Strage a Parigi
Esteri

L'Europa ha sbagliato e ora si ritrova il nemico in casa

La tesi di Amer al Sabaileh, analista strategico ed esperto di terrorismo, che condanna l'Ue per la concessione di asilo politico a molti leader jihadisti

La terrificante serie di attentati di venerdì 13 novembre 2015 a Parigi ci fa pensare a quanto l'Europa sia vulnerabile e a quanto suonino premonitrici molte delle analisi espresse a gennaio 2015, dopo gli attentati di Charlie Hebdo. 
Come questa intervista pubblicata il 7 gennaio 2015:

"Di fronte alla minaccia terroristica l'Europa ha sbagliato e adesso ne sta pagando le conseguenze". Sono le parole di Amer al Sabaileh, analista strategico giordano ed esperto di terrorismo. Raggiunto telefonicamente da Panorama.it, ha commentato la strage di Parigi e l'uccisione di 12 persone presso la sede della rivista satirica Charlie Hebdo

Recentemente lei è stato a Parigi e ha incontrato dei funzionari governativi. Si aspettavano un attacco terroristico in territorio francese?

Pur essendo attenti e svegli, l'impressione che ho avuto è che le autorità stessero sottovalutando i rischi per la sicurezza. Parlo del rischio interno, quello forse più grosso rispetto al rischio esterno, rappresentato dai cosiddetti "lupi solitari".

Chi sono i "lupi solitari"?

Negli ultimi dieci anni, dall'attentato alle Torri in poi, l'intelligence si è concentrata sul prevenire o fermare operazioni terroristiche altamente sofisticate, ma nel frattempo le organizzazioni del terrore hanno modificato la loro strategia. Basti guardare a come si muove lo Stato islamico, l'Isis.

Non c'è più una centralizzazione delle operazioni, ma il potere è nelle mani dei singoli individui, che scelgono di combattere per la loro guerra singolarmente, con mezzi e armi semplici, come un coltello o una pistola, oppure una macchina per falciare dei pedoni, come è già successo poco prima di Natale in Francia.

Un attacco terroristico oggi è molto più semplice da organizzare. Il gruppo originario - come l'Isis - lancia l'appello a combattere e i "lupi solitari", i singoli, si organizzazno come vogliono e possono sul loro territorio. Il terrorista di oggi non viene necessariamente da fuori, ma nella maggior parte dei casi ha un passaporto occidentale, è nato in occidente e ha frequentato scuole occidentali. Ecco perché è ancora più difficile riuscire a scovare i possibili autori delle stragi.

Che cosa sta facendo l'Europa per impedire che stragi come quella della rivista Charlie Hebdo capitino ancora?

L'Europa finora ha sbagliato. Ha confuso il tema dei diritti umani con i rischi del terrorismo.

Cioè?

Quando la Gran Bretagna dà asilo politico a un certo Abu Hamza al Masri, leader di Al Qaeda (arrestato nel 2004 mentre predicava in una moschea a Londra ndr) allora la minaccia dall'esterno arriva all'interno. Per applicare le norme che tutelano i diritti umani si dà asilo a dei terroristi. E non è successo solo in Gran Bretagna, ma anche in molti altri Paesi europei. I diritti umani sono sacrosanti, ma non si può proteggere al proprio interno dei terroristi, che fomentano l'odio e che manipolano le generazioni future con l'ideologia fondamentalista. In Europa esistono centinaia di oragnizzazioni islamiche che si professano moderate, ma che in realtà non lo sono.

A cosa o a chi si riferisce?

Parlo di tutte quelle associazioni che si nascondono dietro la faccia dell'islam moderato, ma che poi fiancheggiano il terrorismo. Associazioni benefiche o culturali, banche d'affari e società che sono apparentemente integerrime, ma che in realtà ripuliscono il denaro sporco. Tutte queste società e organizzazioni risiedono tranquillamente in Europa e in molti casi sono legate alla lunga mano dei Fratelli Musulmani.

Ma non possiamo però affermare che dietro ogni organizzazione culturale islamica ci siano i Fratelli Musulmani e il terrorismo

Certo che no, ma è anche vero che la maggior parte di queste organizzazioni indossano una maschera e si presentano in Europa in modo diverso da quello che sono in realtà, nascondendo benissimo i loro reali obiettivi. Insomma, l'Europa si ritrova con il nemico in casa, e questo nemico è stato ben protetto e aiutato dall'Europa stessa negli ultimi anni.

Crede che quello di Parigi sia il primo di una serie di attentati o è un caso isolato?

Tutti i Paesi europei sono a rischio. La Francia, la Gran Bretagna, l'Italia, la Germania e i Paesi del Nord. L'Europa deve affrontare in maniera seria questo problema e deve farlo al più presto. Altrimenti, si verificheranno ancora stragi come quella di Parigi. Ci sono individui che godono di diritti civili e politici in Europa che producono quotidianamente cultura dell'odio verso l'Occidente. E' arrivato il momento di ammettere che il modello di integrazione europea nei confronti degli islamici è fallito e bisogna pensarne uno nuovo. 

E come si fa?

Affrontare tutto questo non è semplice, ma bisogna cominciare a dire basta all'ipocrisia tipica dell'Europa che finora ha protetto persone coinvolte in operazioni terroristiche. Altrimenti continueremo a dover elencare il numero dei morti, senza iriuscire a impedire che vengano uccisi. 



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