Esteri

Attacchi acustici: il sospetto di una nuova arma contro i diplomatici Usa

Malesseri e problemi di udito avvertiti da almeno due impiegati a Guangzhu, in Cina, ma anche a Cuba, due anni fa. Il governo americano indaga

Rumore

Marta Buonadonna

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Chissà se Kim Jong-un smantellerà davvero il suo arsenale nucleare dopo l'incontro con il presidente americano Trump. Nel frattempo nuove armi, più subdole e meno facili da stanare potrebbero essere all'opera contro la diplomazia americana all'estero. Il caso più recente ha riguardato un paio di impiegati del consolato americano a Guangzhou, in Cina, che avevano lamentato malesseri con sintomi simili a quelli di chi ha subìto un trauma cranico, uniti a una sensazione di pressione e alla percezione di strani rumori.

Da Cuba alla Cina

Anche i familiari dei due impiegati sarebbero stati sottoposti a degli esami medici. Secondo quanto riporta il New York Times, non si sa di preciso quante siano le persone che manifestano sintomi, ma una portavoce del Dipartimento di Stato ha detto mercoledì sera che "un numero di individui" è stato inviato negli Stati Uniti per ulteriori test.

Non è la prima volta che diplomatici americani soffrono di un simile malessere. Era già accaduto a Cuba due anni fa, quando un certo numero di impiegati dell'ambasciata Usa all'Avana avevano subìto una perdita dell'udito. Dopo mesi di indagini, funzionari americani ipotizzarono che i diplomatici fossero stati esposti a un dispositivo avanzato che operava al di fuori della gamma del suono udibile, posizionato all'interno o all'esterno delle loro case.

All'epoca vennero formulate varie ipotesi: che si trattasse di un attacco diretto contro gli Stati Uniti, pochi mesi dopo la riapertura dei rapporti voluta dal presidente Obama nel 2015, ma anche che potesse invece essere un attacco da parte di un paese terzo, scontento proprio di questo ricucito rapporto tra i due ex nemici.

Nello stesso periodo anche un diplomatico canadese a Cuba fu curato per gli stessi sintomi, e in particolare una consistente perdita dell'udito. In tutti i casi fu specificato che non c'erano ragioni per temere che qualcosa di simile potesse succedere a normali cittadini americani o canadesi in visita nel paese. Il che sta a significare che entrambi i governi sospettavano che si trattasse appunto di attacchi mirati ai propri diplomatici, eseguiti con misteriose armi soniche.

La risposta del governo Usa, che fu costretto a richiamare a casa i suoi diplomatici colpiti, fu di espellere due diplomatici cubani dall'ambasciata di Cuba a Washington. Il Ministero degli Esteri cubano rispose piccato che la decisione era "ingiustificata e priva di basi". E che "Cuba è universalmente considerata una destinazione sicura per turisti e diplomatici stranieri, compresi i cittadini americani".

Cosa dice la scienza

Ma davvero un suono che l'orecchio non percepisce è comunque in grado di danneggiarlo? La ricerca scientifica sull'argomento è a dir poco scarna, ma esiste uno studio del 2014 condotto all'Università di Monaco, in Germania, secondo il quale ascoltare anche solo 90 secondi di suono a bassa frequenza può cambiare il modo in cui l'orecchio interno funziona per diversi minuti dopo la fine del rumore.

Gli esseri umani possono generalmente percepire suoni a frequenze tra 20 e 20.000 hertz (Hz), e la gamma si restringe man mano che si invecchia. E' noto che l'esposizione prolungata a rumori forti all'interno della gamma udibile può causare col tempo una perdita dell'udito. Più difficile era stabilire l'effetto dei suoni con frequenze inferiori a circa 250 Hz: questi suoni a bassa frequenza tendono ad essere non udibili o appena udibili, e le persone non sempre si rendono conto di esservi esposti. Sul fatto che questa esposizione possa causare danni, lo studio però non dava risposte conclusive.

Allerta del governo

Dopo l'episodio cinese la reazione del governo Usa è stata quella di diramare un'allerta rivolta ai propri cittadini che si trovano a Guangzhou. Vi si spiega brevemente che un impiegato del governo Usa in Cina ha riportato "sensazioni lievi e vaghe, ma anormali, di suono e pressione" delle quali ancora non si conosce la causa. Né si è a conoscenza di altri eventi simili in altre parti della Cina, sia all'interno della comunità diplomatica sia al di fuori di essa.

Le persone che hanno avuto sintomi o problemi medici durante o dopo una permanenza in Cina sono invitate a rivolgersi a un medico. Inoltre l'allerta invita coloro che dovessero "sperimentare qualsiasi insolito acuto fenomeno sensoriale o acustico accompagnato da suoni insoliti o da rumori penetranti" a "non tentare di localizzare la loro fonte". Il consiglio è invece di "spostarsi in una posizione in cui i suoni non sono presenti".

Giochi da spie

Un ricercatore dell'Università del Michigan, Kevin Fu, qualche mese fa ha sostenuto di aver trovato la soluzione al mistero delle armi soniche cubane (gli episodi cinesi non erano ancora avvenuti). Non si tratterebbe affatto di armi usate per nuocere alla salute dei diplomatici, ma più probabilmente di strumenti utilizzati per spiarli. La presenza di due fonti di ultrasuoni - come i dispositivi di ascolto - posizionate troppo vicine potrebbe generare interferenze e provocare i suoni intensi e fastidiosi descritti dalle vittime.

A quanto pare questa spiegazione non ha soddisfatto il governo Usa che ad oggi sostiene di non conoscere la causa dei malesseri e dichiara che le indagini per stabilirla sono tuttora in corso.

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