Redditometro: ecco le 6 modifiche imposte dal Garante della privacy
Imagoeconomica
Redditometro: ecco le 6 modifiche imposte dal Garante della privacy
Economia

Redditometro: ecco le 6 modifiche imposte dal Garante della privacy

Il nuovo strumento di lotta all’evasione dovrà essere corretto per tutelare meglio i dati personali dei contribuenti

Era l’ultimo semaforo verde necessario all’Agenzia delle entrate per cominciare ad applicare praticamente il nuovo redditometro. Ci riferiamo al giudizio di merito pendente davanti al Garante per la privacy che ora ha sciolto la riserva è ha dato il suo ok, condizionandolo però ad una serie di modifiche da apportare per garantire meglio la riservatezza dei dati dei contribuenti. Dal 2014 dunque, come peraltro già annunciato dal direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera, il nuovo redditometro avrà tutte le carte in regole per poter essere utilizzato contro gli evasori fiscali. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le modifiche specifiche richieste dal Garante della privacy al fisco prima di utilizzare il nuovo strumento di controllo.

Correttezza dei dati. L’Agenzia delle entrate, secondo quanto richiesto dal Garante della privacy, dovrà innanzitutto porre particolare attenzione alla qualità e all’esattezza dei dati al fine di prevenire e correggere eventuali anomalie riscontrate nella banca dati o discordanze tra famiglia fiscale e anagrafica. La corretta composizione della famiglia è infatti elemento determinate per la ricostruzione del reddito familiare.

Medie Istat. E’ stato uno degli argomenti che più ha creato polemiche e accese dispute legali. Ora il Garante ha deciso: i dati delle spese medie Istat non potranno essere utilizzati per determinare spese ricorrenti, come abbigliamento, alimentari e alberghi, per le quali il fisco non ha evidenze certe. Tali dati infatti, sostiene il Garante, sono riferibili allo standard di consumo medio familiare, e non possono essere ricondotti correttamente ad alcun individuo, se non con notevoli margini di errore in eccesso o in difetto.

Locazione figurativa. Il cosiddetto “fitto figurativo”, quello cioè attribuito al contribuente in assenza di abitazione in proprietà o locazione nel comune di residenza, non verrà utilizzato per selezionare i contribuenti da sottoporre ad accertamento, ma solo, se necessario, a seguito del contraddittorio.

Contraddittorio. Come preannunciato più volte dallo stesso direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera, il contraddittorio rivestirà un ruolo fondamentale nella disciplina del nuovo redditometro. In questo senso allora, secondo il Garante, nell’invito al contraddittorio dovrà essere specificata chiaramente al contribuente la natura obbligatoria o facoltativa degli ulteriori dati richiesti e le conseguenze di un eventuale rifiuto a rispondere. Tra l’altro, dati presunti di spesa, quantificabili cioè esclusivamente sulla base delle spese Istat, non potranno costituire oggetto del contraddittorio. E questo perché, ha spiegato il Garante, la richiesta di tali dati, relativi ad ogni aspetto della vita quotidiana, anche risalenti nel tempo, entra in conflitto con i principi della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Ricostruzione del reddito. La cosiddetta profilazione del reddito del contribuente, ha sancito il Garante, potrà avvenire utilizzando unicamente spese certe e spese che valorizzano elementi certi (possesso di beni o utilizzo di servizi e relativo mantenimento), senza utilizzare spese presunte basate unicamente sulla media Istat.

Informativa ai contribuenti. Per quanto riguarda infine la corretta informazione a cui il contribuente avrà diritto, è stato stabilito che il singolo cittadino dovrà essere informato, attraverso l’apposita informativa allegata al modello di dichiarazione dei redditi e disponibile anche sul sito dell’Agenzia delle entrate, del fatto che i suoi dati personali saranno utilizzati anche ai fini del redditometro.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti