Un altro attentato insanguina Donesk

13 morti alla fermata del bus: filorussi e ucraini si accusano a vicenda mentre imperversa la battaglia per la presa dell'aeroporto

 

Almeno tredici persone sono morte e decine sono rimaste ferite in seguito ad una serie di  colpi di mortaio che hanno centrato la fermata di un tram nel quartiere Leninski di Donetsk, roccaforte dei separatisti filorussi. Secondo i testimoni oculari citati dall'agenzia dei ribelli 'Dan-news Info', la fermata sarebbe stata colpita da cinque presunti colpi di mortaio mentre stava passando un tram e un filobus, che ha preso fuoco, insieme ad un'auto di passaggio. Secondo un rappresentante del ministero della difesa dell'autoproclamata repubblica di Donetesk, Eduard Basurin, ci sono nove morti e nove feriti. La tv Rossia 24 mostra un bus distrutto da un ordigno, cadaveri alla fermata e dentro lo stesso bus. L'Ucraina ha accusato i separatisti filorussi, che a loro volta accusano Kiev. Il massacro segue di poche ore l'appello congiunto lanciato nella notte, al termine della riunione a Berlino tra i ministri degli Esteri di Ucraina, Russia, Germania e Francia, per la cessazione delle ostilità nell'est del Paese.

Battaglia all'aeroporto
Il ministero della Difesa ucraino ha dichiarato stamane che parte degli edifici dell'aeroporto di Donetsk e del territorio attorno allo scalo rimangono sotto il controllo dell'esercito di Kiev, nonostante il battaglione di volontari Azov, che combattono a fianco delle forze ucraine, avessero comunicato che i militari di Kiev avevano abbandonato l'aeroporto. I separatisti filorussi dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk dicono invece che lo strategico aeroporto-teatro di combattimenti incessanti è sotto il loro controllo. Secondo le autorità di Kiev, nelle ultime 24 ore sono morti almeno 10 soldati nella parte orientale dell'Ucraina, sei dei quali proprio negli scontri per il controllo dell'aeroporto.



L’esercito di Kiev avanza a Donetsk
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