Tasi, poco convincenti le rassicurazioni di Saccomanni
PAOLA ONOFRI / Imagoeconomia
Tasi, poco convincenti le rassicurazioni di Saccomanni
Economia

Tasi, poco convincenti le rassicurazioni di Saccomanni

Secondo il ministero dell’Economia, la nuova tassa sui servizi indivisibili dovrebbe costare meno dell’Imu

Ci perdonerà il ministro Fabrizio Saccomanni se per commentare il comunicato del ministero dell’Economia riguardante la Tasi, la nuova tassa sui servizi indivisibili, facciamo ricorso a Trilussa e alla sua massima sui polli, secondo la quale laddove una persona ne mangiasse due e un’altra nessuno, statisticamente entrambi ne avrebbero avuto comunque uno a testa. Parrebbe infatti essere questo il senso ultimo delle analisi prodotte, con certamente maggiore e più innegabile autorevolezza, da parte dei tecnici di Via Settembre.

MA QUANTO CI COSTERA' DAVVERO LA TASI?

Secondo queste stime infatti, con la Tasi qualche contribuente pagherà di più e qualcun altro di meno, con il risultato comunque che alla fine il gettito complessivo sarà inferiore a quello generato dall’Imu. Una consolazione a prima vista alquanto magra per chi si ritroverà a dover comunque sborsare molti euro in più rispetto al passato. Proprio come il personaggio di Trilussa a cui non spetta neanche una briciola di pollo. Scorrendo nel dettaglio il comunicato si scopre infatti che secondo i dati del ministero, il gettito complessivo dell’Imu, ad aliquota di base fissata al 4 per mille e tenendo conto delle detrazioni base, sarebbe stato pari a 3,8 miliardi.

TASSE, MEGLIO L'IMU O LA TASI?

Con la Tasi, calcolata ad aliquota base all’uno per mille e senza detrazioni, il gettito risulterà invece di 1,7 miliardi, a cui inoltre vanno sommati 100 milioni di euro a titolo di Imu per le sole abitazioni principali di lusso, appartenenti cioè alle categorie catastali A1, A8 e A9. Nel complesso risulterà dunque un minor prelievo sull’abitazione principale stimato in circa due miliardi. Il comunicato continua poi precisando che la legge di stabilità in discussione in questi giorni in Parlamento ha previsto a carico del bilancio dello Stato l’assegnazione di ulteriori 500 milioni di euro per finanziare l’introduzione, da parte dei Comuni, di detrazioni dalla Tasi a favore dell’abitazione principale.

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Di fatto, quindi, il gettito della tassa sui servizi ad aliquota di base si ridurrebbe ancora da 1,7 miliardi a 1,2 miliardi di euro. Infine, bisogna ancora evidenziare che il confronto tra Imu e Tasi non terrebbe conto della maggiorazione Tares servizi indivisibili, pari a 30 centesimi/mq, gravante nel 2013 su tutti gli immobili comprese le abitazioni principali e abrogata contestualmente all’introduzione della nuova imposta sui servizi indivisibili. Tutte considerazioni che certamente porterebbero a supporre che in effetti, complessivamente, il gettito della Tasi sarà, come detto, inferiore a quello dell’Imu. Resta però il fatto che la famosa aliquota base della Tasi fissata all’uno per mille, potrà essere in realtà aumentata dai Comuni a piacimento fino al 2,5 pere mille, e che, anche le possibili detrazioni, potranno esserci oppure no a seconda della amministrazioni locali.

COMUNI E IMPOSTE, IN ARRIVO UNA STANGATA

Da tutto ciò ne discenderà che, come riconosciuto tra l’altro dallo stesso comunicato del ministero, gli effetti finanziari sui singoli contribuenti dipenderanno dalle citate modalità specifiche di applicazione delle aliquote e delle detrazioni, che, come detto, sono lasciate all’autonoma determinazione dei Comuni. Insomma, qualcuno pagherà di più e forse qualcun altro pagherà di meno, ma tutti, Trilussa docet, dovremo, secondo il ministero, esserne soddisfatti. Una pretesa che forse di questi tempi, ci permettiamo di notare, appare un poco eccessiva.

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