Esteri

Brexit: che ne sarà dei seggi al Parlamento europeo

Sono 73 i posti che rimarranno vacanti quando il divorzio dall'Europa sarà completato. Tre le soluzioni che si prospettano

Luciano Lombardi

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Ci sono 73 posti nel Parlamento europeo che, quando il Regno Unito non farà più parte dell'Europa, resteranno vacanti. Su come questi seggi verranno gestiti, i legislatori dell'Ue hanno avviato un dibattito, che nelle prossime settimane entrerà sempre più nel vivo. Allo stato attuale della discussione, le ipotesi in campo sono tre. La prima, la più semplice ed economica, è la più radicale: abbandonare le 73 poltrone. Ma è anche la meno probabile, perché tale depennamento senza correttivi finirebbe per peggiorare ulteriormente un assetto che già oggi mostra evidenti segni di disequilibrio.

La seconda possibilità riguarda, invece, un'eventuale redistribuzione dei seggi in maniera proporzionale tra gli Stati membri restanti. Tuttavia, poiché l'assegnazione dei seggi tra i vari Paesi avviene mediante un meccanismo legato alla popolazione (più abitanti=più deputati) e poi corretto (con un sistema che evita di premiare i grandi Paesi e di penalizzare i piccoli, i quali risultano perciò sovrarappresentati) un'allocazione perfettamente proporzionale enfatizzerebbe ulteriormente questo stato di cose. Per questa ragione, il dibattito include anche tutta una serie di riflessioni sui regole di tale specifica "correzione".

La "terza via", appoggiata, tra gli altri, anche da Emmanuel Macron, che i più considerano utopica e irrealizzabile nei fatti è quella di creare una circoscrizione paneuropea, una sorta di lista "apolide", cioè fatta di deputati non legati a una specifica nazione ma, appunto, "europei". Ma anche in questo caso le criticità sono netevoli, soprattutto se si pensa che per metterlo in pratica occorrerebbe modificare in più parti i trattati dell'Unione, senza contare che - prevedono i politologi - tale sistema potrebbe far percepire gli eletti nel "limbo" paneuropeo più come dei burocrati che come rappresentanti dei loro elettori.

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