Panorama: redditometro folle. Anche i bambini pagano il fitto
Panorama: redditometro folle. Anche i bambini pagano il fitto
Economia

Panorama: redditometro folle. Anche i bambini pagano il fitto

Nel numero in edicola dal 26 settembre gli errori del nuovo strumento del fisco. Tra questi uno che riguarda 2 milioni di minorenni. Ma l'Agenzie delle Entrate smentisce

E’ tutta in salita la strada del nuovo redditometro. Un articolo di Panorama in edicola domani spiega che l’esame del Garante della privacy, necessario per dare il via libera allo strumento acchiappa-evasori, starebbe mettendo in luce alcune magagne al limite dell’incredibile.

Il sistema messo a punto dall’Agenzia delle entrate, ad esempio, segnalerebbe come «incongrui» circa 2 milioni di minorenni, colpevoli solo di non dichiarare il reddito necessario a pagare l’affitto. L’Agenzia, infatti, considera un “fitto predefinito” di 700 euro medi per chiunque non sia proprietario di casa o non sia titolare di un contratto di affitto, dunque anche i ragazzi. Perfino sul numero di famiglie esistenti in Italia ci sarebbero scostamenti importanti rispetto ai dati dell’Istat: quasi il doppio dei 25 milioni reali. E le famose 35.000 lettere che i contribuenti italiani attendono con trepidazione per capire se sono finiti nel mirino del fisco? Se si basano sul nuovo redditometro non possono neppure partire.

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L'Agenzia delle Entrate ha però smentito inviando alla redazione di Panorama il seguente comunicato che pubblichiamo:

L’articolo di Panorama dal titolo “Il Garante ferma le lettere del Fisco”, i cui contenuti sono stati anticipati da alcune agenzie di stampa, riporta informazioni errate e prive di fondamento.
L’Agenzia delle Entrate esclude categoricamente che “una lettera del Fisco” possa essere recapitata ad un minorenne, come riferito da Panorama, per il solo fatto di non essere proprietario di una abitazione né di avere un contratto di locazione, in quanto il “ fitto medio” non viene mai attribuito automaticamente ad alcun contribuente.
Le lettere di invito dell’Agenzia delle Entrate saranno indirizzate ai soli contribuenti il cui reddito risulta fortemente incoerente rispetto alle spese certe individuate.
Viene, inoltre, riferito nell’articolo, con toni allarmistici, di un rilevantissimo scostamento tra le famiglie fiscali che sono più del doppio di quelle anagrafiche (circa 25 milioni). Ma questa nota discrasia è riconducibile esclusivamente al fatto che più contribuenti con un’autonoma posizione fiscale (famiglia fiscale) spesso coabitano, ovvero formano un’unica famiglia anagrafica. Questa circostanza non incide sull’attività di accertamento che tiene conto della situazione effettiva del nucleo familiare tramite la preventiva richiesta ai comuni di dati e elementi utili a tal fine.
Roma, 25 settembre 2013

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