Tariffe pubbliche: quanto abbiamo pagato nel 2014
Tariffe pubbliche: quanto abbiamo pagato nel 2014
Economia

Tariffe pubbliche: quanto abbiamo pagato nel 2014

Le famiglie italiane hanno speso meno solo per gas e servizi telefonici. Stangata sui rifiuti grazie alla Tari

Quest'anno le famiglie italiane hanno speso meno solo per il gas e i servizi telefonici. In percentuale, stando alle ultime elaborazioni della Cgia di Mestre, si è pagato rispettivamente il -6,9% e il -5,7% in meno rispetto allo scorso anno  (i dati si riferiscono però ai primi 11 mesi del 2014).

Per tutti gli altri servizi, invece, le tariffe sono aumentate. Con percentuali a doppia cifra, nel caso della raccolta dei rifiuti: grazie alla Tari gli italiani hanno pagato in media il 12,2% in più rispetto al 2013. Significativi anche gli aumenti per acqua potabile (+6%), pedaggi autostradali (+4,5%) e trasporti urbani (+2,8%).

Allargando lo spettro all'Europa, negli ultimi quattro anni solo in Spagna le tariffe pubbliche sono rincarate più delle nostre: +23,7% rispetto a +19,1% dell'Italia. Tra i grandi Paesi d’Europa, invece, la Francia ha registrato un rincaro medio del 12,9%, mentre la Germania ha segnato un ritocco all’insù dei prezzi solo del 4,2%.

SERVIZI PUBBLICI, PERCHE' COSTANO DI PIU' NONOSTANTE LA BASSA INFLAZIONE

Il trend negli ultimi 10 anni

Negli ultimi 10 anni, a fronte di un incremento dell’inflazione che in Italia è stato del 20,5%, l’acqua è aumentata del 79,5%, i rifiuti del 70,8%, l’energia elettrica del 48,2%, i pedaggi autostradali del 46,5%, i trasporti ferroviari del 46,3%, il gas del 42,9%, i trasporti urbani del 41,6%, il servizio taxi del 31,6% e i servizi postali del 27,9%. Tra tutte le voci analizzate, solo i servizi telefonici hanno subito un decremento: -15,8%.

Il parere dell'esperto

Secondo il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi nel nostro Paese i rincari maggiori hanno interessato le tariffe locali, soprattutto i rifiuti. "A causa della crisi economica, negli ultimi 7 anni  -spiega Bortolussi - c’è stata una vera e propria caduta verticale dei consumi delle famiglie e delle imprese: conseguentemente è diminuita anche la quantità di rifiuti prodotta".

"Pertanto, con meno spazzatura da raccogliere - prosegue -  e da smaltire, le tariffe dovevano scendere, invece, sono inspiegabilmente aumentate. Si pensi che nell’ultimo anno, a seguito del passaggio dalla Tares alla Tari, gli italiani hanno pagato addirittura il 12,2% in più, contro una inflazione che è aumentata solo dello 0,3%".

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