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Economia

Privacy e Jobs Act: no a forme invasive di controllo

Il garante si è espresso anche sulle garanzie sul posto di lavoro "nel rispetto della delega e dei vincoli della legislazione europea"

"È auspicabile" che il decreto legislativo del Jobs act all'esame delle Camere "sappia ordinare i cambiamenti resi possibili dalle innovazioni in una cornice di garanzie che impediscano forme ingiustificate e invasive di controllo nel rispetto della delega e dei vincoli della legislazione europea". Lo ha affermato il Garante privacy, Antonello Soro, nella sua Relazione annuale. "Un più profondo monitoraggio di impianti e strumenti non deve tradursi in una indebita profilazione delle persone che lavorano", aggiunge Soro, che evidenzia che "nei rapporti di lavoro il crescente ricorso alle tecnologie nell'organizzazione aziendale, i diffusi sistemi di geolocalizzazione e telecamere intelligenti hanno sfumato la linea, un tempo netta, tra vita privata e lavorativa". "Occorre sempre di più coniugare l'esigenza di efficienza delle imprese con la tutela dei diritti", precisa ancora il presidente dell'Authority.

Il riferimento è alle recenti notizie emerse in relazione a una norma contenuta nel Jobs Act che stabilisce come le aziende possano controllare pc e cellulari in dotazione ai dipendenti secondo regole precise. Materia su cui peraltro la giurisprudenza si è già espressa con una sentenza del maggio 2015 a favore del controllo aziendale.

LEGGI QUI COSA PREVEDE IL JOBS ACT IN MATERIA DI CONTROLLI
LEGGI QUI COSA DICE LA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE

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