Ma Kobane non interessa a nessuno

Nonostante i raid Washington non la considera strategica e Ankara teme un'infiltrazione del Pkk: il destino della cittadina siro-turca è segnato

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La città siriana di Kobane, assediata dall'Isis e difesa dai curdi – Credits: BULENT KILIC/AFP/Getty Images

È la terza settimana di violenti combattimenti a Kobane, la città siriana vicina al confine turco, cinta d'assedio dai miliziani dell'Isis dal 16 settembre 2014. I raid aerei americani che si sono susseguiti nella notte e la strenua difesa  da parte delle milizie siro-curde hanno costretto le milizie islamiste a ritirarsi nuovamente nella parte orientale e sud-occidentale della città, ma secondo fonti citate dal New York Yimes, starebbero arrivando miliziani islamisti a dare manforte ai combattenti dell'Isis soprattutto nella zona settentrionale della città, a poche centinaia di metri dal confine turco. Le prospettive rimangono fosche.

 

Città non strategica
Il punto, al di là del risalto mediatico che sta assumendo questa battaglia, è che Kobane non è considerata strategica dagli americani, i quali puntano alle infrastrutture e ai centri di comando e di controllo dell'Isisi in tutta la Siria. Né la Turchia intende inviare truppe di terra nella città, né consentire ai militanti del Pkk, il gruppo guerrigliero curdo in Turchia di cui Le Unità di Autodifesa popolare curde operanti a Kobane sono considerate un'emanazione, di andare a combattere oltre confine per aiutare i loro fratelli sotto assedio. «La città è perduta» ha detto Erdogan che insiste con la comunità internazionale per la creazione di un corridoio umanitario al confine tra i due Paesi:  ad oggi sono già 172 mila - secondo l'agenzia Onu per i rifugiati, Unhcr - i profughi provenienti dalla zona di Kobane controllata dall'Isis nei campi in Turchia. E sono destinati a crescere.

Truppe curde abbandonate
Il Pentagono ha provato stamane a rassicurare l'opinione pubblica («Abbiamo informazioni secondo le quali le milizie curde controllano la gran parte di Kobane») ma è evidente che raid a parte il destino di Kobane, senza un massiccio intervento di terra, è segnato. Né risulta sufficiente l'eroica resistenza delle milizie curde rimaste in città, legate al Pkk, dotate solo di armi leggere e a corto di uomini, a fronte di un esercito islamico con uomini, armi pesanti e tank rubati all'esercito siriano durante la guerra civile.

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