Cosa cambia per chi lavora in Svizzera dopo il referendum
Martial Trezzini/Ansa
Cosa cambia per chi lavora in Svizzera dopo il referendum
Economia

Cosa cambia per chi lavora in Svizzera dopo il referendum

I cittadini elvetici decidono di limitare gli ingresso dei lavoratori stranieri. Ecco le novità all'orizzonte, per chi ha un impiego oltreconfine

La Svizzera ha deciso. Con una maggioranza risicata del 50,3%, ieri c'è stata la vittoria dei sì in un referendum che introduce delle limitazioni all'ingresso dei cittadini stranieri nella Confederazione Elvetica. La consultazione era promossa dal partito conservatore Udc e rischia avere conseguenze significative sulla vita di molti italiani che vivono nei cantoni svizzeri (o si recano ogni giorno nel Ticino) per lavorare. Gli effetti non saranno immediati e si manifesteranno dal 2017 in poi (anche se, nel frattempo, non è escluso che il governo di Berna si dia da fare per ammorbidire o alleggerire le norme appena approvate). Ecco, nello specifico, le novità all'orizzonte.

COSA HA DECISO IL REFERENDUM

Il referendum modifica l'articolo 121 della costituzione elvetica e stabilisce che “il numero di permessi di dimora per gli stranieri in Svizzera è limitato da tetti massimi annuali”. Questi limiti valgono anche per il diritto di asilo e persino per i ricongiungimenti familiari. I permessi destinati a chi si reca in Svizzera per esercitare un'attività lucrativa (cioè per lavorare), sono sottoposti a dei limiti, che vengono stabiliti dal governo e dipendono dalle esigenze dell'economia nazionale. Nel caso delle assunzioni, per esempio, il governo deve dare innanzitutto la precedenza agli svizzeri. In mancanza di disponibilità di manodopera e di candidature, allora c'è spazio anche per gli stranieri.

LA SCADENZA DEL 2017

Entro tre anni dalla vittoria del sì, cioè prima del 2017, il governo svizzero dovrà modificare i trattati internazionali che vanno contro le disposizioni appena approvate. Se ciò non avverrà, il consiglio federale elvetico emanerà delle disposizioni transitorie per applicare l'esito del referendum e far rispettare la volontà del popolo.

GLI ACCORDI CON L'UE

Nel 1999, la Svizzera ha stipulato con l'Ue un Accordo sulla libera circolazione delle persone (Alc). Il trattato permette ai cittadini dell'Unione Europea di avere un permesso di soggiorno nella Confederazione Elvetica (e, sul fronte opposto, consente anche agli svizzeri di risiedere in un altro paese Ue). Per ottenere questo diritto, gli stranieri che risiedono in uno dei quattro cantoni federali devono essere assunti un contratto di lavoro valido o avere un’attività indipendente. Se gli stranieri non esercitano un’attività lavorativa, devono comunque possedere disporre di mezzi finanziari sufficienti al proprio mantenimento e avere sottoscritto un'assicurazione contro le malattie. Dopo la vittoria di sì nella consultazione di ieri, questi trattati dovranno essere rivisti.

I TRANSFRONTALIERI ITALIANI

L'esito del referendum potrebbe avere effetti significativi per molti italiani oggi presenti in Svizzera (anche se non da subito). Oggi, secondo le stime più accreditate, ci sono circa 60mila lombardi che lavorano nel Canton Ticino. I nostri connazionali presenti in tutta la Confederazione Elvetica, invece, sono nell'ordine di ben 290mila.

L'ACCORDO TRA ITALIA E SVIZZERA

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