Unicredit, il trasloco che cambia Milano
Unicredit, il trasloco che cambia Milano
Economia

Unicredit, il trasloco che cambia Milano

Quattromila dipendenti spostati, 60 mila scatoloni e 21 sedi chiuse: che effetto fa il trasferimento dell’Unicredit nel nuovo grattacielo

L’ora finale del grande trasloco dell’Unicredit, iniziato nel febbraio scorso, scatterà martedì 15 ottobre, quando anche le due sale trading verranno trasferite nella nuova sede di Milano, a Porta Nuova. Sono serviti 60 mila scatoloni per spostare 4 mila dipendenti all’Unicredit Tower: le funzioni centrali della banca vengono così accorpate nei tre edifici costruiti dalla Hines Italia. La direzione generale, nella nuova piazza Gae Aulenti, è al vertice della Tower A, grattacielo progettato dall’architetto argentino Cesar Pelli su cui spicca, con i suoi 231 metri di altezza, la guglia più alta d’Italia.

La scelta dell’Unicredit di concentrare i suoi dipendenti milanesi nei nuovi edifici ha l’obiettivo di ridurre i costi: la banca taglia il numero delle sue sedi a Milano da 26 a 5 e prevede un risparmio annuo a regime sui costi immobiliari di circa 25 milioni di euro. Nelle nuove torri l’Unicredit è in affitto: i tre palazzi restano infatti di proprietà del gruppo Hines, nei cui fondi per Porta Nuova Garibaldi è entrato recentemente come investitore il Qatar. E soprattutto non si spreca spazio, tanto è vero che con il trasloco sono 55 mila in meno i metri quadrati utilizzati per gli uffici. L’Unicredit non lascia comunque tutte le sedi che aveva sparse per Milano: tra i palazzi che restano in uso c’è per esempio la sede storica in piazza Cordusio, che era già stata ceduta a fine 2008, insieme ad altri 71 immobili, a un fondo immobiliare gestito dalla Fimit. 

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