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Economia

Ubi Banca: i licenziamenti previsti dopo l'aquisto di Banca Etruria

Il gruppo guidato da Victor Massiah vuole fare quasi 1.600 tagli al personale dei tre istituti regionali acquisiti. Ecco perché

“Si tratta di tagli inevitabili”. Così Victor Massiah, n. 1 di Ubi Banca, ha commentato la decisione di dare una netta sforbiciata al personale delle cosiddette Good Bank, cioè i tre istituti appena acquisiti che hanno ereditato le attività sane di Banca Etruria, Banca delle Marche e CariChieti. Nello specifico, Ubi chiuderà 140 filiali delle good bank e lascerà a casa 1.569 dipendenti entro il 2020, circa un terzo dell'intera forza-lavoro.


Ma perché si è arrivati a una decisione così drastica? La storia è lunga, come sa bene chi ha seguito le vicende delle Good Bank e di Banca Etruria in particolare, la cui crisi si è intrecciata anche con la politica. Banca delle Marche, CariChieti e la stessa Popolare dell'Etruria fanno parte di un quartetto di istituti regionali (l'altro era CariFerrara) quasi falliti alla fine del 2015 e salvati in extremis dal governo Renzi, con un decreto ad hoc.

Le attività “malate” delle tre banche, in primis i prestiti deteriorati, sono finite in una bad bank in liquidazione. Le attività sane sono invece state scorporate in tre distinte good bank, acqusite di recente da Ubi Banca dopo un lungo calvario, al prezzo simbolico di un euro.  Il nuovo proprietario, però, non è intenzionato ad andare  tanto per il sottile e ha detto di voler tagliare costi amministrativi per 200 milioni di euro nei prossimi 3 anni. L'unico modo per arrivare all'obiettivo, a quanto pare, per la controllante Ubi è far fare una cura dimagrante agli organici. Dunque, la crisi di Banca Etruria&C. sembra in via di risoluzione ma lascia dietro di sé una pesante eredità.

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