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Attentato a New York: chi è Akayed Ullah, il bengalese ispirato dall’Isis

Il 27enne lupo solitario ha detto di aver agito per vendetta, ma ancora non è chiaro nei confronti di che cosa

Akayed Ullah

Redazione

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Un giovane lupo solitario alquanto maldestro, probabilmente ispirato dall'Isis e animato dal desiderio di vendetta: è il profilo di Akayed Ullah, 27 anni, l'immigrato bengalese arrestato per la bomba artigianale che aveva indosso ed esplosa nell'affollato terminal di Port Authority, nel cuore di Manhtattan, a due passi da Times Square.

Ullah, rimasto ferito nella deflagrazione insieme ad altre tre persone, è ora ricoverato in condizioni non gravi al Bellevue Hospital di New York.

Un movente poco chiaro

Fonti di polizia hanno riferito ai media Usa che Ullah sarebbe stato ispirato dall'Isis ma che non avrebbe contatti con il gruppo terrorista. "Ho agito per vendetta", avrebbe detto agli investigatori dell'Fbi. "Hanno bombardato il mio Paese e volevo fare del male qui", avrebbe poi affermato l'attentatore, anche se non è chiaro a quali bombardamenti possa essersi riferito dato che il Bangladesh è un alleato degli Usa.

Secondo altre fonti avrebbe motivato il suo gesto citando le azioni di Israele contro la popolazione di Gaza, dopo il controverso annuncio di Donald Trump su Gerusalemme capitale. Il gruppo mediatico Maqdisi (filo Isis) ha già suggerito tale legame.

Il capo della polizia di Ny, James O'Neill, si è limitato a dire che Ullah "ha fatto delle dichiarazioni ma non ne parleremo oggi". Nel frattempo l'Fbi scava nella sua vita e setaccia la sua casa.

Dai taxi al materiale elettrico

Il giovane è entrato negli Usa con i suoi genitori e i suoi fratelli nel febbraio del 2011 con un visto da immigrato, ottenendo poi una residenza permanente americana. Viveva a Brooklyn e dal marzo 2012 al marzo 2015 aveva avuto una licenza come tassista di auto a noleggio, non per gli iconici yellow cab di Manhattan e neppure per Uber, come emerso in un primo momento. Quello di taxi driver è comunque uno dei lavori più frequenti per gli immigrati.

Poi era finito a lavorare per un'azienda che si occupa di materiale elettrico e avrebbe costruito l'ordigno proprio nel luogo di lavoro. In modo maldestro, come dimostra l'esplosione, forse prematura o solo parziale della bomba.

Comunque al momento i dettagli sulla sua vita sono ancora scarsi per poter mettere a fuoco meglio la sua figura. Per ora sembra un lone wolf come l'attentatore di Chelsea, Ahmad Rahami, 28 anni, cittadino americano di origini afghane accusato per le bombe in New Jersey e a New York (31 feriti) esplose nel settembre 2016. O come Sayfullo Saipov, l'uzbeko di 29 anni autore della strage di Halloween, a sud di Manhattan, il 31 ottobre scorso (8 vittime).

La connection bengalese

Secondo la polizia locale, non aveva alcun precedente in Bangladesh, che aveva visitato per l'ultima volta lo scorso 8 settembre. Un Paese a maggioranza musulmana sicuramente non estraneo al terrorismo, come dimostra l'attentato del luglio 2016 in un ristorante di Dacca, dove morirono 20 persone, tra cui 9 italiani. Qui da anni, l’estremismo islamico uccide blogger e attivisti laici.

Dal 2015, soltanto l’Isis ha rivendicato 27 attentati e anche Al Qaeda è molto attiva nel Paese.

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