Reddito di disoccupazione: cos'è e a chi spetterebbe
Alessandro Di Marco/Ansa
Reddito di disoccupazione: cos'è e a chi spetterebbe
Economia

Reddito di disoccupazione: cos'è e a chi spetterebbe

La deputata del Pd, Alessandra Moretti, rilancia il progetto di una indennità per tutti i senza lavoro. Ma il governo deve trovare ancora i soldi

“Dopo il bonus 80 euro per stimolare i consumi è in arrivo il reddito di disoccupazione, per andare incontro a tutte quelle persone che hanno perso il posto a causa della crisi". Parola di Alessandra Moretti, deputata del Pd e capolista alle elezioni europee per il partito di Renzi nella circoscrizione Nord-Est.

IL JOBS ACT

L'esponente democratica, intervenendo alla trasmissione Mattino 5, ha dunque rilanciato un progetto che, a ben guardare, sta già scritto (seppur a grandi linee) nel disegno di legge delega (ddl) del governo, per la riforma del mercato del lavoro (il cosiddetto Jobs Act). Si tratta dunque di un provvedimento che deve ancora affrontare un lungo iter alle Camere. Ma di cosa parla nello specifico la Moretti? Nel testo del ddl governativo, ci sono in particolare due misure che mirano a estendere i sussidi contro la disoccupazione a chi ancora non li ha.

ASPI: A CHI SPETTA IL SUSSIDIO

La prima misura ha l'obiettivo di concedere l'Aspi (cioè l'indennità per i senza lavoro introdotta dall'ex-ministro del welfare, Elsa Fornero) anche ad alcune categorie di precari, come i collaboratori a progetto, che oggi non hanno diritto a riceverla. Il secondo provvedimento punta invece a erogare un ulteriore sussidio, al termine del periodo di fruizione dell'Aspi (che oggi dura tra gli 8 e i 14 mesi), a tutte le persone senza lavoro che si trovano in una particolare situazione di disagio sociale (cioè hanno un reddito Isee molto basso). L'indennità, secondo il progetto del governo, dovrebbe tuttavia essere garantita soltanto se il beneficiario è disposto a seguire dei percorsi di formazione professionale, per reinserirsi nel mondo produttivo.

IL SUSSIDIO UNIVERSALE

Si tratta di progetti di cui si parla da anni, per i quali ci vogliono però molti soldi. E finora nessuno è stato in grado di trovarli, pescando nelle strette maglie del bilancio pubblico. Per ottenere le coperture finanziarie, l'esecutivo vuole rimettere ordine nell'attuale sistema degli ammortizzatori sociali , riformando in particolare la cassa integrazione guadagni (Cig). A quanto pare, tuttavia, la Cig ordinaria non verrà toccata, mentre potrebbero esservi tagli e modifiche alla cassa integrazione straordinaria e soprattutto a quella in deroga .

Bisognerà vedere, però, se le risorse liberate con queste riforme basteranno a creare i nuovi sussidi, visto che in Italia ci sono oltre 3 milioni di disoccupati, di cui la metà è in attesa di un impiego da oltre 12 mesi. Senza dimenticare, poi, la vasta platea degli scoraggiati: un altro milione e mezzo di persone che, pur essendo inattive, non cercano nemmeno un lavoro perché pensano di non avere possibilità di trovarlo. Infine, non vanno dimenticate neppure le statistiche sugli italiani al di sotto sotto la soglia di povertà, che rappresentano ormai 8 milioni di persone. Non sarà certo facile, per il governo Renzi, riuscire ad accontentarli tutti.

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