ANSA / ALESSIO TARALLETTO
Economia

Prelievo contante dal conto corrente: i nuovi limiti

Stabiliti tetti massimi di 1.000 euro al giorno e 5.000 al mese e per chi sfora previste sanzioni e accertamenti del fisco

Insieme a notizie positive quali l’abolizione di Equitalia e la possibilità di rottamare in maniera agevolata vecchie cartelle esattoriali, il decreto fiscale in via di approvazione in Parlamento porta con sé anche una novità meno piacevole sull’uso del contante. L’articolo 7 Quater del decreto 193/2016, con l’intento di combattere il fenomeno del nero e l’evasione fiscale ad esso collegato, stabilisce infatti nuovi limiti per il prelievo cash al bancomat o comunque sul proprio conto corrente, con il rischio, per chi non li rispetta, che non solo scattino multe, ma arrivi anche un accertamento del fisco. Ma andiamo per ordine e cerchiamo di capire quali sono i nuovi tetti di prelievo imposti dall’erario, chi riguarderanno, e a quali sanzioni va incontro chi dovesse sforare.

Tetto giornaliero e tetto mensile

La nuova norma, che in ogni caso deve ancora essere approvata in via definitiva dal Parlamento, prevede che ogni cittadino possa prelevare in contante dal proprio conto corrente, dunque dal bancomat o presso un qualsiasi sportello bancario, una cifra non superiore a 1.000 euro al giorno, oppure a 5.000 euro al mese.

Conseguenze

Chi non rispetterà questa misura potrà incorrere in conseguenze molto serie. Potrebbe infatti scattare in automatico un accertamento del fisco e la parte di contante eccedente le cifre massime stabilite verrebbe considerata alla stregua di un reddito imponibile nascosto, sul quale dunque verrebbero applicate le ritenute fiscali con relative sanzioni.

Inversione dell’onere della prova

Ad aggravare la situazione per i contribuenti ci sarà il fatto che in questo caso non dovrà essere chi accusa, ovvero il fisco, a produrre le prove dell’eventuale illegalità commessa, ma dovrà essere lo stesso cittadino a dimostrare di aver utilizzato il contante eccedente il massimo consentito per fini leciti. Il consiglio dunque, nel caso la norma dovesse diventare legge, è fin d’ora quello di conservare ricevute, fatture, o scontrini che dimostrino l’uso legale del contante eccedente che si è ritirato.

A chi è diretta la norma

Le nuove disposizioni sul prelievo di contante riguarderanno indistintamente commercianti, imprenditori, ma anche privati cittadini. Gli unici ad essere esclusi saranno i professionisti, che potranno avvalersi di una sentenza della Corte Costituzionale, la n.228/2014, che li tutela sulla presunzione della trasformazione dei prelievi in redditi imponibili.

La legge vigente

Ricordiamo che le norme in vigore sul contante e sulla tracciabilità attualmente prevedono che non si possano effettuare pagamenti cash per cifre superiori a 3.000 euro. Con la novità sui prelievi dunque, i limiti all’uso del contante si farebbero ancora più stringenti, con conseguenze immediate sulla vita e sulle abitudini di milioni di consumatori.

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