Telecom Italia: ecco cosa c’è dietro l’acquisizione
Telecom Italia: ecco cosa c’è dietro l’acquisizione
Economia

Telecom Italia: ecco cosa c’è dietro l’acquisizione

Sfide tecnologiche, economiche e politiche stanno ridisegnando a livello mondiale gli equilibri del settore tlc

Lo tsunami dell’acquisizione di Telecom Italia da parte della spagnola Telefonica è solo una piccola onda nel mare magnum delle telecomunicazioni. Ma si tratta di un’onda molto significativa. Spinto dall’innovazione tecnologica e dalla concorrenza in un mercato maturo, infatti, il risiko delle tlc sta attraversando una nuova stagione di consolidamento. Preludio, secondo Business Week , all’era dei “super network” che saranno in grado di offrire una velocità due o tre volte superiore a quella attuale, grazie al network LTE , che beneficia dell’aggregazione di banda. Da qui la necessità di crescere unendo le forze. Telefonica – è notizia delle ultime settimane – si sta già muovendo in questa direzione. Complice un accordo con Alcatel-Lucent e Ericson, infatti, l’operatore spagnolo è pronto a fornire servizi di LTE già quest’anno e intende raggiungere sessanta città in Spagna e oltre centomila abitanti nei primi mesi del 2014. 

L’Italia non è l’unica “pedina” a essere finita nella pancia del quinto più grande operatore del mondo. Lo scorso luglio, infatti, Telefonica ha investito cinque miliardi di euro per conquistare E-Plus , terzo operatore in Germania. Adesso, l’azienda spagnola, con il 30% delle quote e 43 milioni di clienti tedeschi, è ben posizionata per sfidare i numeri uno, T-Mobile e Vodafone, nel più importante mercato europeo. “Le compagnie telefoniche sono sotto crescente pressione – ha fatto notare a Bloomberg  Friedrich Diel, broker della tedesca Trust Investment -. La maggior parte dei mercati sono molto maturi e non offrono potenziale di crescita, per questa ragione lo sviluppo tende ad avvenire per acquisizione”. 

Gli operatori, dunque, cercano un modo per compensare il rallentamento della domanda per i servizi mobile e internet e i concorrenti si sfidano senza quartiere per conquistare nuove quote. Deutsche Telekom, per esempio, ha acquisito l’americana Metro Pcs Communication in vista di una fusione con le sue operazioni americane sotto il brand di T-Mobile. Poche settimane fa, per il controllo di Verizon Wireless, Verizon ha versato 130 miliardi di dollari alla britannica Vodafone che, dopo aver distribuito ricchi dividendi ha in tasca una buona liquidità per fare acquisti . Il messicano Carlos Slim con la sua América Móvil che, insieme a Telefonica controlla il 60% del traffico mobile in America Latina, ha mosso i primi passi per arrivare all’olandese Kpn di cui detiene già il 30%. Dall’altra parte del mondo, lo scorso febbraio China Mobile, il più grande operatore del mondo con 740 milioni di clienti e Vodafone hanno partecipato nell’asta per le licenze di Myanmar Mobile, uno dei più grandi operatori della Birmania. 

In Europa, la campagna acquisti risente anche dell’impatto della politica. La promessa di Neelie Kroes, commissario europeo incaricato dell’agenda digitale di abbattere le barriere al roaming all’interno dell’Unione, infatti, ha messo in fibrillazione gli operatori. Risultato: le acquisizioni nel 2013 sono ben avviate a battere il record che ha ridisegnato il mercato nel 2006. Secondo Bloomberg, alla data di fine giugno, sono stati spesi oltre 80 miliardi di dollari, ma con l’acquisizione di Verizon, il totale del 2013 potrebbe superare i 281,8 miliardi di dollari del 2006. 

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