Unicredit e i 6 punti del piano di rilancio
SERGIO OLIVERIO / Imagoeconomica
Unicredit e i 6 punti del piano di rilancio
Economia

Unicredit e i 6 punti del piano di rilancio

Il 2013 si è chiuso con una perdita di 15 miliardi. Nel 2014 l'utile è previsto in 2 miliardi che diventeranno 6,6 nel 2018. Previsti 8.500 esuberi e 4,5 miliardi di investimenti

La Borsa ha subito festeggiato il piano 2014-2018 di Unicredit presentato oggi dall'amministratore delegato Federico Ghizzoni, che ha chiuso il 2013 con una maxi perdita di 15 miliardi dopo aver però accantonato su crediti 13,7 miliardi di euro (+46,8% anno su anno). Il rosso è dovuto a 9,3 miliardi di euro di rettifiche di valore dell'avviamento, a 7,2 miliardi di euro di accantonamenti aggiuntivi su crediti e a 699 milioni di euro di oneri di ristrutturazione, nell'ambito della riduzione dell'organico annunciata per i prossimi 4 anni.

Il dato è pesante, considerato che nel 2012 la banca aveva chiuso il bilancio con 865 milioni di euro di utile e considerato che Unicredit ha contabilizzato nel conto economico degli ultimi tre mesi del 2013 la plusvalenza generata dalla rivalutazione del 22,1% di Bankitalia detenuto in portafoglio per 1,4 miliardi di euro prima delle imposte. Sempre nel 2013, poi, grazie agli accantonamenti su crediti pari a 9,3 miliardi di euro, il rapporto di copertura dei crediti deteriorati del gruppo è salito al 52%, tornando a valori pre-crisi (2008) e posizionandosi come il migliore in Italia e in linea con i migliori in Europa.

Ma ora veniamo al futuro.

- RITORNO ALL'UTILE
Nel 2014 il gruppo prevede di tornare con il segno "più" davanti all'ultima riga di bilancio: 2 miliardi di euro di utile netto, nelle previsioni, risultato che dovrà triplicarsi entro il 2018 quando si dovrà arrivare a 6,6 miliardi di euro conun ritorno sul capitale tangibile del 13% e una percentuale di utile da distribuire sotto forma di dividendi del 40% in tutto il periodo del piano (pay-out medio).

- L'ONDATA DI ESUBERI
Sono previsti 8.500 esuberi entro il 2018. Di questi 5.700 saranno in Italia. I tagli annunciati, che in parte ricalcano quelli già previsti nel precedente piano al 2015, copriranno in Italia "tutti i settori della banca" e sono una "ipotesi di riduzione" che "sarà gestita, una volta concordata con i sindacati, con i soliti ammortizzatori sociali, quindi scivoli" e che "riprende quanto fatto in passato, dopo l'interruzione della legge Fornero"

- ESPANSIONE NELL'EST EUROPA
Nell'Europa Centrale e dell'Est Unicredit punta a ''investire nei mercati in crescita e a razionalizzare la presenza geografica'', aumentando l'allocazione di capitale sull'area dal 23 al 30% nell'arco del piano 2013-2018. La controllata ucraina di Unicredit, si legge in una nota, è stata messa in vendita con un impatto negativo di 600 milioni di euro in conto economico.

- INVESTIMENTI
Il piano prevede investimenti per 4,5 miliardi allo scopo di ristrutturare la rete e procedere alla digitalizzazione in Europa occidentale, sostenere la crescita nell'Europa Centrale e dell'Est e conseguire sinergie di gruppo. Sono previsti 1,3 miliardi di risparmi su costi, anche attraverso la riduzione dell'organico di cui sopra.

- PULIZIA
Unicredit ha separato un portafoglio "non core" di 87 miliardi di euro di crediti lordi, tutti italiani, che "sarà monitorato come business autonomo". Il portafoglio è composto per il 33% circa da crediti in bonis e per il 67% circa da crediti deteriorati, di cui più dell'80% originato prima del 2009. "L'obiettivo - ha spiegato l'amministratore delegato dell'istituto - è non solo di ridurre il totale del portafoglio da 87 a 33 miliardi di euro, ma anche di far ritornare clienti in bonis". Dopo il 2018, la restante parte del portafoglio "non core" rientrerà nella banca; in conseguenza di questo, il rapporto dei crediti deteriorati netti nell'intera regione italiana si ridurrà dal 12,4% nel 2013 al 6,7% alla fine del 2018.

- FINECO SI QUOTA
Fineco, la banca online del gruppo, sarà quotata in Borsa "per imprimere un'ulteriore accelerazione alla sua crescita'' spiega il gruppo in una nota in cui aggiunge che valuterà anche la potenziale "cessione a un operatore specializzato di Unicredit Credit Management Bank (Uccmb)", la piattaforma di riscossione crediti. Gli effetti di queste due operazioni non sono comunque considerate negli obiettivi del piano.

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