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Economia

Telecom Italia e la scalata dei francesi, 5 cose da sapere

Chi è e cosa potrebbe fare Xavier Niel, l'imprenditore transalpino che sta rastrellando azioni dell'ex-monopolista della telefonia

Una quota di oltre il 15%. E' il pacchetto di azioni Telecom Italia detenuto oggi da Xavier Niel, l'imprenditore francese che sta aumentando progressivamente (attraverso l'acquisto di prodotti finanziari derivati), la propria quota nel capitale della società ex-monopolista della telefonia. Siamo di fronte a una vera e propria scalata? E' la domanda che si pongono gli operatori di borsa perché nell'azionariato di Telecom (il cui titolo guadagna oggi il 3% a Piazza Affari) è presente anche un altro socio francese di peso: il gruppo Vivendi. Ma ecco, di seguito, alcune cose da sapere per capire i possibili sviluppi della situazione.

Chi è Xavier Niel

Nato vicino a Parigi 48 anni fa, Xavier Niel è un imprenditore di lungo corso che ha fondato in Francia il gruppo Iliad, internet service provider e società di telecomunicazioni che ha un giro d'affari di oltre 4 miliardi l'anno e una quota di oltre il 16% nel mercato transalpino. L'azienda sta crescendo molto grazie alle offerte low cost di telefonate illimitate (lanciate dalla controllata Free Mobile) e punta a conquistare in pochi anni il 25% del mercato nazionale.

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L'ascesa dentro Telecom

Niel, attraverso la società finanziaria Rock Investment, sta rastrellando quote di capitale di Telecom Italia con dei prodotti finanziari derivati e in particolare con delle opzioni call. Si tratta di contratti che danno il diritto, a una determinata scadenza, di comprare delle azioni a un prezzo prestabilito. Fino a qualche giorno fa, tramite questi derivati che scadono tra il 2016 e il 2017, Niel era salito all'11% del capitale di Telecom Italia. Ora, la quota è aumentata al 15,143%.

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Da solo o in compagnia?

Tutti si chiedono se Niel agisca da solo o stia tessendo un'alleanza con qualche altro socio di peso, per acquisire il controllo di Telecom Italia. I pensieri vanno tutti all'altro grande azionista transalpino di Telecom: Vivendi, colosso francese dei media che di recente ha notevolmente incrementato la propria partecipazione nel gruppo italiano della telefonia: dall'8% circa di prima dell'estate, si è passati al 20% di oggi.

Il faro della Consob

La Consob, cioè l'autorità che vigila sui mercati finanziari, tiene d'occhio le mosse dei soci francesi di Telecom Italia. Attualmente, ciascuno dei due ha una quota inferiore al 25%, oltre la quale per qualsiasi azionista scatta l'obbligo  di lanciare un'opa (offerta pubblica di acquisto) sul 100% del capitale della società. Tuttavia, se la Consob verificasse che Niel e Vivendi hanno operato in accordo per rastrellare i titoli di Telecom Italia (con quella che viene definita in gergo tecnico azione di concerto), allora scatterebbe per entrambi l'obbligo di far partire un'opa, perché di fatto controllano più del 25%.

Patuano alla finestra

L'amministratore delegato del gruppo Telecom Italia, Marco Patuano, ha detto di non credere che Niel e Vivendi siano d'accordo per conquistare il controllo della società. Piuttosto, Patuano dice di rallegrarsi che un imprenditore importante delle telecomunicazioni sia interessato entrare nel capitale. “Significa che la nostra strategia crea valore per gli azionisti”, ha detto l'ad di Telecom Italia. Nella comunità finanziaria, però, c'è chi non esclude che l'ex-monopolista della telefonia studi delle contromosse, convertendo in azioni ordinarie i titoli di risparmio, che oggi non hanno diritto di voto nell'assemblea. In questo modo, la platea degli azionisti che controllano la società si amplierebbe e la quota di capitale in mano ai francesi si ridurrebbe.

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