Rifiuti: Roma
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Economia

Tari: guida al pagamento della tassa sui rifiuti

Tutto quello che c'è da sapere per capire come funziona il calcolo e il saldo dell'imposta comunale sulla spazzatura

La data da segnare sul calendario è il 31 ottobre. E' questo il termine ultimo per provvedere al saldo della quota imposta dal comune di residenza per lo smaltimento e il ritiro dei rifiuti urbani (Tari)

Le scadenze 

La Tari, infatti, può essere pagata in due modi: o in un'unica soluzione entro il 30 aprile o in due rate la prima delle quali scade a fine aprile e l'altra il 31 ottobre. 

A inviare in bollettino di pagamento è il Comune stesso e, proprio in questi giorni, nelle caselle delle lettere degli italiani stanno arrivando gli avvisi di pagamento.

Cos'è la Tari e chi la paga

La Tari è quell'imposta comunale istituita dalla Legge di stabilità del 2014 che è andata ad accorpare le precedenti tasse sui rifiuti in un unico tributo uguale per tutta l'Italia.

La Tari ha così sostituito Tarsi e Tiache, a lungo, sono state oggetto di polemica in quanto imposte soggette a Iva, vale a dire a una tassa supplementare sulla tassa stessa. 

A partire dal 2015, dunque, esiste la Tari il cui pagamento spetta al soggetto residente nell'immobile; che sia esso il proprietario o l'inquilino o che detenga l'immobile a qualsiasi titolo.

Calcolo Tari

Il calcolo della Tari viene effettuato direttamente dal comune (variando da amministrazione locale ad amministrazione locale) e tiene in considerazioni componenti fisse (metri quadri e valore catastale) e componenti variabili (ad esempio il numero di inquilini che occupa il locale e di conseguenza la quantità di rifiuti prodotti) dell'immobile oltre che la destinazione d'uso del locale in oggetto: domestica o non.

Presentando al Comune il modello Isee è possibile - per gli aventi diritto - ottenere sconti e riduzione dei costi specialmente sulla parte variabile del calcolo Isee: -25% per le famiglie con 4 o più componenti per un alloggio fino a 120 metri quadrati, -10% (con quota massima scontabile pari a 15 euro) per i nuclei composti da un adulto e uno o due minorenni in case fino a 80 metri e il 10% - con un massimo di 15 euro - per le abitazioni dove vivono due persone una delle quali con più di 65 anni. 

Il divario Nord-Sud

E proprio il calcolo della Tari è uno dei temi più dibattuti perché la discrezionalità locale della quota dovuta determina enormi disparità con divari abissali tra il Nord e il Sud dell'Italia con un Sud che paga fino al 120% più del Nord.

Riferendosi ai dati del 2018 l'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva aveva sottolineato che in Italia si passa dai 153 euro che pagano i cittadini della provincia di Belluno ai 571 euro che lo scorso anno hanno pagato gli abitanti di Trapani

La media della Tari versata dagli italiani è stata di circa 302 euro per una famiglia di 3 persone che vive in una casa di 100 metri quadrati ma questo significa che la stessa famiglia in Trentino ha sborsato 188 euro, e in Campania 422 euro in un anno.

Il tema della raccolta differenziata

Si tratta di costi pagati dai cittadini a causa dell'inefficenza delle amministrazioni locali che, specie in alcune zone dell'Italia, non risultano in grado di rispettare i parametri europei circa la raccolta differenziata e lo smaltimento dei rifiuti e quindi si trovano a far fronte a multe e sanzioni che si traducono in rincari per le tasche dei cittadini.

Il paradosso è, infatti, che, sebbene sia in calo la quantità di rifiuti prodotta regione per regione, è in aumento la Tari e questo pare strettamente legato alla capacità dei comuni di gestire il tema della sostenibilità ambientale.

In Italia - in tema di raccolta differenziata - le regioni più virtuose sono Veneto e Trentino Alto Adige con oltre il 70% di raccolta seguite da Lombardia e Friuli Venezia Giulia con poco meno del 70%. Le regioni fanalino di coda sono il Molise con il 28% e la Sicilia che non raggiunge il 20%.


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Barbara Massaro