ANSA/ANGELO CARCONI
Economia

Tasse, ecco come vorrebbe tagliarle il governo

Tra le idee su cui si lavora ci sarebbe una possibile sforbiciata dell’Irpef e l’introduzione di una flat tax per le ditte individuali

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi scommette su un possibile taglio delle tasse al cosiddetto ceto medio. La scommessa è stata annunciata proprio in queste ore, sfruttando l’occasione, quanto mai ghiotta, di un palcoscenico di primo piano come quello della campagna elettorale per le prossime amministrative. Una circostanza che se da un lato ha dato grande risalto alle sue affermazioni, dall’altra fa nascere spontaneo il dubbio che più che di programmi economici realistici, si possa trattare di semplici boutade elettoralistiche. In mezzo a questi due estremi c’è in ogni caso la necessità di rispettare vincoli di bilancio pubblico che, seppur allentati dal recente via libera dell’Unione europea alla nuova legge di stabilità con tanto di consenso anche a una maggiore flessibilità nella spesa per un valore di 14 miliardi di euro, restano comunque stringenti, considerando soprattutto l’enorme debito pubblico con cui l’Italia continua a fare i conti. Una coperta che dunque potrebbe risultare quanto mai stretta. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le proposte fatte circolare dal governo e sulle quali nei prossimi mesi si cercherà di trovare una possibile quadra finanziaria.

Sforbiciata all’Irpef

Un fronte sul quale il premier Renzi spinge da tempo è certamente il taglio dell’Irpef, messo in programma già per il 2018, ma che voci sempre più insistenti danno in anticipo già per il 2017. Resta da capire su quali scaglioni si deciderà di intervenire, con costi di copertura che a seconda dei casi possono risultare differenti. Se ad essere intaccate infatti fossero le aliquote del 27 e del 38%, ci sarebbe bisogno di risorse per circa 3 miliardi di euro. Se invece ad essere riviste fossero i primi due scaglioni, quelli del 23 e del 27%, con l’ipotesi di una loro unificazione ad altro valore, allora la copertura da mettere in campo salirebbe a ben 6 miliardi di euro.

Flat tax per le ditte individuali

Non passa giorno che il presidente del Consiglio non annunci interventi a favore di una categoria come quella delle piccole partite Iva, da troppo tempo dimenticata dalle politiche economiche dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni. Ed ecco finalmente l’occasione per il premier di dare seguito a questa volontà, introducendo proprio per le cosiddette ditte individuali una flat tax che andrebbe ad unificare l’esborso che attualmente le imprese individuali pagano per l’Irpef e quelle leggermente più grandi devono per l’Ires. Staremo a vedere se anche in questo caso si riuscirà però a trovare la necessaria copertura.

Tasse d’imbarco

Un intervento mirato in maniera specifica a rilanciare il settore turistico potrebbe essere invece quello annunciato sempre dal premier e che porterebbe al taglio delle tasse d’imbarco negli aeroporti. Certo se così fosse, in ogni caso gli effetti si potrebbero avere solo a partire dalla prossima stagione, a meno che un provvedimento ad hoc in questo senso non venga adottato con urgenza prima dell’inizio della stagione attuale. Staremo a vedere.

Addio Equitalia

Non si tratta di un taglio delle tasse, ma di certo la notizia che si stia seriamente pensando ad una abolizione di Equitalia sarà accolta con grande favore dai quei contribuenti che negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti con la severità dell’ente di riscossione. Anche in questo caso si tratta di un’idea che dovrà fare i conti con mille variabili, a cominciare dalla ricollocazione dei dipendenti dell’attuale ente di riscossione.

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