Carmelo Abbate

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23 dicembre 2016

La persona uccisa a Sesto San Giovanni alle porte di Milano stanotte in una sparatoria "è senza ombra di dubbio Anis Amri": lo ha detto il ministro dell'Interno, Marco Minniti in conferenza stampa, confermando lo scoop di Panorama.it che già nelle prime ore della mattina aveva lanciato la notizia.

Come annunciato in esclusiva dal sito di Panorama.it, infatti, Amri è stato fermato per un controllo intorno alle 3, ha estratto una pistola e sparato agli agenti di una Volante. Uno di loro in prova, con 9 mesi di servizio, Luca Scatà di 29 anni, lo ha ucciso. Un secondo agente, Cristian Morio, 36 anni, è stato ferito alla spalla da un colpo di calibro 22 ma non è in pericolo di vita. È ricoverato all'ospedale di Monza con un proiettile conficcato in una spalla. Deve essere operato, ma le sue condizioni sono buone.

L'identificazione di Amri è arrivata sia dai tratti somatici sia dalla comparazione delle impronte digitali.

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Cristian Movio, il poliziotto colpito da Anis Amri durante la sparatoria a Sesto San Giovanni, al telefono con il ministro dell'Interno

Dagli accertamenti dalla Digos, coordinati dal capo dell'antiterrorismo milanese Alberto Nobili, Anis Amri è arrivato in Italia dalla Francia, in particolare da Chambery, in Savoia, da dove ha raggiunto Torino. Dal capoluogo piemontese ha preso poi un treno per Milano dove è arrivato attorno all'una di notte. Infine dalla Stazione Centrale si è spostato a Sesto San Giovanni dove attorno alle 4 ha incrociato i due agenti della volante che poi, durante una sparatoria, lo hanno ucciso.

"Alle 3 del mattino stanotte a Sesto San Giovanni nel corso di normale attività di controllo del territorio una pattuglia della Polizia ha fermato una persona che si aggirava con fare sospetto. Alla richiesta degli agenti l'uomo ha subito estratto la pistola ed ha sparato all'agente Christian Morio, ora ricoverato ma non a rischio di vita. La Polizia ha risposto al fuoco uccidendo la persona che senza ombra di dubbio e' il presunto sospettato dell'attacco terroristico a Berlino". Così il ministro dell'Interno Marco Minniti ha spiegato l'operazione.

Il sito della Bild ha aperto con la scritta a caratteri cubitali "È finita!".

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La homepage della Bild con la notizia dell'uccisione di Anis Amri: "È finita"

22 dicembre 2016

IL PUNTO - Anis Amri, il tunisino ricercato per l'attentato a Berlino, è stato filmato dalle telecamere di sicurezza 8 ore dopo l'attentato di fronte all'associazione-moschea "Fussilet 33", nel quartiere di Moabit della capitale, perquisita giovedì dalla polizia. Lo rivela la tv pubblica Rbb sul suo sito, mostrando immagini di una telecamera. Il sito pubblica anche due altri fermo-immagine della telecamera che mostrano Amri di fronte alla moschea il 14 e il 15 dicembre.

"La polizia berlinese non ha voluto commentare la notizia", scrive la Dpa che riporta l'indiscrezione di Rbb. Un recente rapporto del servizio segreto interno (Bfv) indicava l'associazione-moschea "Fussilet 33" come luogo d'incontro di estremisti islamici. "Durante le lezioni di islamismo che si tenevano lì sarebbero stati radicalizzati diversi musulmani - in maggioranza turchi e ceceni - per unirsi all'Isis nella guerra in Siria", ha concluso la Dpa.

Lampedusa. L'ANSA ha invece diffuso una fotografia (sopra nella gallery) scattata a Lampedusa il 3 aprile 2011: si riconosce tra i minori che appiccarono l'incendio alla Casa Fraternità della parrocchia a Lampedusa, Anis Amri, seduto a terra e controllato dalle forze dell'ordine, il tunisino ricercato dalla polizia dopo l'attentato al mercatino di Berlino. 

Le impronte digitali trovate nella cabina del tir usato per la strage confermano che Anis Amir è il killer. La caccia è aperta in tutta Europa, la procura generale ha confermato il mandato di cattura. A comporre il profilo di estremista islamico del tunisino si aggiungono sempre nuovi tasselli.

Un fratello interpellato dalla Bild, indica che Anis Amri potrebbe "essersi radicalizzato nei quattro anni trascorsi in cella in Italia", durante i quali è passato da un carcere all'altro della Sicilia, facendosi notare per violenze e disordini. Ma dalla documentazione carceraria che lo riguarda "non emergono dati relativi a una sua radicalizzazione".

Il contesto dell'estremismo islamico è invece più evidente in Germania, dove Amri è arrivato nel luglio 2015.
Ed è in quel periodo che ora gli inquirenti cercano di scavare: al setaccio la rete di contatti che si addentra negli ambienti salafiti tedeschi con legami con l'Isis, come quelli legati al predicatore iracheno Abu Walaa, al cui circolo Amri faceva riferimento, come ha rivelato la Sueddeutsche Zeitung.

Ieri diversi blitz della polizia hanno interessato almeno tre città: Berlino, Dortmund e Emerich sul Reno.
Sono i luoghi che racchiudono la "vita tedesca" di Amri, quelli in cui ha abitato o risultava ufficialmente registrato.
Nei blitz della polizia ci sono stati 4 fermi a Dortmund, con brevi interrogatori e successivi rilasci. Ad Emerich è stato perquisito il centro profughi nel quale Amri era registrato. A Berlino irruzioni in appartamenti a Kreuzberg e Prenzlauer Berg e in un'associazione-moschea ritenuta crocevia di estremisti islamici. "Sono tutti luoghi in cui Amri ha soggiornato" o che ha frequentato, ha spiegato la procura generale, aggiungendo che "finora non è stato effettuato alcun arresto" ma che "le misure sono ancora in corso".

Il fallimento della sicurezza tedesca. La caccia continua, accanto alle polemiche per quella che uno dei maggiori esperti di terrorismo tedeschi, Peter Neumann, ha definito alla Dpa "il fallimento della sicurezza".

Il settimanale Focus ha scritto che la polizia criminale del Nordreno-Vestfalia (Lka) era a conoscenza dei piani di Anis Amri di compiere attentati in Germania "almeno dalla scorsa estate".

La Sueddeutsche Zeitung ha scovato nelle carte degli inquirenti che il tunisino "si era addestrato in Bassa Sassonia per combattere in Siria con l'Isis".
Dagli Usa il New York Times ha rivelato che il super-ricercato era nel radar delle agenzie di intelligence ed era stato inserito nella no-fly-list statunitense.
Lo Spiegel ha svelato che era anche nel mirino dei servizi tedeschi "per essersi offerto come kamikaze". Aveva cercato online come procurarsi bombe e nella vita reale armi automatiche. E mentre il paese tiene il fiato sospeso, Angela Merkel esorcizza la bufera politica che dicendosi "fiera della reazione ragionevole della maggioranza dei tedeschi". Infine c'e' Berlino, alla ricerca della normalità perduta: ha riaperto oggi il mercatino della strage.(ANSA)

22 dicembre - 16:38 - La polizia criminale del Nordreno-Vestfalia (Lka) era a conoscenza dei piani di Anis Amri di compiere attentati in Germania "almeno dalla scorsa estate".

Lo riferisce il sito del settimanale Focus basandosi su "un'informativa inviata alla Lka il 21 luglio 2016 da uno 007 tedesco infiltrato". Il tunisino ricercato per l'attentato a Berlino avrebbe, secondo il settimanale, parlato dei suoi piani "anche all'interno del circolo legato al predicatore Abu Walaa".

Ore 13:00 -
"La magistratura tedesca, così come ha comunicato il ministero degli Affari Esteri della Germania, ha esaurito le verifiche necessarie e purtroppo, ormai - sottolinea il ministro degli Esteri, Angelino Alfano in una nota - c'è la certezza che, fra le vittime, c'è l'italiana Fabrizia Di Lorenzo". "Sono affettuosamente vicino alla famiglia e ai suoi cari, condividendone l'immenso dolore", conclude il responsabile della Farnesina.

Ore 11:38 - La procura generale federale ha precisato che gli arresti di questa mattina non sono collegati all'attentato a Berlino. Lo ha reso noto - riporta la Dpa - un portavoce della procura a Karlsruhe. Al momento "sono in corso misure in tutta la Germania", ha aggiunto, senza specificare dettagli.

Ore 11:05 -
 Il tunisino ricercato per la strage di Berlino "si era forse radicalizzato nel carcere italiano dopo che aveva lasciato la Tunisia". Lo ha detto alla Bild Abdelkader Amri, uno dei suoi fratelli rintracciato in Tunisia. "Se sarà provato che era coinvolto, non farà più parte della nostra famiglia", ha aggiunto. Anche l'Ap è riuscita a mettersi in contatto con un fratello di Anis Amri che gli ha lanciato un appello: "Lo invito a consegnarsi alla polizia".

Ore 10:30 -
Il sito della tv pubblica Wdr riferisce che in un blitz antiterroristico a Dortmund sarebbero state arrestate 4 persone. Due appartamenti sono stati perquisiti. La polizia di Dortmund non ha ufficialmente confermato un legame con Berlino ma su twitter ha scritto che l'azione era su incarico della procura generale, che si sta occupando proprio delle indagini su Berlino, ha scritto Wdr.

Non si sa al momento se gli arresti di Dortmund siano aggiuntivi a quelli nel centro accoglienza di Emerich sul Reno o se, nella concitazione di informazioni di stampa ancora non confermate ufficialmente, vi sia una sovrapposizione.

Anche la tv N24 dice di non essere in grado di confermare per ora gli arresti di Emerich. Il sito di Wdr riporta che "Amri dovrebbe aver avuto contatti con il salafita di Dortmund Boban S. e che avrebbe vissuto lì periodicamente.

Il serbo-tedesco Boban S., 36 anni, e' stato arrestato lo scorso novembre nell'ambito del blitz contro i reclutatori della filiale Isis guidata dal 'predicatore senza volto', l'iracheno Abu Walaa".

Ore 8:00 -
Anis Amri, il tunisino ricercato per l'attentato a Berlino, ha cercato sul web istruzioni per fabbricare bombe. Lo ha rivelato il New York Times citando l'intelligence Usa e senza fornire dettagli sul periodo delle ricerche. Il 24enne, attraverso la rete Telegram, ha avuto almeno un contatto col l'Isis e il suo nome era stato inserito nella no-fly list Usa, la lista delle persone a cui e' proibito imbarcarsi sui voli di linea.

21 dicembre - Ore 17:30 - Il cittadino tunisino colpito da un mandato di cattura internazionale delle autorità tedesche in relazione al suo presunto coinvolgimento nella strage al mercatino di Natale di Berlino, sbarcò in Italia quando era ancora minorenne. Lo si apprende da fonti della sicurezza. Il giovane arrivò da solo, come migliaia di minorenni non accompagnati che ogni anno raggiungono il nostro paese. Le autorita' italiane stanno ora ricostruendo il percorso seguito dal tunisino prima di lasciare il nostro paese.

Il sospettato dell'attentato era stato indagato dalle autorità del Nordrhein-Westfalen per il sospetto di preparare un grave reato contro lo Stato. Lo ha detto il ministro dell'Interno del Land Ralf Jaeger, in una conferenza a Duesseldorf.
La polizia criminale del Nordrhein-Westfalen "aveva aperto un'indagine nei suoi confronti", ha aggiunto il ministro, aggiungendo che poi "le investigazioni erano state condotte dalle autorità a Berlino", dove dal febbraio 2016 Anis A. si tratteneva in prevalenza. Secondo le informazioni in possesso di Jaeger, il tunisino "è passato successivamente e solo di recente in Nordrhein-Westfalen" e sul suo conto "le autorità di sicurezza si sono scambiate le reciproche informazioni nel comune centro di difesa dal terrorismo l'ultima volta solo brevemente nel novembre 2016"

Ore 16:00 - Nell'area di Emmerich am Rhein, in Nordrhein-Westfalen, Germania, è in corso l'operazione della polizia per catturare l'uomo sospettato di essere responsabile dell'attacco al mercatino di Natale di Berlino di lunedì.
Nell'operazione sono impegnati circa 150 agenti armati e con giubbotti antiproiettile. Lo riferisce il sito della Rheinische Post.
Il quotidiano aggiunge che non è noto il luogo preciso in cui si sta svolgendo l'intervento ma che il centro di accoglienza nel quale il ricercato Anis A. avrebbe vissuto è stato perquisito.
La radio locale Mosaique fm, ha intanto comunicato che le generalità complete del tunisino ricercato per i fatti di Berlino sarebbero quelle di Anis Ben Mustapha Ben Othmen Amri, nato nel dicembre del 1992 a Hached El Weslatia, governatorato di Kairouan, in Tunisia.

Ore 12:30 - Si aggiungono alcuni particolari al profilo del tunisino ricercato per la strage.

Secondo la Sueddeutsche Zeitung, Anis A., "aveva ottenuto asilo in Germania nell'aprile 2016 e viveva tra il Nordrhein-Westfalen e Berlino”. Secondo Der Spiegel invece, il documento permetterebbe al possessore la permanenza in Germania nonostante fosse stata respinta la richiesta di asilo.

Il giovane, classificato come "pericoloso" dalla polizia, avrebbe avuto "contatti con la rete salafita dell'iracheno Abu Walaa", capo di una cellula di reclutatori per l'Isis e arrestato lo scorso 8 novembre.

Secondo quanto riportato da vari media, tra cui il sito di Ard, nella cabina del tir della strage Berlino è stato trovato il documento che certifica lo stato di "tollerato" di Anis A. con i suoi dati personali. Si tratta di una sospensione temporanea dell'espulsione che prevede alcune misure restrittive, come una limitazione dei movimenti all'interno del paese e impossibilità di trovare lavoro.
Nel dicembre 2015 erano 155.103 stranieri a vivere con lo status di "tollerato", secondo l'Ufficio federale di statistica. 

Ore 11:45 - Un tunisino sarebbe ricercato dalla polizia tedesca in relazione all'attentato di Berlino. Spiegel sostiene che sotto il sedile del conducente del tir usato per la strage sono stati trovati documenti di permesso temporaneo di permanenza in Germania.

Secondo altri media, il sospetto è associato a due identità: Anis A., nato nel 1992 a Tataouine, e l'altra a un non meglio precisato Ahmed.

I documenti sono stati rilasciati nel distretto di Kleve nel Nord Reno-Westfalia, dove sarebbe imminente una operazione delle forze di sicurezza.
Secondo quanto dice la tv tedesca da N24, "il giovane avrebbe vissuto in un centro accoglienza profughi di Kleve", cittadina di 50mila abitanti del Nordreno-Vestfalia al confine con l'Olanda e distante oltre 600 chilometri da Berlino.

IL PUNTO -  L'Isis ha rivendicato l'attacco con un tir al mercatino di Natale a Berlino, che lunedì sera ha causato 12 morti e quasi 50 feriti. L'agenzia di stampa dello stato islamico, la Amaq news agency, ha sostenuto che un proprio "soldato" ha compiuto "una vendetta per gli attacchi in Siria". L'annuncio è venuto dopo che era stato rilasciato il principale sospettato di essere il guidatore-killer che ha utilizzato una tecnica terroristica rivendicata dall'Isis che fece quasi 90 morti lo scorso 14 luglio a Nizza.

Le autorità giudiziarie tedesche hanno rilasciato il pakistano sospettato di aver preso parte all'attentato. Dopo il suo arresto, si parlava di un testimone che aveva visto il 23enne scendere dalla cabina del Tir dopo la strage al mercatino di Natale e l'aveva inseguito a distanza, favorendone la cattura da parte degli agenti, ma a quanto pare i test del Dna eseguiti sullo stesso mezzo hanno scagionato il giovane. Contestualmente si rafforza quindi l'ipotesi che il vero attentatore è ancora a piede libero, magari con un complice.

È  invece Fabrizia Di Lorenzo, 31 anni, originaria di Sulmona ma residente nella capitale italiana da diversi anni, la giovane italiana che potrebbe risultare tra le vittime dell'attentato: il suo cellulare è infatti stato ritrovato sul luogo della strage, ma di lei non si hanno più notizie proprio dalla serata di ieri. Anche in questo caso sarà decisivo il test del Dna, già eseguito sulla madre e il fratello immmediatamente recatisi a Berlino, per conoscere quella che si prospetta come una dolorosa verità.

8:50 - È caccia all'attentatore o agli attentatori in tutta la Germania, dopo che ieri sera la procura generale ha rimesso in libertà il 23enne pachistano, ritenuto in un primo momento l'autore della strage. C'è il sospetto che l'uomo sia armato e il timore che possa già aver lasciato la Germania e abbia avuto vita facile nella fuga dal luogo dell'attentato, magari utilizzando la rete metropolitana. Si tratta però, al momento, solo di diverse ipotesi al vaglio degli inquirenti, che non sono ancora in grado di stabilire se si sia trattato di un solo autore o di più uomini.

8:25 - Łukasz Urban, l'autista polacco di 37 anni del tir  "avrebbe lottato fino all'ultimo" con l'attentatore e sarebbe stato "ancora in vita, nella cabina, al momento in cui il mezzo ha investito la folla". Sul suo corpo sono state ritrovate "ferite da taglio". Lo rivela la Bild, citando fonti investigative. "Ci deve essere stata una lotta", dice uno degli inquirenti al tabloid. Il terrorista "ha colpito più volte con un coltello" il 37enne polacco cui aveva rubato il tir, il quale "si sarebbe aggrappato al volante" cercando di deviare il veicolo. Quando il tir si è fermato, l'attentatore avrebbe ucciso l'autista con un colpo di pistola e sarebbe scappato.

20 dicembre

Ore 18.25 - Il Tir con targa polacca utilizzato come "arma" per la strage al mercatino di Natale, si trovava il 16 dicembre in Italia e si è fermato nella sede di un'azienda di Cinisello Balsamo, in provincia di Milano, per caricare macchinari per la pulizia di pavimenti. E' quanto è stato accertato dal'indagine conoscitiva (cioè senza titolo di reato né indagati) aperta dal capo dell'antiterrorismo milanese Alberto Nobili con lo scopo di delegare la Digos a compiere accertamenti. Durante la serata del 16 il mezzo è poi stato individuato a Bressanone, in provincia di Bolzano.

Ore 15.45 - Le autorità tedesche, attraverso test del dna eseguiti direttamente nella cabina del Tir, stanno cercando di verificare se il pakistano fermato sia effettivamente coinvolto nell'attentato al mercatino di Natale di Berlino. Gli esperti sono alla ricerca di eventuali tracce biologiche riconducibili al giovane 23enne.  

Ore 13.40 - Secondo quanto riferito dal sito online della Welt, "la polizia di Berlino ritiene che il pachistano arrestato ieri sera non sia il guidatore del Tir" e che questi sia invece ancora "armato e a piede libero". Il quotidiano tedesco aggiunge di aver appreso la notizia da alti funzionari della sicurezza. Anche la Bild online riporta la stessa notizia ma con il titolo "La polizia ha il falso uomo?". 

Ore 13.30 - Una ragazza italiana potrebbe essere stata coinvolta nell'attentato di ieri a Berlino. L'allarme è partito da un post pubblicato nella tarda serata di ieri su Facebook, probabilmente da un'amica, in cui si legge che dopo l'attacco al mercatino di Natale è stato ritrovato il telefonino della giovane, ma che di lei non c'è nessuna traccia... con relativo appello a chiunque possa dare notizie utili.

Ore 10.40 - Secondo quanto riportato dai media tedeschi, l'uomo fermato lunedì sera subito dopo l'attacco al mercatino di Natale nel cuore di Berlino è un 23enne di origine pakistana, ma che si spacciava come afghano. In attesa delle conferenza-stampa convocata dalla Polizia alle ore 13, altre indiscrezioni riferiscono che il nome dell'attentatore sarebbe Naved. B, nato l'1 gennaio 1993 a Turbat e arrivato in Germania l'11 febbraio 2016 attraverso il confine con l'Austria: il giovane era noto alla polizia tedesca per episodi di microcriminalità, ma non per atti terroristici.

Secondo le prime ricostruzioni, l'autista polacco ritrovato morto all'interno del Tir sarebbe stato ucciso con alcuni corpi di arma da fuoco dallo stesso attentatore, prima di lanciarsi sulla folla del mercatino di Natale: lo riferisce il sito dell'emittente N-Tv, citando il ministro dell'Interno del Brandeburgo, Karl-Heinz Schroeterun. Compiuta la strage, il 23enne pakistano sarebbe poi balzato al di fuori della cabina di guida, ma è stato visto da un testimone che l'ha inseguito a distanza mettendosi al contempo in contatto con la Polizia, che è così riuscita a eseguirne l'arresto in un parco nei pressi del luogo dell'attentato.

Ore 7.30 - Sale il tragico bilancio di quello che anche la Polizia tedesca - dopo l'iniziale prudenza - definisce in un tweet "un presunto attacco terroristico" a Berlino: sono infatti 12 i morti e 48 i feriti (in parte gravi) per il Tir con targa polacca "deliberatamente lanciato contro la folla" - sempre parole twittate dalla Polizia - che stava facendo acquisti in un mercatino di Natale della capitale tedesca.

Ancora incerta invece l'identità del conducente del Tir arrestato dopo l'episodio (un altro è invece morto nell'impatto): secondo l'agenzia Dpa, che cita come fonti ambienti della sicurezza, "potrebbe essere un pakistano o un afghano", mentre il quotidiano berlinese Tagesspiegel aggiungeva in nottata che l'uomo sarebbe noto agli inquirenti per "piccoli crimini" e "non per un retroterra terroristico". Sempre nelle ore successive alla strage il quotidiano Welt attribuiva invece un'origine pakistana all'attentatore, aggiungendo anche che lo stesso "ha detto agli agenti di essere venuto come rifugiato lo scorso 16 febbraio in Germania". 

In attesa di maggiori e soprattutto più sicuri dettagli, arrivano intanto da tutto il mondo messaggi di solidarietà al popolo tedesco. Tra questi anche quello del presidente entrante degli Usa, Donald Trump, secondo il quale l'Isis e gli altri terroristi islamici "che massacrano continuamente i cristiani nelle loro comunità e nei loro luoghi di preghiera come parte della loro jihad globale, devono essere sradicati dalla faccia della terra, una missione che eseguiremo con tutti i partner che amano la libertà".

19 dicembre

IL PUNTO - Un attentato nel cuore di Berlino ha causato 9 morti e 50 feriti, alcuni in pericolo di vita.

Un camion ha fatto irruzione in un mercatino di Natale nella Breitscheidplatz, ai piedi della "Gedaechtniskirche", la "Chiesa del ricordo", nel cuore della parte occidentale della città, vicino alla stazione dello Zoologischer Garten.

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Secondo la polizia sul camion erano presenti due persone: un uomo è morto; un altro sospettato di essere il guidatore è stato arrestato ed è al momento sotto interrogatorio.

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La mappa di Berlino: la freccia rossa indica il luogo della strage del Tir al mercatino di Natale nella Breitscheidplatz, 18 dicembre 2016 – Credits: Google

La coalizione delle milizie irachene, che combattono il califfato, in un tweet riferisce che i canali dell'Isis avrebbero già rivendicato l'attentato. La polizia resta più prudente.

Tra le prime reazioni politiche quella di Angela Merkel che attraverso il suo portavoce Steffen Seibert si è detta "sgomenta" per l'accaduto.
"Siamo in lutto per i morti e ci auguriamo che i tanti feriti possano essere aiutati", ha scritto Seibert sul suo account Twitter. Il ministro dell'Interno Thomas de Maizière è in diretto contatto con le autorità di sicurezza berlinesi e ha offerto "l'aiuto della polizia federale".

Dopo tanti allarmi e alcuni attentati sventati, l'incubo di un attacco capace di provocare molti morti si è materializzato proprio su uno degli obiettivi considerati più a rischio in questo periodo, un mercatino di Natale.

Secondo le prime ricostruzioni giornalistiche, il camion ha travolto le casette di legno del mercatino e berlinesi e turisti che a quell'ora affollavano gli stand.
Sul luogo sono giunte decine di uomini delle forze di soccorso e di sanitari che stanno prestando aiuto ai feriti che ancora giacciono sul marciapiede. Le ambulanze sono parcheggiate sul bordo della piazza. Le immagini riprese a distanza dalla tv N24 mostra i feriti trasportati sulle barelle. Tutte le strade attorno alla piazza del mercatino di Natale sono bloccate dalle forze dell'ordine. La Breitscheidplatz è a due passi dalla frequentatissima Kurfuerstendamm, la via principale dello shopping e del Kadewe, il grande magazzino di Berlino e di fianco all'Europa Center, uno dei più noti e storici centri commerciali della città.

- Live Blogging - Ore 22:45 - Il camion che ha ucciso almeno 9 persone a Berlino, e ferite altre 50, era arrivato oggi dalla Polonia. Alla guida - ha riferito il canale televisivo polacco TVN24 citato da Der Spiegel - c'era il cugino del proprietario di un'azienda di spedizioni, Ariel Z.
I due si sono scambiati una telefonata verso mezzogiorno. Il conducente aveva parlato anche con la moglie, che dopo le 16, però, non era più riuscita a raggiungerlo al telefono. Ariel Z. ritiene che il camion sia stato in qualche modo dirottato ed esclude che il cugino abbia compiuto l'attentato.
Simile la ricostruzione del Guardian, che però sostiene che il camion arrivasse dall'Italia e che sarebbe stato rubato.

Ore 22:35 - La polizia di Berlino su Twitter dice che una persona sospetta è stata arrestata vicino alla Breitscheidplatz, a Berlino, il luogo dell'attentato, e che si stanno valutando gli elementi per capire se si tratti del conducente del camion che ha travolto la folla al mercatino di Natale, uccidendo 9 persone e ferendone altre 50.
La polizia ha confermato che l'altra persona a bordo del camion "è morta sul posto".

L'attentato ricorda da vicino quello di Nizza dello scorso 14 luglio.

22:15 - "Non vi sono indicazioni in merito ad altre situazioni pericolose a Berlino". Lo riferisce un tweet della polizia della capitale tedesca.

22:00 - Il tabloid britannico Sun, che cita il quotidiano conservatore americano Washington Times (considerato vicino alla Cia), riferisce che Isis ha rivendicato la responsabilità dell'attentato. Il Times cita come fonte le Forze di Mobilizzazione Popolari irachene, le forze sciite che stanno combattendo per liberare Mosul.

21:50 - Il cancelliere tedesco Angela Merkel "piange le vittime" e si è definita "in lutto"

21:45 - A bordo del tir viaggiavano due o forse tre persone come riferisce il Berliner Morgenpost citando una fonte di polizia. Una sarebbe fuggita verso il centro della città mentre una seconda, stando a quanto dichiarato dal portavoce della polizia di Berlino, è morta nell'urto. È la persona che siedeva accanto al guidatore. Sul terzo le notizie sono ancora confuse.

21:17 - L'area in cui è avvenuto l'attacco è quella, frequentatissima dai turisti e dai berlinesi, della Gedachtniskirche, ovvero la chiesa della commemorazione del Kaiser Guglielmo che si trova all'inizio del Kurfurstendamm, il viale commerciale della capitale tedesca. Le modalita' dell'attacco ricordano quelle dell'attentato del 14 luglio scorso a Nizza, quando 86 persone furono uccise dal tir guidato da un estremista islamico

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