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Economia

Telecom Italia, cosa cambia con l'arrivo di Cattaneo

Taglio dei costi, investimenti nella banda larga e possibile cessione di Tim Brasil. Ecco i dossier in cui sarà impegnato il nuovo n.1 del gruppo

Flavio Cattaneo, nuovo amministratore delegato di Telecom Italia, troverà sulla propria scrivania parecchi dossier. Non a caso, gli azionisti francesi di Vivendi che oggi hanno il dominio del gruppo telefonico, hanno voluto la sua nomina per segnare una certa discontinuità con il suo predecessore, Marco Patuano, che era ormai entrato in rotta di collisione con gli azionisti transalpini. La materia del contendere era in primis il taglio dei costi, che Patuano avrebbe voluto contenere entro la soglia massima dei 600 milioni di euro nell'arco di un triennio, mentre Vivendi avrebbe preferito una sforbiciata più ampia.

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Partirà proprio dal taglio dei costi, dunque, la missione di Cattaneo dentro Telecom Italia, assieme agli sforzi per contenere l'indebitamento del gruppo, oggi ampiamente superiore alla soglia di 28 miliardi di euro. Se gli obiettivi sono ben chiari, però, non si può dire altrettanto su quale sarà il percorso intrapreso per raggiungerli. A dire il vero, gli analisti che seguono il titolo Telecom Italia a Piazza Affari hanno già qualche idea in proposito. Quasi tutti gli esperti delle case d'affari, infatti, non escludono in futuro qualche mossa importante in Brasile, dove Tim è presente in forze da moltissimo tempo, con un'attività che però i soci francesi considerano ormai non più strategica. Ecco allora che prende corpo l'ipotesi di una possibile vendita di Tim Brasil (o almeno un ridimensionamento della presenza del gruppo in America Latina), visto che l'economia carioca non tira più come una volta (anzi, è in piena crisi) e considerando che, da un'eventuale cessione, potrebbe arrivare un bel gruzzoletto per ridurre il debito della società e per finanziare gli investimenti in Italia.


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A sud delle Alpi, oggi Telecom deve invece mettere a punto una strategia un po' più chiara sulla costruzione della rete a banda larga, che tanto sta a cuore al premier Renzi. Secondo gli analisti di Equita Sim, le pressioni politiche potrebbero spingere la società guidata da Cattaneo a dare un'accelerata alle trattative con Metroweb, l'azienda controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti e proprietaria di una estesa infrastruttura in fibra ottica. L'obiettivo è ovviamente costruire una rete internet di nuova generazione, estesa su larga scala su tutto il territorio. Nel breve termine, però, l'impegno maggiore per Cattaneo sarà nel chiudere la partita su Inwit, la società che controlla le torri della telefonia mobile, di cui sarà ceduta presto una quota del 45%. Per questa operazione, sono state presentate due offerte distinte: una da parte dell'iberica Cellnex, alleata con il fondo F2i, e l'altra da parte dell'italiana EiTowers. L'obiettivo di Telecom Italia, che Cattaneo non ha certo intenzione di tradire, è massimizzare il ricavato della vendita, da cui potrebbero arrivare risorse tra 1 e 3 miliardi di euro. Con tutte questi dossier in agenda, gli analisti oggi guardano con interesse al titolo Telecom Italia. Un nutrito gruppo di case d'affari come Kepler Cheuvreux , Mediobanca, Banca Imi e Banca Akros consigliano di accumulare nel portafoglio o comprare le azioni della compagnia telefonica, fissando un prezzo-obiettivo fino a 1,1 euro, contro le quotazioni attuali di 95 centesimi circa.


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