Rita Fenini

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Silente dal 1963, l'attività sismica del vulcano Agung, situato a nord-est di Bali, a poco più di 3.000 metri di altitudine, è aumentata progressivamente nell'ultima settimana (con una preoccupante impennata nelle ultime ore) con centinaia di tremori a segnalare una salita del magma, cosa che fa temere un’eruzione in qualsiasi momento.

“La probabilità di un’eruzione è alta, ma è impossibile prevedere cosa accadrà“ -  ha dichiarato un portavoce della protezione civile - e nella speranza di evitare la strage dell'ultima eruzione di Agung (nel 1963 ci furono 1.200 vittime), le quasi cinquantamila persone che vivono vicino al cratere sono state portate in campi di ricovero provvisorio sparsi in varie località, ad almeno 12 chilometri di distanza dal vulcano. Alcuni si sono trasferiti nella vicina isola di Lombok.

Nei centri di ricovero, che la gente raggiunge di notte e di giorno, a piedi o con mezzi di fortuna, con auto e camion stipati di generi di prima necessità, gli sfollati (tra cui moltissimi anziani, donne e bambini) si preparano ad affrontare un lungo periodo di "soggiorno obbligato": l'agenzia nazionale per la gestione dei disastri, che sta cercando di procurarsi 500mila maschere per sopravvivere alla cenere, prevede infatti che l'emergenza potrebbe durare anche un mese.

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