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Economia

Scontrino elettronico: la guida completa alla rivoluzione telematica del 2020

Cosa cambierà nei prossimi mesi per clienti ed esercenti in fatto di emissione di scontrini per via digitale

Dal primo gennaio 2020 è entrato in vigore l'obbligo del cosiddetto scontrino elettronico il cui invio, a livello telematico, coinvolge 1,5 milioni di esercenti che dovranno sostituire o adeguare il vecchio registratore di cassa affinché si possa passare a un registratore telematico o a un server RT.

Si tratta di un'operazione complessa e per questo ci sono ancora 6 mesi di tempo per adeguarsi (la data limite è il 30 giugno 2020), mentre la cosiddetta lotteria degli scontrini entrerà in vigore da luglio. Il frutto dell'intera operazione, in termini economici, già dal 2020 dovrebbe generare un gettito di 1,2 miliardi di euro in più per l'Erario.

Date e scadenze

Il periodo cuscinetto servirà soprattutto ai piccoli esercenti adadeguarsi alle novità tecnologiche anche se entro il 2 marzo 2020 dovranno comunque comunicare i dati degli incassi all'Erario. In caso contrario gli esercenti incapperanno in moratorie per omessa trasmissione. Da luglio, poi, i contribuenti avranno solo 12 giorni di tempo per trasmettere i dati rispetto alla data in cui è stata effettuata l'operazione.

Cosa cambia per il consumatore

In termini concreti quello che accadrà è che l'acquirente non riceverà più il "vecchio" scontrino fiscale, ma un documento commerciale che certificherà e garantirà l'acquisto effettuato. Inoltre il consumatore potrà partecipare alla cosiddetta lotteria degli scontrini che gli consentirà di partecipare all'estrazione di premi esentasse.

Come si dovranno adeguare gli esercenti

Centrale sarà il ruolo del registratore telematico (che andrà a sostituire i vecchi sontrini) o, in alternativa, la procedura web dell'Agenzia delle Entrate per l'emissione del documento commerciale.

La scelta dipende dal tipo di esercizio. Per esempio per bar e alimentari che compiono molte operazioni giornaliere da piccoli importi, sarà più agile scegliere il registratore telematico, mentre per categorie artigianali come idraulici, elettricisti, falegnami e artigiani - che in genere operano con i privati - è più conveniente optare per l'emissione della fattura elettronica nei confronti di tutti i clienti.

I soggetti a regime forfettario, invece, non beneficiano di una specifica esclusione all’invio dei corrispettivi. Per questo genere di contribuenti vale l'impegno all'emissione della fattura solo se richiesta dal cliente, ma non oltre il momento dell'operazione stessa. 

Discorso a parte è quello che vale per coloro che "riparano" cose. Che siano elettrodomestici, macchine, carrozzerie o mobili i contribuenti che rientrano nella categoria di coloro che "aggiustano" non godono di una scelta migliore dell'altra. Molto dipende dal giro di lavoro, dal numero di clienti e dalla quantità di fatture/scontrini che vengono emessi al mese.

Infine anche i produttori agricoli sono obbligati a dichiarare i corrispettivi e possono scegliere se farlo con e-fattura o tramite scontrino telematico.

Il progetto di autoemersione del sommerso in termini fiscali dovrebbe basarsi su una sorta di alleanza tra Fisco, consumatori ed esercenti nell'ottica del vecchio motto "pagare meno, pagare tutti". Bisognerà, alla prova dei fatti, verificare se la macchina telematica reggerà alla mole attesa di 35 miliardi di documenti l'anno da catalogare, selezionare e incrociare oppure no.


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