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Economia

Reddito di Inclusione, cosa è e a chi spetta

In arrivo un nuovo sussidio ai poveri che varia tra 80 e 480 euro al mese. Ma una minoranza di indigenti ne beneficerà

Tra 80 e 480 euro al mese, a seconda dei casi. E' l'importo del nuovo Reddito di Inclusione (Rei), il sussidio alle famiglie povere introdotto in Italia grazie una legge delega che ha avuto un lungo iter in Parlamento ed è stata appena approvata in via definitiva al Senato. Ecco, di seguito una panpramica su come funziona il nuovo sussidio.

I tempi: non prima di settembre

Innanzitutto va fatta una premessa importante: il Reddito di Inclusione non entrerà in vigore dall'oggi al domani. Il Parlamento ha approvato soltanto una legge-delega che lo istituisce. Tocca ora al governo varare alcuni decreti che definiscono nel dettaglio chi ha diritto a questo sussidio e con quali modalità verranno erogati i soldi. E' dunque probabile che il reddito di Inclusione non veda la luce prima di settembre 2017.

A chi spetta

I beneficiari sono tutti gli italiani che si trovano al di sotto della soglia di povertà assoluta, un livello di reddito (calcolato dall'Istat ogni anno) che dipende dal numero di componenti del nucleo familiare e dalla zona di residenza. Tra i single che abitano nelle città del Sud, per esempio, è considerato povero chi guadagna meno di 550 euro mensili. Per una famiglia di 4 persone, invece, la soglia di povertà varia 1.000 e 1.500 euro mensili.

Importo flessibile

L'ammontare dell'assegno sarà variabile e, come preannunciato dal ministro del lavoro Giuliano Poletti, verrà erogato con le stesse modalità del Sia (sostegno all'inclusione attiva),  un sussidio che esiste già oggi in via sperimentale in diverse città italiane. In pratica,  l'indennità potrà variare tra 80 e 480 euro al mese e servirà per riportare il beneficiario al di sopra della soglia di povertà assoluta. Maggiore è la distanza del cittadino dalla soglia di povertà, dunque, più alto sarà il sussidio.

Tutto in una card

Per l'erogazione materiale dei soldi, verrà scelta probabilmente una social card, cioè una carta elettronica prepagata che potrà essere usata soltanto per acquistare beni e servizi di prima necessità (vestiti, cibi, bevande, medicinali, utenze domestiche). Lo scopo è evitare che i soldi vadano a finanziare per l'acquisto di beni superflui.  

Obbligo di cercar lavoro

Chi incassa il Reddito di Inclusione sarà obbligato a seguire dei percorsi di formazione e reinserimento nel mondo del lavoro iscrivendosi ai Centri per l'Impiego. Chi rifiuta un'offerta di occupazione o non ne cerca una perde il diritto al sussidio.

Pochi soldi (per ora)

Le risorse stanziate per il Reddito d'Inclusione ammontano nel 2017 a 1,6 miliardi di euro. Per il ministro Poletti si potrà arrivare anche a 2 miliardi, utilizzando un po' di fondi europei. Non è una grossa cifra, se si considera che gli italiani sotto la soglia di povertà sono circa 4,6 milioni. Per assisterli tutti, occorrerebbero almeno 6-7 miliardi di euro l'anno.

Precedenza ad anziani e famiglie numerose

Vista la scarsità delle risorse a disposizione, il Reddito di Inclusione verrà dato inizialmente ad alcune categorie di poveri che godranno di una sorta di corsia preferenziale. E' il caso delle famiglie con figli minori e dei disoccupati con più di 55 anni che hanno maggiori difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro. Secondo i calcoli del governo, già nella prima fase i sussidi potranno andare a beneficio di circa 400mila famiglie, corrsisponenti a quasi 1,8 milioni di persone.

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