabriele Zimmer spiega che il gruppo è stato "costretto" al 'No' perché "la risoluzione non propone riforme della Ue sufficientemente ampie".

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