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A un mese dal trionfo elettorale del suo partito, la Lega nazionale per la democrazia (Nld), che ha sfiorato l'80% dei consensi, il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi ha avuto oggi un colloquio a porte chiuse "caloroso e aperto" con Thein Sein, il presidente uscente della Birmania, per preparare con lui una transizione pacifica.

"Hanno parlato di come trasferire il potere il nuovo governo in modo pacifico", ha spiegato Ye Htut, portavoce del presidente, ricordando che, dall'indipendenza nel 1948, nell'ex Birmania non c'è mai stata una transizione senza violenze.

Suu Kyi, che si appresta a guidare il primo governo senza l'influenza dei militari che controllano il Paese dal 1960, non può candidarsi alla presidenza in base a una norma della Costituzione scritta contra personam dall'esercito.

Nel corso dei colloqui avuti con Thein Sein e successivamente con il potente capo di stato maggiore dell'Esercito, Min Aung Hlaing, Suu Kyi ha lanciato un appello alla riconciliazione nazionale.

Il governo e i nuovi deputati della Lega non dovrebbero insediarsi prima di febbraio e nel frattempo molti, nell'ex opposizione, temono un colpo di coda dei militari come quello che nel 1990 portò all'annullamento della vittoria del partito di Suu Kyi. Tuttavia nel processo di riforme per una transizione democratica avviato nel 2011 i generali si sono finora dimostrati coerenti. (AGI)

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