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Algeria: l'ottuagenario Bouteflika si candida per il quinto mandato

Il capo di Stato algerino, al potere dal 1999, correrà alle presidenziali del 18 aprile, nonostante le precarie condizioni di salute

Presidente algerino Bouteflika

Ha 81 anni. Al potere dal 1999, ha servito come presidente per quattro mandati. Le sue apparizioni in pubblico sono sporadiche, a causa di un ictus che lo costringe sulla sedia a rotelle. Eppure Abdelaziz Bouteflika si è candidato per il quinto mandato alle presidenziali algerine, previste per il prossimo 18 aprile.
L'annuncio nient'affatto scontato è arrivato domenica 10 febbraio, attraverso un «messaggio alla nazione» diffuso dall'agenzia governativa APS. Sempre rieletto al primo turno con percentuali bulgare (oltre l'80 per cento), e attirandosi sempre l'accusa di brogli elettorali, l'attuale capo dello Stato è anche stavolta il candidato favorito.
Alle prossime presidenziali Bouteflika è sostenuto da una coalizione composta da quattro partiti, uno dei quali è il suo: l'ex partito unico Fronte di liberazione nazionale, creato nel 1954 per ottenere l'indipendenza dalla Francia (ottenuta nel 1962). Coalizione che rappresenta gli interessi di quella cricca composta da generali, uomini d'affari e politici, conosciuta come «le pouvoir», che comanda in Algeria.
Quinto presidente dell'Algeria, il capo di Stato uscente è pesantemente indebolito dall'ictus avuto nel 2013, dopo il quale non ha più tenuto discorsi in pubblico. Tanto che, per cercare di evitare il ripetersi di una campagna elettorale fantasma come quella del 2014, negli scorsi mesi ad Algeri era circolata l'ipotesi di un prolungamento «consensuale» del suo mandato. E invece no. I quattro partiti lo hanno scelto come candidato presidenziale «in segno di riconoscenza per gli importanti risultati che l'Algeria ha raggiunto sotto la sua direzione». Dimenticando che, lo scorso dicembre, Bouteflika era stato costretto a cancellare, a causa di un'influenza acuta, un incontro con il potentissimo Mohammed bin Salman, il principe ereditario saudita in visita in Algeria.
Una situazione potenzialmente esplosiva per un Paese che dipende dall'export di idrocarburi e che, secondo gli analisti dell'International crisis group, nel 2019 rischia la crisi economica. Al momento la prospettiva di scontri di piazza è del tutto ipotetica: la debole opposizione algerina ha un atteggiamento altalenante, indecisa se boicottare le elezioni o se invece concentrare le forze su un unico candidato. Un'impasse da cui trae vantaggio il partito islamista moderato MSP: la candidatura del suo leader Abderrazak Makri avanza con forza.

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