Spending review, i tagli a cui pensa il governo
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Spending review, i tagli a cui pensa il governo
Economia

Spending review, i tagli a cui pensa il governo

Dalla sanità ai trasferimenti alle Regioni, il contenimento della spesa publica è necessario per far fronte a dati economici ancora deludenti

La scelta del governo di puntare da subito su una seria ed efficace spending review rappresenta il segnale più chiaro di come le aspettative economiche non solo dell’Italia, ma dell’itera Unione europea siano state riviste dal ribasso. E non è un caso allora che a spingere sull’acceleratore dei tagli sia proprio il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che, nello scorso weekend, ha avuto un confronto serrato con Pierre Moscovici, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, faccia a faccia da cui è emersa la necessità di tirare i remi in barca, almeno per il momento, abbandonando le ipotesi, sostenute in prima istanza dal nostro governo, di allentare il rapporto deficit-Pil fino a un massimo del 2,4%. La parola d’ordine ora è un’altra: si dovrà restare entro l’1,8% e per farlo qualcuno dovrà fare dei sacrifici, a cominciare da quel settore sanitario che da tempo rappresenta per tutti i governi una sorta di buco nero delle risorse pubbliche. Ma vediamo quali potrebbero essere al momento le ipotesi di spendig review messe sul tappeto dall’esecutivo.

Sanità

Come detto è questo il fronte dal quale potrebbero arrivare i risparmi maggiori. Al momento si stima in poco meno di due miliardi di euro la spesa che si dovrebbe tagliare. In realtà lo stesso premier Matteo Renzi si è affrettato a precisare che non saremmo di fronte a veri e propri tagli, ma a una riduzione di stanziamenti rispetto a quanto richiesto dal ministro Beatrice Lorenzin. Quest’ultima ovviamente si è già opposta a una tale ipotesi. Vedremo dunque come finirà questo braccio di ferro interno al governo.

Sigarette

Un’ipotesi fatta circolare, ma anch’essa per il momento smentita dal presidente del Consiglio in persona, è che una parte dei tagli da fare alla sanità, potrebbero essere evitati, introducendo una tassa di un centesimo a sigaretta, ovvero 20 centesimi a pacchetto, che dovrebbe essere utilizzata per la lotta ai tumori. Una semplice ipotesi che, come già evidenziato, sembra non raccogliere nessun gradimento da parte dello stesso premier Renzi.

Regioni

Molto più plausibili sono invece i tagli da circa un miliardo di euro che dovrebbero interessare le Regioni. Ancora non è chiaro in che maniera verranno attuati però questi risparmi. Quel che è sicuro fin d’ora invece, è che da questo giro di spending review dovrebbero essere risparmiati i Comuni che in passato su questo fronte hanno già pagato dazi pesantissimi.

Aziende partecipate

Un fronte sul quale si cercherà di lavorare per ottenere risparmi significativi è quello delle aziende partecipate pubbliche. Molte di esse potrebbero essere riorganizzate o addirittura chiuse. Anche qui siamo ancora però sul filo delle ipotesi.

Centrali d’acquisto

Torna in auge anche questa volta una misura che viene da sempre richiamata quando si parla di riduzione della spesa pubblica. Parliamo del potenziamento delle cosiddette centrali d’acquisto che dovrebbero permettere alle varie amministrazioni pubbliche di ottenere risparmi significativi sui propri capitoli di spesa.

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