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Economia

Rapporto Eurispes 2017: gli italiani tra spese tagliate e risparmi intaccati

Un quarto si dichiara povero, mentre il 45% delle famiglie deve ricorrere ai soldi accantonati in precedenza per arrivare a fine mese. E inoltre...

Gli italiani... e la crisi

Malgrado i dati economici indichino una ripresa in corso, la crisi continua a far sentire i suoi effetti sulle famiglie: il 41,3% considera infatti la propria situazione peggiorata rispetto al passato. Più in generale, il 38,1% degli italiani ha per quest'anno una prospettiva di stabilità finanziaria, mentre il 36,4% si attende un peggioramento e solo il 13,8% è fiducioso in un miglioramento. 

Gli italiani... e i soldi

Un italiano su quattro si sente povero: per l'esattezza, si considera "abbastanza" povero il 21,2% degli intervistati, "molto" povero il 3%. Questo poi l'identikit di chi denuncia una condizione di estremo disagio economico: single (27,1%) o monogenitore (26,8%) che vive al Sud (33,6%) ed è cassaintegrato (60%) o in cerca di nuova occupazione (58,8%). Le cause? In termini assoluti, si sprofonda nella povertà a causa della perdita del lavoro (76,7%), a seguito di una separazione o un divorzio (50,6%), a causa di una malattia propria o di un familiare (39,4%), della dipendenza dal gioco d'azzardo (38,7%) o della perdita di un componente della famiglia (38%).

Gli italiani e... i risparmi

Solo una famiglia su quattro riesce a mettere soldi da parte. La metà delle famiglie italiane, il 48,3%, non è invece in grado di arrivare alla fine del mese con i propri redditi e per farcela il 44,9% è costretto a intaccare i risparmi. In particolare, le rate del mutuo per la casa sono un problema nel 28,5% dei casi, mentre per il 42,1% di chi è in affitto il problema maggiore sta nel pagare il canone mensile. Molti hanno dovuto mettere in atto strategie anti-crisi come tornare a casa dai genitori (13,8%) oppure farsi aiutare da loro economicamente (32,6%) o nella cura dei figli (23%) per non dover pagare nidi privati o baby sitter.

Gli italiani e... gli acquisti

Il 51,5% degli italiani ritiene che la riduzione del proprio potere di acquisto sia stata nulla o poco rilevante (era il 46,8% nel rapporto 2016); al contrario il 48,5% ha visto erodere la propria capacità di spesa (il 53,1% lo scorso anno). Nel corso degli ultimi dodici mesi gli italiani hanno comunque risparmiato su pasti fuori casa (70,9%), estetista, parrucchiere, articoli di profumeria (66,2%), viaggi e vacanze (68,6%); tagli anche sui regali (75,6%) e per il tempo libero (64,8%).

Rispetto al 2016 stabile il ricorso ai saldi (80,6%), mentre diminuisce la quota di risparmio che incide sulle nuove tecnologie (dal 69,4% del rapporto 2016 al 64,4% del rapporto 2017). Il 73,2% dei consumatori predilige per l'abbigliamento punti vendita più economici come grandi magazzini, mercatini e outlet, mentre per l'acquisto di generi alimentari il 69,7% cambia marca di un prodotto se più conveniente, mentre il 57% si rifornisce ai discount. Rispetto al rapporto precedente, si compra meno al mercato dell'usato (25,1%, - 4,2%) e online (40,4%, -3,7%), mentre iniziano a diffondersi formule di baratto tramite Internet (17,8%). 

Gli italiani e... la richiesta di prestiti

Il 28,7% delle famiglie ha avuto la necessità di chiedere un prestito bancario nel corso degli ultimi tre anni, ma nel 7,8% dei casi non lo ha ottenuto. Il motivo più frequente di richiesta del prestito è il mutuo per l'acquisto della casa (46,8%), a seguire la necessità di pagare debiti precedentemente accumulati (27,6%), il bisogno di saldare prestiti contratti con altre banche/finanziarie (17,9%), il dover affrontare spese per cerimonie (17,9%) e per cure mediche (10,9%). Infine, il 2,2% ha chiesto un prestito per potersi pagare le vacanze.

Gli italiani e... le cure mediche

Più di metà degli italiani (54,3%) non è soddisfatta del Servizio sanitario nazionale, una percentuale che al Sud supera il 70%. Al Nord-Ovest prevale invece nettamente la soddisfazione (70,3%), che ottiene la maggioranza anche al Nord-Est (56,3%). Del tutto diversa la situazione al Centro-Sud: i giudizi positivi si fermano a poco più di un terzo al Centro (34%, a fronte del 65,9% dei negativi), al 27,6% nelle Isole (72,4% negativi) e al 26,4% al Sud (73,6% negativi).

"Il disagio più frequente”, si legge nell'indagine, “sono le lunghe liste di attesa per visite ed esami medici (75,5%). Oltre la metà (53,2%) ha incontrato lunghe liste di attesa per interventi chirurgici, quasi la metà (48,9%) scarsa disponibilità del personale medico e infermieristico. Nel 42,2% dei casi si denunciano strutture mediche fatiscenti, nel 41,8% condizioni igieniche insoddisfacenti. Oltre un terzo (34,1%) di quanti si sono rivolti alla sanità pubblica ha sperimentato errori medici".

Il 25,6% delle famiglie ha inoltre dichiarato di avere difficoltà a far fronte alle spese mediche. Al proposito, le cure dentistiche risultano essere la più frequente rinuncia (31,9%), sia perché solitamente non riconducibili a patologie gravi e interventi urgenti sia per i costi elevati. Quasi un quarto del campione ha rinunciato a fisioterapia/riabilitazione (23,2%) e alla prevenzione (22,6%), mentre il 17,5% ha sacrificato persino medicine e terapie.

Gli italiani e... gli animali domestici

Il 33% degli italiani ha almeno un animale domestico in casa, ma a causa della crisi economica questa percentuale è calata del 10% rispetto al rapporto 2016, così come è diminuita la spesa per nutrire e curare gli animali (non più di 50 euro per l'80% dei proprietari).

Le nostre case ospitano soprattutto cani (62%) e gatti (40,8%). Il 34,4% ha acquistato un animale in un negozio, mentre il 22,1% lo ha preso in un canile (e simili), il 30,4% ne ha adottato uno abbandonato e il 31,3% lo ha ricevuto in regalo. A causa delle ristrettezze economiche, il 25% dei proprietari ha ridotto le visite veterinarie e il 39% ha acquistato cibo meno costoso; il 17,3% ha rinunciato alle cure mediche oppure a interventi chirurgici costosi per il proprio animale, mentre il 15,4% ha ridotto la spesa per i medicinali. Oltre il 41% ha inoltre rinunciato a prendere altri animali in casa.

Gli italiani e... l'Europa

Nel presente quadro economico, di certo non esaltante, il 48,8% degli italiani si dice contrario all'ipotesi di uscire dall'Europa, mentre è favorevole il 21,5%. Ma un terzo (29,7%) non sa esprimersi in merito o preferisce non farlo. L'ipotesi di un referendum per uscire dell'Ue vede prevalere il "no" con il 39,1% contro il 29,5% di "sì" e un altissimo numero di "non so" (31,4%). Un risultato molto diverso rispetto al 2015, quando alla domanda "L'Italia dovrebbe uscire dall'Euro?" il 40% dei cittadini rispondeva "si'".

All'Europa gli italiani rimproverano: il problema dei migranti, rispetto al quale si sentono lasciati soli da Bruxelles (71,5%); le politiche spesso svantaggiose che ci vengono imposte (70,8%) e i sacrifici economici che dobbiamo sostenere per ottemperare ai dettami europei (70,2%). Quanto ai vantaggi dell'essere europei: la facilità di viaggiare e spostarsi all'interno dell'Unione (86,7%), gli scambi commerciali agevolati (79,5%) e la possibilità di avere una moneta unica e stabile (75,6%). Il 40,4% dei cittadini sostiene infine che l'Italia, intesa come governo, deve affermare con decisione la tutela degli interessi del Paese.

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