Redazione

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Tre giorni di lutto nazionale in Iraq per le vittime del sanguinoso attentato-kamikaze che nella notte tra sabato e domenica ha lasciato oltre 200 morti in una zona commerciale di Baghdad.

L'attentato, il più letale nella capitale irachena dallo scorso anno, ha evidenziato per l'ennesima volta l'incapacità del governo di mettere in atto misure di sicurezza efficaci.

Il premier Haider al-Abadi, che domenica si è recato sul luogo dell'attentato, è stato pesantemente contestato dalla folla: il convoglio delle auto è stato preso di mira dal lancio di sassi e scarpe.

Ha comunque annunciato la revisione di alcune misure di sicurezza. L'esplosione è avvenuta intorno all'01:00 ora locale di domenica (quando in Italia era ancora la mezzanotte di sabato), di fronte a un notissima gelateria, Jabar Abu al Sharbat, nel quartiere di Karrada, bitato da una popolazione prevalentemente sciita.

La gelateria è la più popolare e antica della capitale irachena e in quel momento era affollatissima, come sempre accade durante il Ramadan, quando è abituale continuare le notti in strada in attesa del Suhur, l'ultimo pasto prima di tornare a digiunare il giorno dopo.

L'attentato ha provocato anche più di 200 feriti e danni ingenti alla strada principale di Karrada. Vari negozi e veicoli hanno preso fuoco o sono stati danneggiati dall'esplosione.

L'Isis, che già nel passato ha compiuto attentati a Karrada, ha rivendicato anche stavolta la sanguinosa azione, con un comunicato firmato Wilayat Baghdad (Provincia di Baghdad), in cui ha confermato che gli obiettivi erano gli sciiti.

Sempre domenica, un'altra autobobomba è esplosa nel popolare mercato di Shalal, nella zona di al Shabaab, anch'esso a maggioranza sciita. L'attentato ha causato la morte di un civile e ne ha feriti altri cinque. (AGI)

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