Brexit: così May tenta l'accordo con la UE

A Firenze, il primo ministro britannico propone un periodo di transizione dopo il 2019. E agli italiani in Gran Bretagna dice: "restate, siete preziosi"

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Il premier britannico Theresa May parla a Firenze sulla Brexit - 22 settembre 2017 – Credits: MAURIZIO DEGL'INNOCENTI/AFP/Getty Images

Redazione

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È una Theresa May dai toni molto poco "hard" e più "soft" quella che a Firenze ha mandato il messaggio all'Europa sulle condizioni di applicazione della Brexit che intende proporre dal 25 settembre, quando si aprirà la quarta fase dei negoziati. May sapeva di camminare su un terreno scivoloso. Un nuovo sondaggio, condotto dall'istituto demoscopico Bmg Research per il quotidiano Independent su un campione di più di 1.400 cittadini britannici, rivela che il 52% oggi vorrebbe rimanere all'interno dell'Unione Europea ribaltando l'esito del voto del giugno del 2016, quando il 52% dei sudditi della Regina votò per la Brexit.

Il periodo di transizione

Nell'aula magna dell'ex caserma dei Carabinieri dove ha tenuto il suo discorso davanti a una platea che in prima fila vedeva i tre ministri Boris Johnson (Esteri), Philip Hammond (Cancelliere dello Scacchiere) David Davis (Segretario di Stato per la Brexit), May ha proposto un periodo di transizione dopo il 29 marzo 2019, con accesso a mercati reciproci, "come previsto dall'art. 50 dei trattati costitutivi".

In questa fase di transizione (la cui durata potrà essere decisa di comune accordo) serviranno almeno due anni, ovvero fino al 2021, in cui in Gran Bretagna resteranno in vigore una serie di norme Ue e la giurisdizione delle corti europee, ma il Regno si riserva di riacquisire piena sovranità sul "controllo dei suoi confini", ha indicato May.

"Voglio reiterare a tutti gli italiani e ai cittadini Ue che vivono nel regno Unito che vogliamo che restiate, siete preziosi per noi e vi ringraziamo per il vostro contributo" ha detto la premier britannica, aggiungendo che intende garantire i diritti dei 600 mila italiani residenti nel Regno Unito dopo la Brexit.

Il capo-negoziatore dell'Unione Europea, Michel Barnier ha aperto la porta alla richiesta : "Oggi, per la prima volta, il governo britannico ha chiesto di continuare a beneficiare dell'accesso al Mercato Unico sulla base degli attuali termini e di continuare a beneficiare della cooperazione esistente sulla sicurezza", ha detto, commentando il discorso di May a Firenze. "Questa nuova richiesta potrebbe essere presa in considerazione dall'Ue".

Tuttavia sarà "esaminata alla luce" di quanto già affermato dai leader dei 27 il 29 aprile 2017: "qualora si prendesse in considerazione un prolungamento a tempo determinato, ciò richiederebbe l'applicazione degli esistenti strumenti e strutture di regolamentazione, bilancio, vigilanza, attività giudiziaria ed esecuzione dell'Ue", ha detto Barnier. In altre parole, dopo l'uscita, il Regno Unito dovrebbe sottostare a tutte le attuali regole dell'Ue.

Le condizioni

Tutto questo non esclude però l'obiettivo finale: la Brexit, che la Gran Bretagna farà con o senza un accordo. Del resto, ha spiegato May, "non ci siamo mai sentiti davvero a casa nell'Unione europea". Theresa May resta convinta che il futuro della Gran Bretagna avviata verso la Brexit sia "luminoso".

"I nostri fondamentali economici sono solidi", ha detto, ricordando anche il valore del sistema accademico e d'istruzione del Regno e "lo spirito indomabile" del popolo britannico. "Quello che auspico è che Bruxelles e Berlino capiscano che vogliamo negoziare un partenariato profondo e speciale per assicurare il bene di Regno Unito e Ue. Mi auguro - ha aggiunto - che tutti reagiscano con questo spirito. Vogliamo che l'Ue continui a essere forte. Possiamo continuare a camminare insieme con un Regno Unito forte".

I punti in comune

La Gran Bretagna "ha deciso di lasciare l'Ue", ma intende restare partner dei Paesi europei, dall'economia, alla lotta contro il terrorismo, al tema dell'emergenza immigrazione. "Non faremo piu' parte del mercato unico, sappiamo che esso è fatto di equlibrio tra diritti e obblighi", ha affermato la premier britannica Theresa May, aggiungendo che "non si possono imporre dazi".

"Ma sappiamo - ha aggiunto - che non possiamo avere tutti i benefici senza obblighi, il nostro compito dunque è cercare un partneriato stretto con un equilbrio diverso". La cooperazione in materia di sicurezza fra Gran Bretagna e Ue è destinata a continuare anche dopo la Brexit poiché è basata su "comuni valori" di democrazia, di libertà, di rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto.

"Guardo al futuro con ottimismo", ha detto May. "Siamo in una fase nuova di cui non vogliamo ostacolare il processo, al contrario vogliamo essere il vostro alleato più solido nell'Unione europea perché abbbiamo sfide comuni".

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