Redazione

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Almeno 7 soldati turchi sono rimasti uccisi nell'esplosione che in mattinata ha colpito un convoglio militare nella strada che collega Diyarbakir e Bingol, nel sud-est a maggioranza curda, dove da mesi sono in corso scontri tra esercito e Pkk. Lo riferiscono media locali.

Intanto, è stato identificato l'autore dell'attentato suicida di ieri ad Ankara, che ha causato decine di morti anche tra i civili (in serata se ne contavano 28 ma potrebbero aumentare) e almeno 61 feriti. Si tratta di Salih Necar, un cittadino siriano entrato di recente in Turchia come profugo e ritenuto vicino alle milizie curde attive in Siria.

Lo ha riferito la Cnn Turk, citando fonti dell'ufficio del governatore locale. L'esercito di Ankara in un comunicato, in cui condanna l'attacco come "spregevole e ignobile", parla di autobomba esplosa appena un convoglio militare che trasportava un gruppo di soldati si è fermato a un semaforo nella zona centrale di Kizilay, a circa 300 metri dal Parlamento turco e dal quartier generale dell'esercito.

"Stiamo indagando", sono state le prime parole del premier turco Ahmet Davutoglu dopo l'esplosione. L'azione non è stata rivendicata ma si sospetta di un'azione del Pkk.

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha espresso profonda commozione e solidarietà al popolo e al governo turco per l'attentato. Gentiloni sarà domenica in missione in Turchia proprio nella capitale Ankara.

Solo a gennaio un attentato aveva colpito sempre la Turchia ma nella città di Istanbul. A pochi metri dalla Moschea Blu, in pieno centro turistico, un kamikaze si è fatto esplodere causando la morte di 10 persone.

Mentre il 10 ottobre scorso si era verificato l'attentato più sanguinoso mai subito dalla Turchia: l'esplosione coordinata di due bombe all'uscita della stazione centrale della capitale che causò 102 morti e oltre 400 feriti tra i manifestanti contro la guerra del governo al Pkk.

 
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