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Arabia Saudita: le foto più belle delle donne al volante

Alla mezzanotte del 24 giugno è caduto lo storico divieto che proibiva alle donne di guidare la macchina e loro hanno festeggiato così

Arabia Saudita, le prime foto delle donne al volante

Barbara Massaro

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Quante donne, alle nostre latitudini, tornano a casa dopo una giornata tra casa, ufficio, figli e palestra e buttano le chiavi della macchina sulla mensola del soggiorno ansiose solo di togliersi dalla pelle il traffico della città, il suono dei clacson, le file al distributore di benzina e la fatica a parcheggiare. 

Succede spesso e a chiunque e questo accade perché guidare la macchina è tutto tranne che un diritto da conquistare.

Anche in Arabia Saudita le donne possono guidare

Eppure non per tutte le donne al mondo è così. In Arabia Saudita alla mezzanotte del 24 giugno 2018 decine di donne hanno finalmente preso la propria auto e si sono messe al volante festeggiando con allegri carosello la conquista della libertà di muoversi in macchina da sole

 

Le donne saudite devono dire grazie al potente principe ereditario Mohammed bin Salman, l'uomo che con il piano di sviluppo Vision 30 sta introducendo tutta una serie di modernizzazioni in Arabia Saudita atte a far sì che il Paese possa essere traghettato verso un futuro più moderno e meno vincolato al business del petrolio.

Dove guarda la nuova Arabia Saudita

Parlando di "Islam moderato e tollerante aperto al mondo e a tutte le religioni" Bin Salman in realtà apre le porte agli affari con l'Occidente interessato a investire in Arabia Saudita anche in settori che non hanno a che fare con il petrolio.

E', ad esempio, il caso dell'industria cinematografica. Dopo 30 anni i cinema hanno aperto di nuovo i battenti attirando l'attenzione del settore entertaiment che potrebbe investire sia in produzione sia in distribuzione.

Lo stesso vale per l'industria automobilistica. L'apertura nei confronti della possibilità che le donne guidino la macchina oltre ad attirare la simpatia di chi difende i diritti civili spinge anche le case automobilistiche a realizzare una serie di offerte a misura di (ricca) donna saudita alle prime armi con i motori. Vetture full optional, dal design accattivante, con cambio automatico o computer di bordo che aiuta in manovra.

L'entusiasmo delle donne

Al di là della quantità di livelli politici, economici e sociali in cui si può leggere il progetto Vision 30 quel che è certo è che le donne saudite hanno accolto con entusiasmo la novità.

In tante, poco dopo la mezzanotte, hanno twittato e condiviso foto e video delle prime esperienze al volante. Tra di loro c'è Salmar Almogren, conduttrice di talk show e scrittrice, che ha cinguettato: "È la sensazione più bella del mondo. Posso guidare fino a lavoro, accompagnare i miei figli, visitare il mio paese".

L'ostetrica Roa Altaweli è stata intervistata dalla BBC durante il suo primo viaggio da guidatrice da casa all'ospedale dove lavora e ha detto: "In questo primo giorno le strade sono tranquille: è un giorno di vacanze estive per gli studenti. Non male per delle neo guidatrici ansiose".

La donna aveva già preso la patente all'estero per motivi lavorativi, ma in Arabia Saudita non si era mai potuta mettere al volante. La Altaweli ha riflettuto sull'importanza di questa novità per lei e le sue colleghe: "Finalmente potremo andare ad aiutare le donne che partoriscono in casa senza cure mediche - ha detto - rischiando la propria vita e quella del proprio bambino". 

La lunga strada verso la libertà

Certo che la strada che le donne saudite hanno da percorrere prima di uscire da uno stato di sudditanza e sottomissione è ancora lunga e complessa.

In questi giorni, per esempio, sette attiviste per i diritti sono state arrestate e le donne ancora non possono viaggiare da sole, frequentare le scuole superiori o essere sottoposte a cure mediche senza il consenso di un tutore maschile che sia il padre, il marito, un fratello o persino un figlio maschio.

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