La rete idrica diventa digitale
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La rete idrica diventa digitale
Economia

La rete idrica diventa digitale

Investimenti per 500 milioni di Acea per manutenzione e gestione interamente affidate alle tecnologie mobili. Pronti due megabandi europei

Dispersione, rete antiquata, inquinamento delle falde, presenza di arsenico: l’Italia è ricca di acqua ma i problemi della rete idrica sono tanti e rischiano di aggravarsi sempre di più. Tuttavia c’è chi investe nonostante la crisi e punta sull’innovazione tecnologica. Nel Centro Italia Acea spa, la multiutility quotata in Borsa con sede a Roma, ha deciso di trasformarsi in un’azienda completamente digitale e di investire 500 milioni per il miglioramento della rete. Solo per l’acqua Acea fornisce il servizio a 8 milioni di persone nel Lazio, Toscana, Campania e Umbria. Cui si aggiungono la distribuzione dell’energia elettrica e l’illuminazione pubblica di Roma, la vendita di energia elettrica e gas, il trattamento industriale dei rifiuti.

L’amministratore delegato Alberto Irace e la presidente Catia Tomasetti hanno annunciato oggi che nel giro di pochi mesi la società si trasformerà in un’azienda completamente digitale, dove tutti i processi di lavoro (infrastrutture, manutenzione, servizi al cliente) saranno realizzati attraverso la tecnologia mobile. I tecnici andranno in giro solo con l’Ipad e qualsiasi intervento sul territorio (riparazione di un guasto, manutenzione della rete, illuminazione pubblica) sarà gestito attraverso un sistema di controllo digitale. Ogni anno Acea compie 43 mila interventi che da questo momento saranno più economici perché ottimizzati e razionalizzati grazie alla tecnologia digitale.

«Dare vita ad Acea 2.0 è uno degli obbiettivi che consideriamo più importanti», ha dichiarato il presidente di Acea, Catia Tomasetti, «una volta a regime il nuovo sistema cambierà il nostro modo di lavorare, riducendo di circa un terzo i tempi di risposta alle esigenze di clienti e cittadini e rendendo più efficiente la programmazione degli interventi sul territorio. Inoltre, grazie alla tecnologia mobile, i nostri tecnici e operai potranno ridurre sensibilmente i tempi di spostamento e migliorare la qualità della giornata lavorativa». Per i processi di lavoro viene introdotto un nuovo sistema, il «Work Force Management»: «Ogni fase dell’attività di manutenzione verrà monitorata con la tecnologia digitale», ha spiegato l’amministratore delegato Alberto Irace. «Tecnici e operai dotati di tablet e palmari dopo aver completato ogni fase di lavoro la documenteranno con le foto e le invieranno alla centrale operativa». Il monitoraggio dei lavori così sarà costante ed effettivo.

Allo stesso tempo ci saranno anche importanti novità dal punto di vista degli appalti: non ci saranno più gli oltre 100 micro appalti annuali, ma si punta a concentrare fortemente i lotti delle singole gare per arrivare ad avere non più di cinque appalti più grandi che permettono di fare affidamenti nel lungo periodo. Il gestore del servizio idrico di Roma e Provincia (per un totale di 3,8 milioni di abitanti) a breve bandirà due lotti di gara per 110 milioni di euro ciascuno per la realizzazione di nuove infrastrutture idriche e condotte fognarie a Roma e Provincia (dove la concentrazione di arsenico) è più alta. L’altro gestore, per conto di Acea, avvierà un bando da 30 milioni di euro nel secondo semestre 2015 a Frosinone e provincia. Investimenti necessari per ridurre gli sprechi, accrescere l’efficienza della rete e progressivamente risolvere anche il problema dell’inquinamento dell’arsenico che deriva dalla particolare composizione del terreno in alcune aree della regione.

Altri 50 milioni di euro saranno investiti per trasformare l’illuminazione pubblica di Roma con la tecnologia Led. Verranno sostituiti 188.700 punti luce con una riduzione delle spese per l’elettricità del 55 per cento ed equivalente a 40.410 tonnellate di CO2 risparmiate.

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