ANSA/ LUCA ZENNARO
Economia

Riforma della pubblica amministrazione: 5 novità per il 2017

Dalle nuove regole per i dirigenti alle Camere di commercio, passando per i servizi pubblici locali: ecco come cambierà la macchina statale

Mentre è entrata nel vivo la campagna elettorale per il referendum costituzionale, sta passando ingiustamente in secondo piano un’altra riforma che rischia di cambiare non poco la macchina statale così come la conosciamo. Ci riferiamo alla riforma della pubblica amministrazione messa a punto dal ministro Marianna Madia e che potrebbe ottenere un primo via libera proprio in settimana. Si tratta di un complesso di cinque macro-decreti che interesseranno vari aspetti della vita burocratica: dai dirigenti statali alle Camere di commercio, dai servizi pubblici locali agli enti di ricerca, fino alla Scia, ovvero il testo che nel settore delle costruzioni rivede le regole della Segnalazione certificata di inizio attività. Ma vediamo punto per punto quali saranno le novità in arrivo per il 2017.

Dirigenti

Si tratta senza dubbio del capitolo più corposo, ma anche di quello che sta suscitando maggiori polemiche, di tutta la riforma. Il nuovo sistema prevede gli incarichi a tempo (quattro anni rinnovabili per altri due), per i dirigenti statali. La nuova organizzazione prevede poi che tutti i dirigenti sostengano e superino un corso oppure un concorso nazionale. In questo modo entreranno a far parte di una graduatoria unica, una sorta di grande elenco, dal quale le varie amministrazioni centrali o locali, potranno attingere, dopo opportune selezioni, per assumere nuovi dirigenti. Rimangono ancora da definire le quote di questi concorsi che dovrebbero essere riservate ai dirigenti già in attività, che potrebbe essere del 30%, e soprattutto i metodi di valutazione con cui i dirigenti in carica saranno giudicati alla fine dei quattro anni di attività e dal quale dipenderà anche il loro trattamento economico.

Servizi pubblici locali

Tra gli obiettivi del testo unico sui servizi pubblici c’è quello di condurre la gestione dei servizi stessi nell’alveo del mercato e della concorrenza, privilegiando quindi gestioni che valorizzino imprese private scelte con gare europee. Emblematico in questo senso è l’art. 33 del testo unico che considera il ricorso al mercato appunto come un criterio di preferenza per l’attribuzione di risorse pubbliche. Si dovrà dunque sviluppare un sistema di servizi incentrato sulla regola della concorrenza e sulle privatizzazioni. Si ridurranno quindi gli spazi per i cosiddetti affidamenti diretti e sarà fortemente limitata anche la possibilità per le amministrazioni locali di derogare alle gare pubbliche.

Camere di commercio

Radicale il cambiamento a cui andrà incontro il sistema camerale. Innanzitutto ci sarà una riduzione drastica delle sedi che passeranno da 105 a 60. Il tutto in un contesto di tagli dei fondi che tra l’altro sono partiti già nel 2015 con una decurtazione del 35%. Le diminuzioni continueranno quest’anno, con un calo ulteriore del 40% e nel 2017 con un taglio successivo del 50%. A regime il sistema camerale dovrà fare i conti con mancati introiti complessivi per circa 400 milioni di euro. Il nodo ancora da sciogliere resta quello occupazionale, visto che non è chiaro come avverrà la ricollocazione dei dipendenti che resteranno senza sede. Ricordiamo che attualmente i dipendenti diretti di tutto il sistema camerale sono circa 7.000, a cui si aggiungono i circa 3.000 di alcune aziende controllate

Scia

Sono state introdotte nel settore edile nuove regole che dovrebbero determinare, nelle intenzioni del governo, tempi più certi soprattutto nel rilascio della cosiddetta Scia, ovvero la Segnalazione certificata di inizio attività. Tra le tante nuove regole c’è quella che prevede ad esempio che in caso di inerzia degli enti locali in merito alla pubblicazione della Scia, le Regioni, anche su segnalazione del cittadino, assegnino agli enti interessati un congruo termine per provvedere, decorso inutilmente il quale verranno prese misure sostitutive. C’è poi l’adozione di moduli unificati e standardizzati, insieme a un articolo specifico secondo cui all’avvenuta presentazione di istanze, segnalazioni o comunicazioni è rilasciata immediatamente, anche in via telematica, una ricevuta, che attesta l’avvenuta presentazione della domanda stessa.

Enti di ricerca

Si tratta di un decreto che è stato già ribattezzato sblocca-ricerca, perché tra gli effetti più immediati e importanti avrà quello di una maggiore facilità nell’assumere nuovi ricercatori negli enti di ricerca.

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