Spending review: tutti i numeri del piano Cottarelli
Il commissario straordinario per la spending review Carlo Cottarelli
Spending review: tutti i numeri del piano Cottarelli
Economia

Spending review: tutti i numeri del piano Cottarelli

I risparmi arriveranno da tagli che riguarderanno stipendi dei dirigenti, auto blu, sanità e anche pensioni

Dopo tanti annunci e tante chiacchiere ecco finalmente nero su bianco le proposte, perché di questo si tratta ancora, del Piano Cottarelli sulla spending review. In un documento sintetico di circa una settantina di pagine sono stati messi in fila tutti i tagli di spesa che il commissario straordinario avrebbe individuato per il periodo 2014-2016. E’ stato il quotidiano Il Tempo a riportare per primo le cifre specifiche di tutta una serie di interventi che si annunciano in alcuni casi anche drastici.

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Una premessa però è d’obbligo: quelle fatte da Carlo Cottarelli, come accennato, sono ancora soltanto ipotesi, che lo stesso commissario si affretta a definire oltretutto provvisorie,visto che sui numeri definitivi, qualora si decidesse di operare come da lui proposto, ci potrebbero comunque essere variazioni rilevanti dovute soprattutto alle oscillazioni di gettito fiscale. E’ per questo che ad esempio le cifre complessive degli interventi di taglio per quest’anno oscillano tra un ottimistico valore di 7 miliardi, se si fosse iniziato da gennaio, e scendono invece a più realistici 3 miliardi, visto che si partirà forse da maggio.

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Detto ciò, prendendo comunque come base di riferimento i sette miliardi sopra citati, sono cinque le aree di intervento individuate come prioritarie per effettuare i tanto sospirati tagli ad una macchina statale considerata ormai ingolfata. Un mostro di inefficienze che ogni anno brucia circa 800 miliardi di fondi pubblici per restituire troppo spesso servizi inefficienti. E allora il primo fronte di intervento è quello del cosiddetto efficientamento diretto. Si tratta di circa 2,2 di tagli composti a loro volta da 800 milioni derivanti da iniziative su beni e servizi, 200 milioni dalla pubblicazione telematica degli appalti pubblici, 100 da consulenze e auto blu, 500 dagli stipendi dei dirigenti della Pa, 100 da corsi di formazione, 100 dall’illuminazione pubblica, 400 da proposte varie. Ci saranno poi i 200 milioni che arriveranno da riorganizzazioni che riguarderanno le spese per province ed enti pubblici.

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Non potevano mancare quindi i costi della politica, con una sforbiciata da 400 milioni che interesserà Comuni, Regioni e finanziamento ai partiti. Un’altra quota consistente, pari a 2 miliardi, giungerà poi da una revisione dei trasferimenti a imprese e famiglie. Nello specifico la posta in questione sarà così suddivisa: un miliardo dai fondi statali alle aziende, soprattutto operanti nell’autotrasporto, 400 milioni da quelli regionali, 200 da microstanziamenti, 100 dal trasporto pubblico locale e 300 da quello ferroviario. Infine altri 2,2 miliardi arriveranno da una riforma degli stanziamenti per le cosiddette spese settoriali. Nel documento si parla in maniera specifica di 1,4 miliardi da pensioni, 300 milioni dalla sanità, 100 dalla difesa, 200 dall’allineamento della contribuzione delle donne, e 200 da revisione delle pensioni di guerra.

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Importante notare in conclusione che, con l’arrivo al governo di Matteo Renzi, l’attività del commissario Cottarelli è stata riportata direttamente sotto il cappello di Palazzo Chigi sottraendola alla regia del ministero dell’Economia. Sarà dunque il nuovo premier a decidere politicamente quali dei tagli in questione avallare e su quali invece porre eventualmente il proprio veto.        

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