Esteri

Anche Georgina Chapman si può considerare "vittima" del sistema Weinstein?

Per la prima volta parla l'ex moglie del produttore che dice: "Io non ho mai sospettato di nulla"

Georgina Chapman

Barbara Massaro

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Ottobre 2017. Georgina Chapman, stilista e moglie del numero 1 di Hollywood, il potente produttore Harvey Weinstein, si trova tra le mani una copia del New York Times. In prima pagina c'è il volto di suo marito e padre dei suoi figli. C'è scritto che l'uomo che ha sposato nel 2007 avrebbe molestato sessualmente una donna, Rosa Mc Gowan.

I fatti risalgono al periodo precedente al loro matrimonio, ma Georgina è confusa, non capisce. E' sotto choc. Choc che nei giorni successivi si moltiplica mentre le donne che accusano il produttore di averle molestate arrivano a essere 70.

Sotto choc

La Chapman non riesce più a mangiare, perde 5 chili in pochi giorni e capisce che l'unica cosa importante è salvare i suoi figli. Se ne va di casa, chiede il divorzio da Harvey e tace. Tace con i giornali, con le televisioni, persino con gli amici che le chiedevano come stesse e se mai avesse avuto il sospetto di quello che suo marito faceva mentre lei lavorava (è co-fondatrice del marchio Marchesa) e cresceva India e Dash. E' stata zitta per sette mesi Georgina Chapman, ma oggi ha scelto di rompere il silenzio concedendo una lunga intervista a Vogue America

"A me la mia vita piaceva - ha dichiarato - e non ho mai sospettato di nulla". Ma come? Dice qualcuno. L'intera Weinstein Company era al corrente della condotta di Harvey e non la donna che - ufficialmente - condivideva con lui le lenzuola?

Possibile che non sapesse?

"Conducevo un'esistenza un po' naif - aggiunge la stilista che poi, a proposito della scoperta della verità dice - La mia testa girava all'impazzata. Ed è stato difficile perché il primo articolo era relativo a un arco temporale molto precedente a quando noi ci siamo incontrati, quindi c'è stato un momento in cui non potevo prendere una decisione informata. Le storie poi si sono susseguite e ho capito che non si trattava di un incidente isolato. Sapevo che dovevo andare e portare i bambini via da tutto questo".

E pensare che, secondo una testimonianza dell'autista di Weinstein, una notte di qualche anno fa mentre Georgina riposava nella stanza di un'albergo incinta di uno dei figli del produttore, lui, l'orco, era accanto a molestare una modella di 25 anni che gli diceva: "Ti prego non mi fare male".

Di cosa parlavano i coniugi Weinstein? Possibile che una donna intelligente e sveglia come la Chapman non abbia mai sospettato di nulla? Del viagra nascosto nel cruscotto della macchina? Delle scorte di preservativi? Dell'odore laido della violenza che Weinstein portava a casa?

Lei giura che no. Non sapeva nulla. "Non voglio essere vista come una vittima - dice ancora a Vogue - perché non penso di esserlo. Sono una donna in una situazione orrenda, ma non unica".

La doppia vita di Harvey

Ma allora chi era davvero Harvey Weinstein? E' possibile che un uomo capace di molestare 70 donne poi tornasse a casa e fosse un marito amabile e un padre presente? C'è qualcosa nella testimonianza della Chapman che non torna.

Ora lei dice: "Ho momenti di rabbia, momenti di confusione, momenti di incredulità. E ci sono momenti in cui semplicemente piango per i miei figli. Come saranno le loro vite? Cosa dirà loro la gente? Vogliono bene al padre. Lo amano. È insostenibile per loro".

Georgina si è affidata a un buon terapeuta che la sta aiutando a trovare il bandolo della matassa in questo intreccio di relazioni, sentimenti, cose non dette e non viste. "Mi sono sentita così umiliata e così distrutta" ha spiegato a Vogue la stilista rendendosi conto che forse il vero problema è stato che non c'è peggior sordo di chi non vuole ascoltare.

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