Fisco, gli otto modi per tenere sotto controllo i nostri conti correnti
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Fisco, gli otto modi per tenere sotto controllo i nostri conti correnti
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Fisco, gli otto modi per tenere sotto controllo i nostri conti correnti

Le informazioni arriveranno da banche e intermediari finanziari che collaboreranno a stilare una Superanagrafe tributaria

Continua inarrestabile la manovra di acquisizione di informazioni sensibili messa in atto dall’Agenzia delle entrate per scovare eventuali evasori fiscali. La vita economica dei contribuenti italiani presto non avrà più misteri per il nostro Fisco. E’ questo il prezzo che ci si chiede di pagare per una lotta all’evasione più incisiva e più efficace. E a finire sotto osservazione saranno anche  tutti i movimenti dei nostri conti correnti. Proprio oggi infatti scade il termine entro cui istituti di credito e intermediari finanziari, devono comunicare tutta una serie di informazioni sensibili dei propri clienti riferita al 2012, dopo che a fine gennaio hanno già provveduto a farlo per quello che riguardava i dati del 2011.

QUANDO L'OCCHIO DEL FISCO ENTRA IN BANCA

Si tratta di una mole di dati che, affiancata a quella che arriverà dallo Spesometro, servirà da elemento di confronto con quanto risulterà dal redditometro che rappresenta la vera pietra angolare di tutta la strategia attuale di lotta all’evasione. Spesometro e Supernagrafe dei conti correnti saranno cioè un modo per verificare se effettivamente quanto desunto dal redditometro circa entrate e uscite di ogni singolo cittadino, corrisponda al vero o se ci siano invece segreti da scovare. Ma vediamo nel dettaglio quali saranno le informazioni fondamentali che raccoglierà la Superanagrafe dei conti correnti:

SPESOMETRO, OGNI NOSTRA USCITA SARA' MONITORATA

-innanzitutto le banche devono fornire i dati di bilancio dei conti correnti aperti presso le proprie filiali. In particolare: il saldo contabile a inizio e quello a fine 2012, l’importo totale degli accrediti effettuati nel 2012 e quello degli addebiti nello stesso anno

-sotto osservazione ovviamente ci sono  anche le carte di credito e debito. L’Agenzia delle entrate dovrà conoscere il plafond di spesa a inizio e a fine anno e andrà comunicato anche l’importo totale degli acquisti effettuati nell'anno

-la Superanagrafe raccoglierà anche i dati riguardanti le operazioni di compravendita di oro e metalli preziosi avvenute sempre nel 2012

-di particolare rilevanza, data la loro diffusione, anche i conti deposito di titoli, siano essi azioni, obbligazioni o altro. In questo caso gli intermediari finanziari dovranno comunicare per il 2012 il controvalore dei titoli rilevato a inizio e a fine anno, l’importo totale sia degli acquisti che dei disinvestimenti, nonché, nel caso di conti deposito a risparmio libero, i saldi contabili a inizio e a fine periodo insieme agli accrediti e agli addebiti effettuati

ECCO COSA RISCHIA CHI FA IL FURBO CON IL FISCO

-ancora in tema di investimenti legati al mondo del risparmio dovranno essere rese disponibili anche le informazioni su certificati di deposito e buoni fruttiferi, ossia: il totale degli importi e l’ammontare complessivo delle accensioni e delle estinzioni effettuate nell’anno

-le segnalazioni dovranno poi riguardare anche i cosiddetti rapporti di gestione collettiva del risparmio. Dovranno essere comunicati l’ammontare a inizio e fine anno del contratto di gestione e l’importo totale delle sottoscrizioni e dei rimborsi di quote. Inoltre, i dati raccolti riguarderanno anche le gestioni patrimoniali, ovvero i loro valori globali a inizio e a fine 2012 sempre accompagnati dal valore degli apporti e delle estinzioni

-non potevano mancare riferimenti contabili ad alcuni degli strumenti finanziari più utilizzati negli ultimi anni, ossia i derivati: i dati dovranno riguardare tra le altre cose il numero totale dei contratti stipulati nel 2012

MA LA VERA RIVOLUZIONE ARRIVERA' CON IL REDDITOMETRO

-infine, l’occhio neanche tanto discreto del nostro Fisco arriverà anche nelle cassette di sicurezza: in questo caso gli intermediari finanziari sono tenuti a comunicare all’Agenzia delle entrate il numero totale degli accessi effettuati nell'anno.

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