Redazione

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Un commando di dieci talebani fortemente armati è entrato in modo rocambolesco nell'aeroporto di Kandahar City, il secondo dell'Afghanistan, prendendo numerosi ostaggi e tenendo testa per oltre 20 ore alle forze di sicurezza afghane in uno scontro che si è concluso oggi con un bilancio, forse non ancora definitivo, di 37 morti, tra militari e civili, a cui vanno aggiunti 9 miliziani, per un totale di 46 persone, e decine di feriti.

La forza simbolica dell'attacco
L'operazione, rivendicata dall'Emirato islamico dell'Afghanistan, ha avuto un significato fortemente simbolico. Primo perché avvenuta nella città che ha dato i natali ai talebani. E secondo perché in coincidenza con lo svolgimento a Islamabad della 5a Conferenza ministeriale Heart of Asia, frutto del cosiddetto Processo di Istanbul che si propone di rendere praticabile una soluzione pacifica del conflitto afghano.

L'operazione militare
Per entrare senza problemi nello scalo, una delle strutture più protette dell'Afghanistan, i militanti hanno indossato divise dell'esercito afghano che probabilmente hanno tratto in inganno i sorveglianti. I quali, tuttavia, potrebbero essere stati collusi con gli autori dell'attacco, data la incredibile facilità con cui l'ingresso è avvenuto.

Al riguardo il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha inviato ai media una foto in cui si vedono i membri del commando vestiti di tutto punto con divise militari ed armi afghane. E subito dopo, un video in cui gli stessi dieci indossano invece tuniche bianche.

Minacce contro Obama e gli USA
Nel video uno dei talebani proferisce minacce contro gli Usa e, in particolare, contro il presidente Barack Obama. "Obama - è la traduzione - ha detto che le sue forze rimarranno in quattro basi, Bagram, Kandahar, Jalalabad e Kabul, fino al 2017. Pensa forse che saranno sicure? Noi non lo permetteremo". Quindi si vede l'uomo estrarre un pugnale e puntarlo contro la telecamera, rivolgendosi in inglese al presidente americano: "Questa è la mia missione e tu non sarai sicuro in Afghanistan e non lo sarà il tuo esercito. Colpiremo ovunque vadano le tue truppe".

Gli ostaggi
Una volta penetrati nella base, parte dei militanti si sono diretti verso una scuola, mentre altri hanno occupato abitazioni civili ed uffici amministrativi dove hanno catturato un numero imprecisato di ostaggi, usati poi come scudi in modo da rendere problematica la controffensiva delle forze di sicurezza afghane. Da queste posizioni, hanno informato fonti della sicurezza, i talebani hanno sparato a lungo contro gli edifici della zona militare che ospita la missione Nato Resolute Support.

Un portavoce Usa ha assicurato al riguardo che nessuno dei 2.000 militari stranieri operanti a Kandahar "manca all'appello". Infine, in serata il ministero dell'Interno ha diramato un comunicato in cui ha giustificato i tempi della risposta dell'esercito afghano che "ha condotto le operazioni nell'area con cautela, per non causare alcun danno ai civili" ed ha avvertito che un bilancio definitivo delle vittime sarà diffuso "più tardi". (ANSA)

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