Redditometro, tutte le spese controllate dal fisco
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Redditometro, tutte le spese controllate dal fisco

Dal condominio ai carburanti, dai pezzi di ricambio alla bolletta dell’acqua, fino ai mobili e alla biancheria: ecco come verranno valutati

Si avvicina ormai il via libera definitivo del nuovo redditometro. Il direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera ha infatti annunciato proprio in questi giorni che nel 2014 scatteranno i primi 35mila controlli, messi in realtà in cantiere già da qualche mese e poi rinviati. Ed è proprio sulle motivazioni che avevano spinto a posticipare l’entrata in vigore del nuovo strumento di lotta all’evasione che sono arrivate le novità più importanti necessarie a sbloccare la procedura. Ci riferiamo alle famose spese Istat, ossia a quei costi sostenuti dai contribuenti e non direttamente rilevabili dall’Anagrafe tributaria. Una circostanza che aveva spinto i tecnici del Fisco a fare ricorso alle cosiddette medie Istat, ossia ai valori medi di spesa che l’Istituto di statistica assegna per alcuni consumi ai contribuenti, in base alla loro posizione geografica e al loro reddito.

MEDIE ISTAT, ECCO COME FUNZIONANO

Un procedimento che aveva suscitato lo stop dell’Authority sulla privacy, che aveva chiesto appunto all’Agenzia delle entrate di meglio definire questi criteri. E ora, grazie a una circolare chiarezza è stata fata e dunque dovrebbero essere rimossi gli ultimi ostacoli all’avvio dei controlli. Ma vediamo nel dettaglio quali saranno le spese prese in considerazione con base Istat e qualche esempio pratico su quelle che potrebbero essere le cifre da considerare nella ricostruzione del reddito effettivo delle famiglie.

REDDITOMETRO, TUTTI I CAMBIAMENTI VOLUTI DAL GARANTE

Ci saranno innanzitutto acqua e condominio tra quelle che in gergo tecnico l'agenzia delle Entrate ha definito “spese per elementi certi”. Si presume infatti che per il fatto stesso di possedere un immobile si sostengano dei costi per la manutenzione e per abitarci. Il caso pratico presentato dal Fisco prevede ad esempio che per una coppia con un figlio residente nel Nord Ovest e in possesso al 50% di due immobili rispettivamente di 70 e 100 metri quadrati, si arrivi a una spesa annua di 710,82 euro per acqua e condominio.

Altro elemento preso in considerazione saranno le spese per la manutenzione ordinaria della casa che, nel caso non siano rintracciabili attraverso l’Anagrafe tributaria, potranno appunto essere dedotte dalle medie Istat. In questo caso nel metodo di calcolo bisognerà tenere conto dei metri quadrati dell’abitazione.

COME FUNZIONA IL NUOVO REDDITOMETRO

Terzo gruppo di spese preso in considerazione è quello legato al possesso di auto, moto, caravan, camper e minicar. La proprietà di questi veicoli presuppone infatti spese per carburanti e per manutenzione, come ad esempio riparazioni o pezzi di ricambio. In questo caso a fare testo saranno i chilowatt effettivi dei mezzi di trasporto posseduti. L’esempio proposto è quello di una coppia con tre figli residente al Sud che possiede due motoveicoli e un motociclo per un totale di 177 chilowatt. Ebbene in questo caso si arriverebbe ad una spesa totale annua di poco più di 3.000 euro.

Sotto osservazione finiranno poi anche mobili ed elettrodomestici. Anche in questo caso, se non sarà possibile fare riferimento all’Anagrafe tributaria per spese di un certo valore, a fare testo saranno ancora una volta le medie Istat. In questo caso per una coppia con due figli residente al Centro, con due case al 50% si stima una spesa annua di circa 400 euro euro per elettrodomestici e arredo.

REDDITOMETRO, ECCO COME EVITARE LE ISPEZONI DEL FISCO

Infine, un ultimo capitolo è dedicato ai cosiddetti “altri beni e servizi per lacasa”. Dicitura sotto la quale si ricomprendono biancheria, detersivi, pentole, lavanderia e riparazioni. Anche in questo caso, in mancanza di dati certi, si farà riferimento alle medie Istat tenendo conto delle case di proprietà oppure in affitto.

E’ bene ricordare in ultima analisi che, in ogni caso, in sede di confronto con gli ufficiali del fisco, il contribuente potrà sempre dimostrare di non aver sostenuto tali spese o di averle sostenute per un importo inferiore.

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