Rc auto, cosa doveva cambiare e cosa non cambierà
Alessandro Di Marco/Ansa
Rc auto, cosa doveva cambiare e cosa non cambierà
Economia

Rc auto, cosa doveva cambiare e cosa non cambierà

Accantonate dal governo le nuove norme sulle riparazioni dai carrozzieri, sui medici convenzionati, sulla scatola nera e sugli sconti obbligatori

Contrordine: la riforma delle polizze RcAuto, che proteggono contro il rischio di incidenti stradali, per adesso non si fa. E' stato infatti cancellato l'articolo 8 del Decreto Destinazione Italia, che introduceva nuove norme per combattere le frodi, ridurre i costi dei sinistri e far scendere le tariffe delle assicurazioni dei veicoli, che in Italia sono carissime: in media, i prezzi ammontano circa 490 euro all'anno, contro i 287 euro del resto d'Europa.

LA STANGATA DELLA RC AUTO

Tra polemiche, pressioni delle lobby, proteste di carrozzieri, consumatori e vittime della strada, le norme sulla Rc Auto sono state stralciate dal decreto. Alcuni deputati della maggioranza, tra cui Marco Di Stefano del Pd , hanno annunciato l'intenzione di andare comunque avanti, preparando un disegno di legge ad hoc su questa materia, per tenere conto delle perplessità avanzate da più parti riguardo al testo della legge. Al momento, però, tutto resta come prima.

Sono state dunque accantonate le nuove regole che imponevano alle compagnie di applicare degli sconti minimi obbligatori agli automobilisti disposti ad accettare determinate clausole contrattuali, che hanno proprio lo scopo di prevenire le frodi. Per chi installa una scatola nera a bordo del veicolo, per esempio, il ribasso delle tariffe doveva essere di almeno il 7% rispetto ai prezzi medi applicati nella regione di residenza del cliente. Per chi si impegna a far riparare la macchina soltanto in un'officina convenzionata con l'impresa assicurativa (e non da un carrozziere “amico” pronto a fare la cresca sui costi dell'intervento), lo sconto minimo previsto era del 5%.

LE POLIZZE AUTO E IL DECRETO DESTNAZIONE ITALIA

Inoltre, il decreto del governo prevedeva pure la possibilità di inserire nei contratti (in via facoltativa) anche una clausola oggi inesistente: è quella con cui gli assicurati, qualora subiscano un danno fisico in un incidente, si impegnano a farsi visitare da un medico indicato dalla compagnia e non da un professionista di fiducia (che può gonfiare la perizia, allo scopo far ottenere al paziente un risarcimento più alto). Per chi è disponibile ad andare dal medico convenzionato, il Decreto Destinazione Italia prevedeva uno sconto minimo del 7% sulla polizza. Non mancavano poi altre norme per evitare le truffe, che imponevano vincoli più stringenti per le testimonianze nei processi e davano più tempo alle compagnie per fare le verifiche sull'entità dei danni subiti dall'assicurato.

Di fronte a queste nuove norme, è arrivata una pioggia di proteste delle associazioni di categoria. Quella dei carrozzieri, per esempio, ha accusato il decreto di avvantaggiare soltanto le officine che lavorano per le assicurazioni. Le sigle dei consumatori, invece, hanno chiesto di imporre maggiori vincoli alle compagnie che, in base al testo del decreto, sono obbligate ad applicare degli sconti minimi ma possono comunque continuare ad alzare le tariffe medie di mercato, vanificando così i ribassi dei prezzi. L'Associazione Vittime della strada ha accusato il governo di penalizzare ingiustamente le persone realmente danneggiate negli incidenti mentre l'Ania (l'organizzazione di categoria delle imprese assicuratrici) pur dichiarandosi favorevole al decreto, si è schierata contro gli sconti minimi previsti per legge, che giudica troppo stringenti. E così, dopo un lungo tira e molla, la riforma della Rc Auto è stata rimandata a data da destinarsi e non si sa ancora quali norme, tra quelle contenute nel vecchio testo, verranno salvate in futuro.

LA GUERRA INFINITA  CONTRO LE TARIFFE

LA RC AUTO E IL DECRETO SVILUPPO

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