Volkswagen e le altre maxi multe alle multinazionali
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Volkswagen e le altre maxi multe alle multinazionali
Economia

Volkswagen e le altre maxi multe alle multinazionali

La casa d'auto tedesca non è la sola a rischiare una sanzione monstre. Ad essere colpite negli scorsi anni, banche, società petrolifere e colossi hi-tech

La Volkswagen non è l’unica multinazionale che rischia una multa monstre con importanti conseguenze sui conti della società e sui lavoratori.

SCANDALO VOLKSWAGEN: TUTTI I NUMERI DELLA TRUFFA SUI DIESEL

Ad essere pesantemente sanzionati dalle autorità americane ed europee negli scorsi anni sono state anche compagnie petrolifere, banche e colossi dell'hi tech.

Di seguito i casi più eclatanti.

Volkswagen

La truffa sui motori diesel potrebbe costare al gigante di Wolfsburg 18 miliardi di euro tra multe e cause civili negli Usa.

Lo scandalo potrebbe estendersi in tutto il mondo (Europa, Australia e India) dove sono stati avviati accertamenti e non sono escluse azioni legali nei confronti della Volkswagen.

British Petroleum

La British Petroleum a luglio ha accettato di pagare la cifra record di 18,7 miliardi di dollari agli USA come indennizzo per i danni causati cinque anni fa dall'esplosione di una piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico.

L'incidente del 2010 provocò la morte di 11 persone e il più grave disastro ambientale della storia americana, quando nell'arco di 87 giorni si riversarono in mare milioni di barili di petrolio.

Google

Lo scorso aprile a finire nel mirino delle autorità, questa volta in Europa, è il gigante americano del web Google che rischia una sanzione da 6 miliardi di euro.

Esperti dell'Antitrust Ue, secondo le indiscrezioni del Wall Street Journal, si sono detti certi che verrà aperto presto un procedimento contro la società di Montain View.

Le grandi banche

Quest'anno le autorità USA hanno comminato una maxi multa da 5,7 miliardi di dollari contro le cinque banche più grandi del mondo accusate di aver manipolato i tassi di cambio.

Ad essere sanzionate dalle autorità di USA e Regno Unito sono state JP Morgan Chase, Citigroup, Barclays, Royal Bank of Scotland e UBS.

Due anni fa la Commissione Ue aveva sanzionato con una multa di quasi 2 miliardi di euro sei banche per aver creato un "cartello" sul mercato dei derivati: Deutsche Bank, Société Générale, RBS, JP Morgan, Citigroup e Martin Brokers.

Credit Suisse

Il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti nella primavera del 2014 ha dato un giro di vite alle inchieste sull'evasione fiscale.

Sul banco degli imputati il colosso elvetico Credit Suisse, che ha pagato una sanzione complessiva da circa 2,6 miliardi di dollari e ha ammesso la propria complicità nell'aver aiutato clienti americani a non pagare le tasse.

BNP Paribas

Nel 2014 la filiale americana di BNP Paribas è stata accusata dalla giustizia USA di aver infranto l’embargo con Iran, Sudan e Cuba, realizzando operazioni in dollari con questi paesi.

La sanzione coominata ammontava a 10 miliardi di dollari.

JP Morgan

JP Morgan Chase nel 2013 si è datta disposta a pagare fino a 13 miliardi di dollari per archiviare tutte le inchieste a suo carico collegate ai titoli garantiti da mutui.

I derivati nel mirino delle autorità americane sono connessi ai prestiti ad alto rischio, i mutui subprime, che JP Morgan Chase collocò tra gli investitori negli anni compresi fra il 2005 e il 2007. 

Sono gli stessi titoli che scatenarono la crisi finanziaria mondiale cinque anni fa portando al fallimento diverse banche, tra cui Lehman Brothers.

Microsoft

Le sanzioni da parte della Ue per abuso di posizione dominante nel 2012 e per non aver fornito ai clienti di Windows una vera libertà di scelta sono costate a Microsoft in undici anni oltre 2 miliardi di euro.

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