8 luglio

Nella Chiesa di Sant'Antonio Abate di Feletto Umberto (Udine) familiari, conoscenti e semplici cittadini hanno voluto salutare un'ultima volta Cristian Rossi, il 47enne friulano ucciso nell'attentato terroristico di Dacca. La salma è arrivata dalla vicina camera ardente allestita in giornata in una sala del Palazzo Comunale, davanti alle bandiere a mezz'asta. Prima della cerimonia il Prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto, ha incontrato i familiari di Cristian. Ad accogliere la bara, sulla quale è stato posato un disegno delle due gemelline, le bimbe di tre anni figlie di Cristian e di sua moglie Stefania, anche tante autorità, tra cui la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, il parlamentare friulano Gian Luigi Gigli e molti sindaci con la fascia tricolore.

In centinaia hanno assistito anche alle celebrazioni dei funerali di Claudio Cappelli, il 45enne imprenditore tessile ucciso nell'attentato di Dacca in Bangladesh, presso la parrocchia di San Vito a Barzanò (Lecco). Una folla di persone si è stretta intorno ai genitori di Cappelli, Rosa e Massimo, alla sorella Valentina e alla moglie Valeria Beretta per testimoniare la loro solidarietà. Nel silenzio del cordoglio, tra le istituzioni civili e miliari cittadine, alle esequie ha partecipato anche Maurizio Lupi.

Anche a Torino si è svolto oggi nella parrocchia di Gesù Nazareno il funerale di Claudia D'Antona, l'imprenditrice 55enne assassinata nella strage di Dacca. A officiare la cerimonia mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo della città, insieme al parroco, padre Ottorino Vanzaghi e a don Luigi Ciotti. In chiesa i parenti più stretti della donna, tra cui il marito Giovanni Boschetti, scampato alla strage, e la sorella Patrizia, ma anche le autorità cittadine, a partire dal sindaco Chiara Appendino, oltre a centinaia di cittadini presenti per testimoniare la loro vicinanza alla famiglia D'Antona. Tra loro anche Lorenzo e Simone Barbero, marito e figlio di Antonella Sesino, la dipendente comunale uccisa nell'attentato al museo del Bardo.

Questa mattina, invece, è stata aperta nel Municipio di Catania la camera ardente per Adele Puglisi, la manager di 54 anni vittima, insieme agli altri otto italiani, della strage di Dacca. Per l'ultimo saluto da parte degli amici e dei parenti la camera ardente resterà aperta fino a stasera. I funerali, poi, saranno celebrati sabato 9 luglio alle 17 nella basilica Cattedrale di piazza Duomo.

7 luglio

Il lutto cittadino e un minuto si silenzio sono stati proclamati per domani a Torino nel giorno dei funerali di Claudia D'Antona. Il minuto di silenzio sarà osservato alle ore 14 e la sindaca Chiara Appendino lo celebrerà davanti al Municipio. La prima cittadina parteciperà poi alle esequie, alle ore 15.30 nella chiesa di Gesù Nazareno.

CHI SONO LE VITTIME DI DACCA

BANGLADESH, A DACCA LA STRAGE DELL'ISIS

Piedimonte Matese si è stretta attorno alla famiglia di Vincenzo D’Allestro, l'imprenditore ucciso, insieme ad altri otto connazionali, da un commando di terroristi a Dacca, in Bangladesh. Con un avviso affisso in città a Piedimonte Matese (Caserta) i familiari di Vincenzo D'Allestro, il 44enne manager tessile ucciso in Bangladesh, hanno invitato amici ed parenti a dirottare le offerte di danaro che avrebbero fatto durante i funerali alla Onlus Amici di Carlotta, che assiste bambini poveri per le strade di Dacca. È stato il vescovo di Alife-Caiazzo, monsignor Valentino Di Cerbo, a rivelare la circostanza durante l'omelia tenuta nella chiesa di Santa Maria Maggiore per i funerali di D'Allestro. "Con questo gesto - ha detto il vescovo - avete trasformato questa tragedia in speranza. Grazie a voi tanti bimbi di Dacca sorrideranno, così come ha sempre fatto in vita Vincenzo".

Intanto è giunta a Magliano Sabina (Rieti) la salma di Simona Monti, la 33enne reatina, incinta al quinto mese, uccisa a Dacca. Il feretro, avvolto dal tricolore, è stato accolto nella piazza principale del comune sabino dal sindaco Alfredo Graziani e dai rappresentati delle istituzioni locali. A impartire la benedizione è stato, ancora una volta, il fratello minore di Simona Monti, don Luca, parroco della diocesi di Avellino. La bara è stata poi portato a spalla fino alla cattedrale di San Liberatore dove domani, alle 18, si celebreranno i funerali.


 

6 luglio

Segni di torture, tagli provocati da armi affilate, forse machete, mutilazioni, tracce di proiettili e di esplosivo. È stata una morte lenta e atroce quella dei nove italiani uccisi in Bangladesh, anche perché non sono stati raggiunti dal colpo di grazia. È quello che hanno stabilito le autopsie eseguite oggi nel policlinico Gemelli di Roma.

Gli accertamenti sono stati eseguiti dall'equipe di medici legali guidati da Vincenzo Pascali e Antonio Oliva. I terroristi, secondo quanto si è appreso, hanno infierito sulle loro vittime in modo tale da non farle morire subito. Il pm Francesco Scavo, titolare degli accertamenti, ha firmato il nulla osta per la restituzione delle salme alle famiglie. Nei corpi di alcune salme sono stati trovati dei proiettili che ora saranno esaminati per risalire al tipo di arma usata.

5 luglio

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul piazzale di Ciampino, accanto ai familiari delle vittime di Dacca, in mezzo a loro, in attesa dei feretri. È questa l'immagine che più di ogni altra dà il senso di come il capo dello Stato ha deciso di testimoniare l'abbraccio dell'Italia per la terribile strage di venerdì scorso.

Una solidarietà che vuole essere anche concreta: "Ho preso con il presidente Mattarella - ha fatto sapere il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni - l'impegno a nome del governo ad assicurare che i benefici previsti dalla legge per le vittime del terrorismo si applichino ai nostri caduti all'estero. È un impegno doveroso di fronte a episodi come quello della strage di Dacca".


Gentiloni è stato accanto al capo dello Stato durante le lunghe operazioni di sbarco dei feretri (un'ora circa), al termine delle quali Mattarella si è fermato per un istante in raccoglimento davanti alle bare, un istante appena per poi lasciare subito spazio ai familiari, al loro dolore per l'ultimo saluto ai congiunti. Lacrime, abbracci, lo straziante saluto di don Luca Monti, il fratello di Simona, che ha baciato piangendo il feretro della trentenne che aveva da poco scoperto di aspettare un bambino.

E poi ancora, tra i familiari, una bimba con il suo vestito a fiori e un nastro tra i capelli ferma in attesa delle bare e Giovanni Boschetti, che è riuscito a salvarsi mentre sua moglie veniva massacrata e una giovane donna, con in mano una cornice con la foto di Cristian Rossi, il manager di 47 anni che aveva due gemelline di tre anni.

I corpi di Adele Puglisi, Marco Tondat, Claudia Maria D'Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D'Allestro, Maria Rivoli, Rossi, Claudio Cappelli e Simona Monti sono partiti in mattinata dal Bangladesh a bordo del Boeing 767 del XIV Stormo, mentre Mattarella era in volo verso Roma, dopo aver interrotto la sua visita in Messico. Arrivato a Ciampino, il presidente ha incontrato i familiari in forma privata, si è intrattenuto con loro, in una saletta riservata del 31/mo Stormo, nella zona militare dell'aeroporto di Ciampino. Poi l'arrivo delle salme, con le bare avvolte nel tricolore, che subito dopo sono state trasportate al Gemelli, dove, dopo il riconoscimento da parte dei familiari, inizieranno gli esami di rito: la tac e poi domani l'autopsia. L'Italia vuole infatti prendere parte attiva all'indagine.

Mentre dal Bangladesh arrivano le notizie di nuovi arresti, la procura di Roma sta preparando una richiesta, tramite rogatoria internazionale, alle autorità bengalesi per avere copia degli atti dell'inchiesta sull'attacco. E il pm Francesco Scavo, titolare degli accertamenti, potrebbe chiedere di interrogare l'unico superstite del commando arrestato. Il viaggio dei nove italiani uccisi dalla follia jihadista si concludera' nel paese di origine di ciascuno di loro, con i funerali in forma privata. (Ansa)


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