Trise e tasse sulla prima casa: una stangata
Trise e tasse sulla prima casa: una stangata
Economia

Trise e tasse sulla prima casa: una stangata

Il mondo delle costruzioni in allarme: con la nuova tassazione sugli immobili in arrivo aumenti del 72%

Il governo è pronto a rivedere la propria posizione in merito alla tassazione sulla casa. A confermarlo è stato un membro autorevole dell’esecutivo e cioè il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. La decisione di rimettere mano al pacchetto di imposte contenuto nella legge di stabilità che prevede, da una parte l’abolizione di Imu e Tares e dall’altra l’introduzione di Trise, Tasi e Tari, è arrivata dopo le tante voci polemiche che si erano levate in merito. La più preoccupata di tutte è stata quella dell’Ance.

TUTTO SULLA LEGGE DI STABILITA'

L’associazione dei costruttori ha infatti previsto che, al momento attuale, la nuova imposizione fiscale locale potrebbe portare ad aumenti generalizzati da un minimo del 19% fino anche a un massimo del 72% rispetto alla vecchia normativa basata sull’Imu. Uno scenario decisamente apocalittico per un settore come quello edilizio che da anni ormai non riesce a rialzarsi dai colpi inflitti dalla crisi economica. Le nuove imposte, dicono dall’Ance, rappresenterebbero un ulteriore “sicuro disincentivo all’investimento immobiliare, sia come abitazione principale sia come immobile a disposizione o da locare, che invece andrebbe sostenuto”.

Un vero e proprio allarme lanciato sulla base di constatazioni e di calcoli che lasciano poco spazio alle libere interpretazioni. Innanzitutto, spiegano dall’Ance, la Tasi, il nuovo tributo relativo ai servizi comunali indivisibili, si sommerà, su una seconda casa, all’Imu ed alla tassa sui rifiuti. Inoltre, se la seconda casa, non locata, si trova nello stesso comune di residenza, i tributi dovuti saranno ben quattro, con la reintroduzione dell’Irpef sulle case sfitte. C’è dunque un problema fondamentale di aumento del numero delle imposte che gravano su uno stesso immobile.

IL FISCO SI ABBATTE SULLE SECONDE CASE

Ma i problemi non finiscono certo qui e non riguardano ovviamente solo i proprietari di seconde case. Conti alla mano infatti, l’associazione dei costruttori sottolinea la grave incidenza di costi che la nuova Trise potrà avere in particolare sulle prime case, rispetto alla vecchia Imu. L’introduzione della Tasi con aliquota base fissata all’1 per mille, potrà infatti far salire il conto, come accennato, addirittura del 72%. E’ il caso emblematico di un appartamento di 60 metri quadrati, di categoria A2 in zona semicentrale a Roma, che passerà da 168 euro di vecchia tassazione a 290 con la nuova Trise. Un vero salasso che se possibile potrà anche aumentare. Come noto infatti, nella proposta di legge fatta dal governo, si prevede la facoltà per i Comuni di elevare l’aliquota della Tasi anche fino al 2,5per mille.

TASI, UN TRIBUTO DA RIVEDERE

Discorso analogo, ma con entità di gettito notevolmente superiori, vale per i proprietari di seconde abitazioni. In questo caso, secondo sempre  i calcoli fatti dall’Ance, considerando un immobile delle stesse caratteristiche sopra menzionate, ma che risulti come seconda casa, si passerebbe da un conto totale di 1.652 ante Trise a 1.970 euro post Tasi, 318 euro in più, ovvero un aumento del 19,2%.

Numeri come detto emblematici, di fronte ai quali ha avuto buon gioco il capogruppo alla Camera del Pdl, Renato Brunetta, a chiosare con romanesca espressione: “A’ridatece l’Imu”. Un evidente e voluto paradosso considerando che proprio l’esponente del Pdl è stato uno dei più fieri sostenitori dell’abolizione, in questo 2013, dell’odiata tassa sugli immobili. Della serie: si stava meglio quando si stava peggio. E ora in Parlamento bisognerà in tutti i modi trovare una soluzione.

TRISE, ECCO LE POSSIBILI MODIFICHE   

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