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Guerra in Siria, il 2017 l'anno più mortale per i bambini: i numeri Unicef

Le giovani vittime sono aumentate del 50% (910 morti e 361 feriti) e i ragazzini soldato sono triplicati rispetto al 2015. Ecco le cifre e le conseguenze

Saqba, Ghouta orientale

Simona Santoni

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Tra i sette anni di guerra in Siria, quello alle spalle è stato il peggiore per le sorti strazianti dei bambini siriani. E il 2018 non promette di essere migliore. Secondo un rapporto dell'Unicef, nel 2017 le morti infantili sono cresciute del 50% ed è triplicato il numero di bambini soldato. 

Ecco i dettagli. 

I numeri tragici del 2017 in Siria

Nel 2017 è stata registrata la morte di 910 bambini sirianiil 50% in più rispetto al 2016. Inoltre sono stati 361 i bambini feriti, molti diventati disabili. Una generazione di fanciulli che affronta quotidianamente il pericolo e la rovina psicologica. Cifre che smentiscono che la guerra, entrata ormai nell'ottavo anno, stia perdendo intensità.

 

Il 17% delle vittime ferite da armi esplosive sono bambini. Circa 3,3 milioni di bambini in Siria è esposto al pericolo di incorrere in esplosivi, fra cui mine, ordigni inesplosi e ordigni improvvisati.
Secondo l'Unicef i bambini con disabilità rischiano di rimanere esclusi e dimenticati. Nel Paese, sono oltre un milione e mezzo le persone che vivono attualmente con invalidità permanenti causate dalla guerra, fra cui 86.000 persone che hanno perso gli arti.

Inoltre, nel 2017, è stato reclutato per combattere un numero di bambini tre volte maggiore rispetto al 2015. Quasi 10mila bambini rifugiati siriani sono non accompagnati o separati, e molti di loro sono vulnerabili allo sfruttamento, compreso il lavoro minorile, per via della mancanza di documentazione legale. Quasi il 12% dei bambini sotto i 5 anni di età nella zona orientale di Ghouta soffre di malnutrizione acuta

Raggiungere i bambini bisognosi è stato molto difficile, secondo l'Onu: le richieste di fornire aiuti alle comunità dell'opposizione sono abitualmente negate e i convogli autorizzati a entrare sono spesso spogliati delle medicine essenziali. L'accesso degli aiuti umanitari è stato negato 105 volte solo nel 2017, anno segnato dagli assedi di Aleppo est e del Ghouta orientale, roccaforti dei ribelli anti-Assad.
Le strutture sanitarie, tra cui ospedali e ambulanze, sono state ripetutamente prese di mira nel Ghouta orientale, come capitato già altrove in Siria, in primis ad Aleppo. Solo nel 2017 ci sono stati 175 attacchi a centri sanitari ed educativi.

Il 2018 non meno nero

Se il 2017 è stato drammatico, il 2018 potrebbe essere addirittura peggiore. Soltanto nei primi due mesi dell'anno, si stima che siano stati uccisi o feriti 1.000 bambini

In questi primi mesi c'è stata una brusca escalation di violenze a Idlib, nel Ghouta orientale alla periferia di Damasco e ad Afrin al confine turco: il regime siriano, sostenuto dalla Russia, ha messo sotto assedio Idlib e il Ghouta orientale, ancora in mano ai ribelli, mentre la Turchia ha lanciato un'offensiva contro l'enclave curda di Afrin
Solo nel Ghouta orientale, c'è una popolazione assediata di quasi 420.000 persone, metà delle quali bambini, che vive sotto i continui bombardamenti siriani e russi. 

Le conseguenze psicologiche

Tra i rischi più difficili da valutare, nel futuro della Siria, c'è l'effetto psicologico delle giovani generazioni che hanno trascorso almeno metà della loro vita in guerra, private di cibo, istruzione e assistenza sanitaria adeguata.

"Ci sono cicatrici addosso bambini e ci sono cicatrici dentro i bambini, che non saranno mai cancellate", ha detto Geert Cappelaere, direttore Unicef ​​per il Medio Oriente e il Nord Africa. "Proteggere i bambini una volta era universalmente abbracciato, in qualsiasi circostanza. Ora invece nessuna delle parti l'ha mai accettato". 


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